Immagine fotorealistica composita che simboleggia l'aumento del consumo di frutta e verdura in contesti urbani a basso reddito. Metà immagine mostra un mercato vibrante a Ibadan, Nigeria, con frutta tropicale colorata in primo piano (obiettivo macro 100mm, alta definizione, luce naturale controllata), l'altra metà una scena simile ad Hanoi, Vietnam, con verdure a foglia verde e persone che interagiscono con un venditore vicino a materiale informativo. Colori saturi, focus nitido sugli alimenti.

Frutta e Verdura in Città: La Sfida Vinta (in Parte) tra Nigeria e Vietnam

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che ci sentiamo ripetere fin da bambini: mangiate più frutta e verdura! Sembra facile, no? Eppure, la realtà è ben diversa, specialmente in tante parti del mondo. Globalmente, siamo ben lontani dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (quei famosi 400 grammi al giorno). E se pensate che sia un problema solo nostro, vi sbagliate. In regioni come il Sud-est asiatico e l’Africa occidentale, i consumi sono ancora più bassi.

Ma perché è così difficile portare più colore nei nostri piatti? Le ragioni sono tante e complesse: i costi (la frutta e la verdura di qualità possono pesare sul portafoglio), la disponibilità (non sempre sono facili da trovare vicino a casa o al lavoro) e le nostre abitudini e preferenze culturali. Insomma, un bel groviglio di fattori.

Proprio per cercare di sbrogliare questa matassa, è nato il progetto “Fruit and vegetable intake in Vietnam and Nigeria” (FVN). L’obiettivo? Capire se, intervenendo direttamente sul sistema alimentare – dai mercati fino a noi consumatori – fosse possibile dare una bella spinta al consumo di frutta e verdura tra gli adulti a basso reddito che vivono nelle aree urbane e peri-urbane di Hanoi, in Vietnam, e Ibadan, in Nigeria.

La Nostra Strategia: Un Mix di Interventi

Non ci siamo limitati a una sola idea. Abbiamo messo in campo un pacchetto di tre interventi diversi, pensati e sviluppati insieme alle comunità locali (venditori e consumatori), perché crediamo fermamente che le soluzioni migliori nascano dall’ascolto e dalla collaborazione. Volevamo affrontare i tre ostacoli principali: accessibilità, costo e accettabilità. Ecco come:

  • Intervento A (Accessibilità e Attrattiva): Abbiamo lavorato con i venditori locali per rendere frutta e verdura più “invitanti”. Come? Migliorando l’esposizione sui banchi (in Nigeria), usando tecniche di marketing più efficaci (entrambi i paesi), fornendo informazioni nutrizionali ai clienti, migliorando l’igiene e il servizio (Nigeria) e introducendo persino delle carte fedeltà (Vietnam). L’idea era rendere l’acquisto più facile, piacevole e informativo.
  • Intervento B (Costo): Qui siamo andati dritti al punto. Abbiamo distribuito dei buoni sconto (coupon) di diverso valore che le famiglie selezionate casualmente potevano usare per comprare specifici tipi di frutta (e un paio di verdure in Nigeria) presso venditori convenzionati. In pratica, uno sconto diretto per rendere questi alimenti più accessibili economicamente. Questo intervento è durato cinque mesi.
  • Intervento C (Accettabilità e Consapevolezza): Abbiamo lanciato delle campagne informative mirate nei quartieri. Usando volantini, poster, social media, eventi nei mercati, radio (in Nigeria) e persino annunci con altoparlanti (in una zona del Vietnam), abbiamo cercato di promuovere l’importanza del consumo quotidiano di frutta e verdura, parlando dei benefici per la salute, della varietà stagionale, della sicurezza alimentare e persino di come coltivarle in casa. Questo, come l’intervento A, è durato otto mesi.

Cosa Abbiamo Scoperto: Risultati a Confronto

Dopo otto mesi di questi interventi “sul campo”, siamo andati a vedere cosa era cambiato. Abbiamo raccolto dati dettagliati su cosa mangiavano le persone nelle aree coinvolte nel progetto (il gruppo “esposto”) e le abbiamo confrontate con persone simili che vivevano in aree non toccate dal progetto (il gruppo di “controllo”). Abbiamo usato una tecnica chiamata “richiamo delle 24 ore”, chiedendo due volte a distanza di tempo cosa avessero mangiato il giorno prima, per avere un quadro più preciso.

E qui le cose si fanno interessanti, perché i risultati sono stati… diversi!

In Nigeria: Un Successo Evidente!
A Ibadan, i risultati sono stati davvero incoraggianti. Le persone nelle aree del progetto hanno mostrato un aumento significativo del consumo totale di frutta e verdura: ben 144 grammi in più al giorno rispetto al gruppo di controllo! Wow!

Fotografia realistica di un vivace mercato all'aperto a Ibadan, Nigeria. Focus su una bancarella di frutta e verdura con esposizione migliorata, forse con nuovi cartelli o ombrelloni colorati (Intervento A). Persone locali che fanno acquisti. Obiettivo macro 80mm, alta definizione, illuminazione naturale controllata, colori vividi.

La parte del leone l’ha fatta la frutta, con un aumento medio di 138 grammi al giorno. Per le verdure, l’aumento è stato molto più piccolo e non statisticamente significativo (circa 6 grammi). Cosa significa questo? Che quasi la metà (49%) delle persone esposte agli interventi in Nigeria ha raggiunto la dose giornaliera raccomandata dall’OMS, contro solo il 25% nel gruppo di controllo. Un bel passo avanti! Sembra proprio che rendere la frutta più accessibile economicamente (grazie ai coupon) e più attraente nei mercati abbia fatto centro.

In Vietnam: Un Quadro Più Sfumato
Ad Hanoi, la situazione è stata diversa. Dopo aver tenuto conto di tutte le possibili differenze tra i gruppi (età, sesso, livello di istruzione, ecc.), non abbiamo trovato una differenza statisticamente significativa nel consumo totale di frutta e verdura tra chi era stato esposto agli interventi e chi no.

C’è stato un piccolo segnale positivo per il consumo di frutta tra le donne esposte, ma nel complesso, l’impatto non è stato così marcato come in Nigeria. Anche il consumo di verdura è rimasto sostanzialmente invariato.

Perché Queste Differenze? Il Contesto è Re!

Questi risultati così diversi tra Nigeria e Vietnam ci insegnano una lezione fondamentale: il contesto è tutto. Non esiste una soluzione unica che vada bene ovunque.

Una possibile spiegazione per il successo nigeriano sulla frutta è che lì, come emerso da studi preliminari, il costo era davvero una barriera enorme. I coupon hanno agito direttamente su quel problema. In Vietnam, invece, forse le verdure di stagione sono già abbastanza economiche e accessibili per tutti, quindi l’intervento sui costi ha avuto meno effetto. Inoltre, la cultura alimentare gioca un ruolo: le verdure sono spesso parte integrante dei piatti tradizionali, mangiate insieme ad altri alimenti. Aumentarne il consumo potrebbe richiedere di cambiare intere ricette o abitudini, cosa più complessa rispetto ad aggiungere uno spuntino di frutta tra i pasti.

Primo piano realistico di una mano che tiene un coupon colorato per frutta e verdura (Intervento B) in un contesto urbano di Hanoi, Vietnam. Sullo sfondo, una strada trafficata o un mercato. Obiettivo prime 35mm, profondità di campo ridotta per mettere a fuoco il coupon, luce naturale.

Non dimentichiamo poi un fattore esterno che ha complicato le cose: la pandemia di COVID-19. In Vietnam, in particolare, la raccolta dati è avvenuta tre mesi dopo la fine degli interventi, subito dopo un periodo di lockdown molto rigido. Questo potrebbe aver “annacquato” gli effetti, limitando l’accesso ai mercati e la possibilità di fare la spesa di prodotti freschi proprio durante e subito dopo il periodo clou del progetto.

Un’altra riflessione riguarda la durata: otto mesi potrebbero non essere sufficienti per cambiare abitudini alimentari radicate. Servono interventi più lunghi e costanti.

Più Interventi = Più Risultati? Forse, Ma…

Abbiamo anche provato a vedere se essere esposti a tutti e tre gli interventi (mercato + coupon + campagne) portasse a risultati migliori rispetto a essere esposti solo a uno o due. In Nigeria, abbiamo visto un leggero trend in questa direzione, specialmente per la frutta: chi era stato raggiunto da più iniziative sembrava mangiare un po’ di più, anche se la differenza non era statisticamente nettissima. In Vietnam, invece, questa relazione “dose-risposta” non è emersa.

Questo suggerisce che un approccio integrato, che agisce su più fronti contemporaneamente, è probabilmente la strada giusta, ma è difficile isolare l’effetto di ogni singolo pezzo del puzzle, soprattutto quando gli interventi (come le campagne informative o i miglioramenti nei mercati) si diffondono in modo ampio e non controllabile come un esperimento di laboratorio.

Immagine fotorealistica di un poster di una campagna sanitaria (Intervento C) affisso in un centro comunitario a Ibadan, Nigeria. Il poster, colorato e con immagini di frutta e verdura, promuove i benefici per la salute. Obiettivo 50mm, dettagli nitidi sul materiale promozionale, persone locali sullo sfondo sfocato.

Cosa Portiamo a Casa?

Questo viaggio tra i mercati e le case di Hanoi e Ibadan ci lascia con alcune certezze e molte domande aperte.

  • L’approccio integrato funziona: Agire su più livelli del sistema alimentare (venditori, consumatori) e affrontare contemporaneamente accessibilità, costo e accettabilità sembra promettente.
  • La co-creazione è fondamentale: Lavorare con le comunità locali per disegnare interventi che rispondano ai loro bisogni specifici è cruciale. Quello che funziona in Nigeria potrebbe non funzionare in Vietnam, e viceversa.
  • Il contesto detta legge: Fattori economici, culturali e persino eventi imprevisti come una pandemia possono influenzare enormemente i risultati.
  • Servono tempo e sostenibilità: Cambiare le diete richiede tempo. Interventi come i buoni sconto sono efficaci, ma pongono sfide sulla sostenibilità a lungo termine. Bisogna pensare a politiche più ampie che rendano strutturalmente più accessibili gli alimenti sani.
  • Le verdure sono una sfida a parte: Promuovere il consumo di verdura richiede strategie diverse rispetto alla frutta, forse più focalizzate sul cambiamento delle ricette e delle abitudini culinarie, tenendo conto anche del crescente consumo di cibo fuori casa.

Insomma, la strada per portare più frutta e verdura sulle tavole di tutti, specialmente nelle città in rapida crescita dei paesi a basso e medio reddito, è complessa ma non impossibile. Il nostro studio FVN ha mostrato che si possono ottenere risultati importanti, ma serve un approccio flessibile, partecipato e sensibile alle mille sfumature di ogni contesto locale. E noi continuiamo a studiare e sperimentare, perché crediamo che una dieta più sana sia un diritto per tutti!

Fonte: Springer

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