Vista aerea dello skyline di Kuala Lumpur con le Petronas Towers in primo piano, giustapposta a un'area verde vicina, obiettivo grandangolare 24mm, messa a fuoco nitida, catturando la crescita economica e le considerazioni ambientali in Malesia.

Petrolio, Soldi e Anni di Vita in Malesia: Un Legame Pericoloso?

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero incuriosito: il rapporto tra la crescita economica di un paese, misurata dal famoso PIL (Prodotto Interno Lordo), la nostra aspettativa di vita e… il petrolio. Sì, proprio lui, l’oro nero. Ci siamo mai chiesti se la nostra dipendenza dal petrolio, motore di tanta parte della nostra economia, possa in qualche modo influenzare quanto a lungo viviamo? Sembra una domanda strana, ma seguitemi in questo viaggio in Malesia, un paese affascinante che ha vissuto una crescita notevole, per capire meglio.

Abbiamo analizzato i dati malesi dal 1980 al 2020, un bel po’ di anni, usando un metodo statistico piuttosto avanzato chiamato ARDL (che sta per Auto-Regressive Distributed Lag, ma non preoccupatevi dei tecnicismi!). L’obiettivo era proprio capire come il consumo di petrolio si inserisce in quella che sembra una relazione abbastanza ovvia: più un paese è ricco (PIL alto), più la gente tende a vivere a lungo. Ma è davvero sempre così semplice?

Il Contesto Malese: Crescita e Longevità

Prima di tuffarci nei risultati, diamo un’occhiata alla Malesia. È un paese che ha fatto passi da gigante economicamente. Pensate che nel 2000 l’aspettativa di vita alla nascita era di 72,2 anni, salita a 74,7 nel 2016. Un bel progresso! Questa crescita è stata trainata da diversi settori: agricoltura, miniere, costruzioni, manifattura e, soprattutto, i servizi, che da soli valgono quasi il 60% dell’economia. Il settore manifatturiero segue con circa il 25%. Insomma, un’economia dinamica. E, come potete immaginare, questa crescita ha richiesto energia, molta energia. E indovinate un po’ quale fonte energetica è stata fondamentale? Esatto, il petrolio. Il suo consumo in Malesia è aumentato costantemente nel periodo che abbiamo studiato, pur con qualche scossone dovuto a crisi economiche globali o a cambiamenti nelle politiche sui sussidi per i carburanti.

Petrolio: Motore Economico o Freno alla Salute?

Qui le cose iniziano a farsi interessanti. Da un lato, il petrolio è essenziale per far girare l’industria, i trasporti, per produrre energia. È una componente chiave della crescita economica che, come abbiamo detto, tende ad aumentare l’aspettativa di vita. Come? Beh, più soldi significano generalmente migliori sistemi sanitari, accesso a cibo e acqua più sicuri, case migliori, più istruzione… tutte cose che ci aiutano a vivere più a lungo e meglio.

Dall’altro lato, però, bruciare petrolio non è esattamente una passeggiata per l’ambiente e per la nostra salute. Rilascia anidride carbonica (CO2), uno dei principali gas serra responsabili del cambiamento climatico, e altri inquinanti atmosferici. Questi inquinanti sono legati a un sacco di problemi di salute: malattie respiratorie, problemi cardiovascolari, persino un aumento della mortalità. E non dimentichiamo gli effetti indiretti del cambiamento climatico, come eventi meteo estremi, insicurezza alimentare, diffusione di malattie… tutti fattori che possono remare contro l’aumento dell’aspettativa di vita.

Ecco il dilemma: la crescita economica spinta dal petrolio ci fa vivere di più grazie alla ricchezza generata, o ci accorcia la vita a causa dell’inquinamento e dei danni ambientali? È proprio questo che volevamo capire meglio.

Macro fotografia, obiettivo 85mm, gocce di petrolio greggio su una banconota di Ringgit malese, alto dettaglio, illuminazione controllata, simboleggiando il legame tra petrolio ed economia.

Cosa Dice la Scienza? Uno Sguardo alla Ricerca

Prima di noi, ovviamente, altri ricercatori si sono posti domande simili. Molti studi hanno confermato il legame positivo tra crescita economica e aspettativa di vita. Altri hanno analizzato il ruolo del consumo energetico in generale, a volte distinguendo tra fonti pulite e non pulite. Ad esempio, alcuni studi hanno mostrato che l’uso di energia pulita è associato a una maggiore longevità. C’è anche chi ha studiato l’impatto della spesa sanitaria o dello sviluppo finanziario sulla durata della vita.

Tuttavia, pochi si erano concentrati specificamente sull’impatto del consumo di petrolio e, soprattutto, su come questo consumo modifica la relazione tra crescita del PIL e aspettativa di vita. È come se il petrolio avesse un doppio ruolo: da un lato alimenta la crescita (che fa bene alla longevità), dall’altro inquina (che fa male). Quale effetto prevale? E come interagiscono? Questa è la lacuna che il nostro studio ha cercato di colmare, prendendo come riferimento anche modelli economici come quello di Grossman, che vede la salute come un “capitale” in cui investiamo, ma integrandolo con le conseguenze ambientali spesso trascurate.

La Nostra Indagine: Metodi e Dati

Quindi, cosa abbiamo fatto in pratica? Abbiamo raccolto dati per la Malesia dal 1980 al 2020 su:

  • Aspettativa di vita (LE)
  • Prodotto Interno Lordo (PIL o GDP) per misurare la crescita economica
  • Consumo di petrolio (O)
  • Spesa sanitaria (HE) come percentuale del PIL
  • Sviluppo finanziario (FD), misurato dal credito interno fornito dal settore finanziario come percentuale del PIL

Abbiamo anche creato una variabile “interattiva” moltiplicando il PIL per il consumo di petrolio (GDP*O), per vedere proprio come l’effetto della crescita economica sulla longevità cambia a seconda di quanto petrolio si consuma.

Poi abbiamo usato l’analisi ARDL, che è ottima per studiare relazioni di lungo e breve periodo tra variabili che potrebbero non essere “stabili” nel tempo (in gergo, non stazionarie). Abbiamo fatto tutti i test preliminari (come i test di radice unitaria ADF per verificare la stazionarietà e i bound test per confermare che esiste una relazione di lungo periodo, o cointegrazione) e diagnostici necessari per assicurarci che i nostri modelli fossero solidi e affidabili. Per essere ancora più sicuri, abbiamo usato anche altri metodi (FMOLS e DOLS) e test di causalità (Granger) per verificare i risultati.

Risultati Sorprendenti: Cosa Abbiamo Scoperto

Ed eccoci al dunque! I risultati sono stati, in parte, come ci aspettavamo, ma con alcune sorprese notevoli.

La buona notizia:

  • La crescita economica (PIL) ha un impatto positivo sull’aspettativa di vita, sia nel breve che nel lungo periodo. Più ricchezza sembra tradursi in più anni di vita. Fin qui, tutto ok.
  • Anche lo sviluppo finanziario mostra un effetto positivo e significativo sulla longevità nel lungo periodo. Un sistema finanziario più sviluppato sembra contribuire a una vita più lunga.

La cattiva notizia:

  • Il consumo di petrolio, preso da solo, ha un impatto negativo sull’aspettativa di vita, sia nel breve che nel lungo periodo. Questo conferma i timori sugli effetti dannosi dell’inquinamento legato al petrolio.
  • L’interazione tra crescita economica e consumo di petrolio (GDP*O) ha anch’essa un effetto negativo. Questo è un punto cruciale: suggerisce che quando la crescita economica è fortemente dipendente dal petrolio, i benefici sulla longevità vengono ridotti o addirittura annullati dagli effetti negativi del petrolio stesso.

La sorpresa (un po’ amara):

  • La spesa sanitaria ha mostrato un impatto negativo e significativo sull’aspettativa di vita, sia nel breve che nel lungo periodo! Questo è controintuitivo, no? Ci si aspetterebbe che spendere di più in salute porti a vivere di più.

Come si spiega questo risultato sulla spesa sanitaria? Potrebbe esserci un problema di efficienza. Magari i soldi non vengono spesi nel modo migliore, non raggiungono le aree più critiche (come la prevenzione o le zone rurali), o ci sono sprechi. Oppure, potrebbe esserci un punto oltre il quale spendere di più non porta benefici aggiuntivi significativi (rendimenti decrescenti). Altri studi, anche se non la maggioranza, hanno trovato risultati simili in altri contesti, suggerendo che non è solo quanto si spende, ma come lo si spende a fare la differenza.

Fotografia ritratto, obiettivo 35mm, un medico malese guarda pensieroso fuori da una finestra verso uno skyline cittadino nebbioso, profondità di campo, bicromia blu e grigio, rappresentando le sfide sanitarie tra preoccupazioni ambientali.

Il Petrolio “Ruba” i Benefici della Crescita?

Torniamo al petrolio. Il risultato più intrigante è proprio quello sull’interazione tra PIL e consumo di petrolio. Sembra proprio che affidarsi troppo all’oro nero per far crescere l’economia sia un’arma a doppio taglio per la salute pubblica. I vantaggi economici ci sono, e portano a un miglioramento della longevità, ma vengono “mangiati” dagli svantaggi ambientali e sanitari legati all’uso massiccio di petrolio.

Pensateci: l’inquinamento atmosferico da combustibili fossili (polveri sottili come PM2.5, ossidi di azoto, benzene…) è collegato a un aumento di malattie respiratorie, cardiovascolari, problemi neurologici, persino tumori. Questi effetti sulla salute possono spiegare biologicamente perché una crescita economica “sporca”, basata sul petrolio, possa alla fine non tradursi in un aumento netto dell’aspettativa di vita, o addirittura ridurla rispetto a una crescita più “pulita”.

Cosa Fare? Implicazioni e Suggerimenti

Questi risultati hanno implicazioni importanti, non solo per la Malesia ma per molti paesi in via di sviluppo che si trovano in situazioni simili. Cosa possiamo imparare?

Primo: La crescita economica è importante per la salute, ma non basta. Bisogna guardare a come si cresce. Una crescita sostenibile, che non distrugge l’ambiente e non compromette la salute dei cittadini, è fondamentale.
Secondo: La dipendenza dal petrolio è rischiosa per la longevità. È urgente accelerare la transizione verso fonti energetiche più pulite e rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico…). Questo richiede politiche mirate:

  • Incentivi (crediti d’imposta, sussidi, prestiti agevolati) per le energie pulite.
  • Eliminazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili.
  • Possibile introduzione di una carbon tax per rendere l’inquinamento più costoso.
  • Investimenti in infrastrutture per le rinnovabili (reti, accumulo).
  • Regolamentazioni che spingano le industrie verso la sostenibilità.

Paesi come la Germania con la sua “Energiewende” o la Danimarca con il suo massiccio investimento nell’eolico dimostrano che è possibile, anche se non facile, cambiare rotta e ottenere benefici economici, ambientali e sanitari.

Terzo: La spesa sanitaria va ripensata. Non basta aumentare i budget, bisogna assicurarsi che i soldi siano spesi in modo efficiente ed efficace, puntando sulla prevenzione, sull’accesso equo alle cure e sul rafforzamento delle strutture di base.
Quarto: Lo sviluppo finanziario gioca un ruolo positivo. Promuovere un settore finanziario stabile, efficiente e inclusivo può contribuire indirettamente anche alla salute pubblica, facilitando investimenti e migliorando la stabilità economica delle famiglie.

Paesaggio grandangolare, obiettivo 15mm, che cattura una fattoria di pannelli solari in Malesia con lussureggianti colline verdi sullo sfondo sotto un cielo blu chiaro, messa a fuoco nitida, simboleggiando la transizione verso l'energia sostenibile.

Limiti e Prospettive Future

Come ogni studio, anche il nostro ha dei limiti. Ci siamo concentrati solo sulla Malesia, quindi generalizzare i risultati ad altri paesi richiede cautela. Stabilire nessi di causalità certi è sempre difficile con questo tipo di analisi. I dati stessi potrebbero avere delle imprecisioni. E non abbiamo considerato altri fattori importanti che influenzano la longevità, come i livelli di istruzione, l’urbanizzazione o i progressi tecnologici specifici nella medicina.

Tuttavia, credo che questa analisi offra spunti di riflessione importanti. Ci ricorda che la salute e l’economia sono profondamente intrecciate con le nostre scelte energetiche e ambientali. Ignorare questi legami può portare a politiche che, pur mirando al benessere, finiscono per comprometterlo.

Il futuro richiederà un approccio più olistico, capace di bilanciare crescita economica, equità sociale, salute pubblica e sostenibilità ambientale. Una bella sfida, non c’è dubbio, ma una sfida che dobbiamo affrontare se vogliamo garantire un futuro più lungo e più sano per tutti.

Spero che questo viaggio nell’economia, nella salute e nel petrolio della Malesia vi sia piaciuto e vi abbia fatto riflettere!

Fonte: Springer

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