Studenti Universitari Sotto Pressione: Quando l’Impegno Accademico Incontra la Salute Mentale
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e che tocca da vicino la vita di tantissimi ragazzi e ragazze: il mondo universitario. Un periodo pazzesco, pieno di scoperte, crescita, nuove amicizie, ma… non nascondiamocelo, anche di sfide belle toste. L’autonomia, le decisioni sul futuro, la gestione dello studio, le relazioni: un bel mix che può mettere a dura prova.
Ecco, proprio in questo contesto, mi sono imbattuto in una ricerca affascinante che esplora il legame tra tre elementi chiave: l’impegno accademico (quanto ci sentiamo coinvolti e motivati nello studio), il nostro benessere psicologico generale e la nostra salute mentale. E lo fa concentrandosi su un gruppo particolare di studenti: quelli che, sentendo il peso di queste sfide, decidono di chiedere aiuto ai servizi di counseling universitario. Un gruppo vulnerabile, spesso più in difficoltà rispetto ai coetanei.
Ma cos’è davvero l’Impegno Accademico?
Prima di tuffarci nei risultati, capiamoci un attimo. Quando parlo di impegno accademico (in inglese “Academic Engagement” o AE), non intendo solo passare ore sui libri. È molto di più! È un concetto multidimensionale che include:
- La perseveranza: la capacità di non mollare di fronte alle difficoltà, di restare focalizzati sugli obiettivi.
- Il valore che diamo all’università e al nostro corso di studi: sentirlo importante per la nostra vita e la nostra crescita personale e professionale.
- Il senso di appartenenza: sentirsi parte della comunità accademica.
- L’integrazione tra vita universitaria e vita privata: riuscire a bilanciare studio, passioni, amicizie, famiglia.
- Le relazioni: il rapporto con i professori (sentirsi ascoltati, rispettati) e con i compagni di corso (costruire legami significativi, sentirsi supportati).
Insomma, è un mix di comportamenti, emozioni e pensieri che riflettono il nostro coinvolgimento attivo e positivo nel percorso di studi.
Lo Studio: Uno Sguardo da Vicino agli Studenti in Cerca di Supporto
La ricerca che ha catturato la mia attenzione ha coinvolto 650 studenti (età media quasi 24 anni) che si sono rivolti a un servizio di counseling universitario in Italia. L’obiettivo? Capire se esistessero “profili” diversi di impegno accademico all’interno di questo gruppo e come questi profili fossero collegati al loro stato di benessere e salute mentale (livelli di ansia, depressione, disagio psicologico, strategie di gestione delle emozioni).
Hanno usato questionari standardizzati per misurare tutte queste variabili in modo anonimo. E i risultati sono stati davvero illuminanti.

Tre Profili di Impegno: Chi Sono Questi Studenti?
Attraverso un’analisi statistica (nello specifico, un clustering), sono emersi tre gruppi distinti, tre “pattern” di impegno accademico:
1. Pattern a Basso Impegno Accademico (Low AE): Questi studenti mostravano i punteggi più bassi in tutte le dimensioni dell’impegno. Poca perseveranza, scarso valore attribuito all’università, debole senso di appartenenza e, soprattutto, relazioni molto difficili sia con i pari che con i docenti. Erano anche leggermente più grandi della media e, curiosamente, con una maggioranza di maschi rispetto agli altri gruppi (anche se il campione generale era prevalentemente femminile) e più iscritti a corsi triennali (forse indicando ritardi nel percorso).
2. Pattern a Moderato Impegno Accademico (Moderate AE): Un gruppo intermedio. Punteggi un po’ più alti rispetto al gruppo Low, ma ancora con evidenti difficoltà, specialmente nel creare relazioni significative all’interno e all’esterno dell’università. Riconoscevano di più il valore degli studi, ma faticavano nell’integrazione sociale.
3. Pattern ad Alto Impegno Accademico (High AE): Qui troviamo studenti con forte perseveranza, solido senso di appartenenza, chiaro riconoscimento del valore del loro percorso. E, cosa importantissima, relazioni positive sia con i compagni che con i professori, percepiti come supportivi. Condividevano più facilmente le loro esperienze accademiche anche fuori dall’università.
Il Legame Inequivocabile con Benessere e Salute Mentale
E qui arriva il punto cruciale. Come stavano questi studenti dal punto di vista psicologico? L’analisi (una MANCOVA, tenendo conto anche del genere come covariata) ha mostrato differenze nette:
- Ansia e Depressione: Gli studenti nel pattern a Basso Impegno riportavano i livelli più alti di ansia e depressione, spesso gravi. Quelli nel pattern Moderato stavano un po’ meglio, ma comunque con sintomi significativi. Il gruppo ad Alto Impegno mostrava i livelli più bassi di sintomi depressivi e ansiosi (anche se, ricordiamolo, erano comunque lì per chiedere aiuto, quindi non erano esenti da difficoltà).
- Gestione delle Emozioni: Qui emerge un dato interessante sulle strategie usate. Gli studenti ad Alto Impegno tendevano a usare di più la “rivalutazione cognitiva” (cercare di vedere le situazioni stressanti in modo diverso per ridurne l’impatto emotivo), una strategia considerata adattiva. Al contrario, i gruppi a Basso e Moderato Impegno ricorrevano più spesso alla “soppressione espressiva” (nascondere le proprie emozioni), legata a peggiori esiti di benessere.
- Disagio Psicologico Generale (CORE-OM): Questo strumento misura il benessere generale, i problemi emotivi/comportamentali, il funzionamento quotidiano e il rischio (es. pensieri autolesivi). Anche qui, il trend era chiarissimo: il gruppo a Basso Impegno mostrava i punteggi peggiori in tutte le aree (benessere più basso, più problemi, funzionamento più compromesso, rischio più alto). Il gruppo ad Alto Impegno stava decisamente meglio su tutti i fronti, con il gruppo Moderato a metà strada.
In sintesi: più basso era l’impegno accademico, più gravi erano i sintomi psicologici e il disagio generale. Un legame forte, quasi lineare.

Cosa Ci Dice Tutto Questo? Implicazioni Pratiche
Questa ricerca, secondo me, è preziosa. Ci dice che l’impegno accademico non è solo un indicatore di successo negli studi, ma è profondamente intrecciato con la salute mentale degli studenti, specialmente di quelli che già sentono il bisogno di un supporto.
Attenzione però: non stiamo dicendo che un basso impegno CAUSI direttamente problemi mentali o viceversa. La relazione è probabilmente bidirezionale: sentirsi depressi o ansiosi può ridurre la motivazione e l’impegno, e sentirsi scollegati e demotivati può peggiorare l’umore. È un circolo vizioso.
Ma la scoperta importante è che valutare l’impegno accademico di uno studente che chiede aiuto può dare indicazioni preziose ai servizi di counseling.
- Per gli studenti con Basso Impegno, l’intervento potrebbe focalizzarsi non solo sui sintomi, ma anche sul promuovere strategie emotive più adattive (come la rivalutazione cognitiva) e sul ricostruire un senso di valore e appartenenza.
- Per quelli con Impegno Moderato, che faticano soprattutto nelle relazioni, si potrebbe lavorare specificamente sull’integrazione sociale, sul rafforzare i legami con i pari e sulla comunicazione con la famiglia e gli amici riguardo all’esperienza universitaria.
- E per gli studenti con Alto Impegno? Il fatto che cerchino aiuto ci ricorda che l’impegno non è uno scudo totale. Le loro difficoltà potrebbero essere legate ad altri fattori (personali, familiari, etc.) e l’intervento dovrà esplorare queste aree, facendo leva sui loro punti di forza accademici.

Limiti e Prospettive Future
Come ogni ricerca, anche questa ha dei limiti. È stata condotta in una sola università italiana, quindi bisogna essere cauti nel generalizzare. Inoltre, si basa su auto-valutazioni degli studenti e non distingue tra chi ha solo fatto richiesta di counseling e chi ha poi effettivamente iniziato un percorso.
Sarebbe fantastico vedere studi futuri che seguano gli studenti nel tempo (longitudinali) per capire meglio la dinamica causa-effetto tra impegno e salute mentale, magari includendo dati da diverse università e contesti culturali, e usando anche altri metodi di valutazione oltre ai questionari.
Un Messaggio per Studenti e Università
Cosa mi porto a casa da questa lettura? Che l’esperienza universitaria è un ecosistema complesso dove studio, emozioni, relazioni e benessere sono inseparabili. L’impegno accademico, inteso in senso ampio, è una risorsa fondamentale, un potenziale indicatore di come stiamo.
Per noi studenti, è un invito a riflettere sul nostro modo di vivere l’università: ci sentiamo coinvolti? Connessi? Riusciamo a dare un senso a quello che facciamo? E se sentiamo di faticare, non aver paura di chiedere aiuto è il primo passo.
Per le università e i servizi di supporto, è uno stimolo a guardare oltre i voti, a considerare l’impegno come un termometro del benessere studentesco e a progettare interventi sempre più mirati, che aiutino a costruire non solo competenze, ma anche resilienza, connessioni significative e un ambiente accademico davvero supportivo. Perché stare bene è fondamentale per poter imparare e crescere al meglio.

Fonte: Springer
