Helicobacter Pylori: Sconfiggerlo può davvero salvarci dal Cancro allo Stomaco?
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore e che riguarda la salute di tantissime persone: il legame tra un batterio un po’ subdolo, l’Helicobacter pylori, e il rischio di sviluppare il cancro allo stomaco. So che suona un po’ allarmante, ma seguitemi, perché le notizie più recenti, basate su una robusta meta-analisi, sono davvero interessanti e, per certi versi, rassicuranti.
Chi è questo Helicobacter pylori? Un nemico invisibile
Immaginate un microrganismo che riesce a vivere tranquillamente nell’ambiente acido del nostro stomaco. Ecco, questo è l’Helicobacter pylori. Si stima che circa metà della popolazione mondiale lo ospiti, spesso senza saperlo e senza avere sintomi evidenti. In Italia, la prevalenza è variabile ma significativa. Il problema è che questo batterio non è un inquilino innocuo: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come cancerogeno di Gruppo 1. Questo significa che ci sono prove solide che lo collegano allo sviluppo del cancro gastrico, in particolare quello che colpisce la parte distale dello stomaco (quasi il 90% dei casi!).
Come fa un batterio a causare il cancro?
Vi chiederete come un esserino così piccolo possa fare danni così grandi. Beh, l’H. pylori è un maestro nell’instaurare un’infiammazione cronica nella parete dello stomaco (la gastrite cronica). Questa infiammazione persistente, anno dopo anno, può danneggiare le cellule gastriche, alterarne il DNA e creare un ambiente favorevole alla trasformazione tumorale. Pensate che può persino interagire con la nostra dieta (ad esempio, con il sale o il ferro) e con altri microbi presenti nel nostro stomaco, peggiorando la situazione. In alcuni casi, l’infezione porta a condizioni precancerose come la metaplasia intestinale gastrica (GIM), un passo intermedio verso il cancro vero e proprio. Anche se solo una piccola percentuale degli infetti (tra l’1% e il 3%) svilupperà un adenocarcinoma gastrico, dato l’enorme numero di persone infette nel mondo, capite bene che il problema è rilevante.
La grande domanda: Eradicare l’H. pylori riduce il rischio?
Qui arriviamo al cuore della questione e ai risultati della nuova meta-analisi che ha ispirato questo articolo. Una meta-analisi, per capirci, è uno studio che mette insieme i risultati di tanti studi precedenti (in questo caso, 11 studi controllati randomizzati, considerati il “gold standard” della ricerca, per un totale di oltre 104.000 persone!) per avere una visione d’insieme più potente e affidabile. L’obiettivo era chiaro: verificare se la terapia per eliminare l’H. pylori (la cosiddetta terapia di eradicazione, di solito a base di antibiotici e farmaci anti-acido) potesse effettivamente ridurre l’incidenza del cancro allo stomaco.

I risultati parlano chiaro (o quasi)
Ebbene sì, i risultati sono stati piuttosto incoraggianti! La meta-analisi ha confermato che eradicare l’Helicobacter pylori riduce significativamente il rischio di sviluppare il cancro allo stomaco. In termini numerici, il rischio relativo (RR) è risultato pari a 0.61. Cosa significa? Significa che chi si sottopone alla terapia di eradicazione ha circa il 39% in meno di probabilità di ammalarsi di cancro gastrico rispetto a chi non la fa. Un risultato notevole!
Ma c’è di più. L’analisi ha scavato più a fondo, guardando a sottogruppi specifici:
- Persone sane (asintomatiche) con infezione da H. pylori: Anche in questo gruppo, l’eradicazione ha mostrato un beneficio, riducendo il rischio del 33% (RR 0.67). Per dare un’idea pratica, si stima che sia necessario trattare 476 persone sane infette per prevenire un caso di cancro allo stomaco (NNT = 476).
- Persone che avevano già avuto un tumore gastrico precoce rimosso endoscopicamente: In questo gruppo, considerato ad alto rischio di sviluppare un nuovo tumore, i benefici dell’eradicazione sono stati ancora più marcati! Il rischio si è ridotto quasi della metà (RR 0.51), e bastava trattare solo 21 persone per prevenire un nuovo caso di cancro (NNT = 21). Questo suggerisce che chi è già a rischio più elevato trae un vantaggio maggiore dalla terapia.
E la mortalità?
Ok, l’eradicazione riduce i nuovi casi di cancro, ma salva anche delle vite? Qui i risultati sono un po’ più sfumati.
- Mortalità specifica per cancro allo stomaco: Si è osservato un leggero calo (RR 0.84), che suggerisce un potenziale effetto protettivo, ma il dato non ha raggiunto la piena significatività statistica (p=0.059, vicinissimo alla soglia!). Servono altri studi per confermarlo con certezza.
- Mortalità per tutte le cause: Qui, purtroppo, non è stata trovata alcuna differenza significativa tra chi ha eradicato il batterio e chi no (RR 1.00). Questo potrebbe dipendere da tanti fattori, incluse altre cause di morte non legate al cancro allo stomaco.

Cosa dobbiamo portarci a casa? Limiti e prospettive
Questa meta-analisi rafforza l’idea che combattere l’H. pylori sia una strategia valida per la prevenzione del cancro allo stomaco, specialmente nelle popolazioni ad alto rischio e in chi ha già avuto lesioni precancerose o tumori iniziali. L’evidenza è considerata di qualità “moderata”, il che è buono, ma indica che ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire.
Un limite importante è che la maggior parte degli studi inclusi è stata condotta in Asia Orientale (Cina, Corea del Sud, Giappone), aree dove il cancro allo stomaco è molto più comune che da noi. Non siamo sicurissimi che i risultati siano perfettamente trasferibili a popolazioni con incidenza più bassa, come quella europea o nordamericana, anche se la logica biologica suggerisce che il beneficio ci sia comunque.
Inoltre, il numero di persone da trattare (NNT) per prevenire un caso di cancro, soprattutto nella popolazione generale sana (476), è piuttosto alto. Questo solleva questioni di costo-efficacia per programmi di screening ed eradicazione di massa, anche se studi precedenti hanno indicato che l’eradicazione rimane conveniente, soprattutto considerando che previene anche altre patologie come ulcere e dispepsia.

In conclusione: un passo avanti nella prevenzione
Insomma, la lotta all’Helicobacter pylori si conferma un’arma importante contro il cancro allo stomaco. I dati ci dicono che l’eradicazione funziona nel ridurre l’incidenza, soprattutto nei soggetti a rischio più elevato. Anche se l’effetto sulla mortalità generale non è dimostrato e quello sulla mortalità specifica per cancro gastrico necessita di ulteriori conferme, il messaggio è chiaro: vale la pena considerare la ricerca e l’eradicazione di questo batterio, specialmente in contesti specifici e su consiglio medico.
La ricerca non si ferma qui. Servono altri studi a lungo termine, magari condotti anche in altre parti del mondo, per affinare le strategie e capire ancora meglio chi beneficia di più di questo trattamento. Ma per ora, possiamo dire che abbiamo una freccia in più al nostro arco per combattere una delle forme di cancro più diffuse globalmente. Parliamone con il nostro medico!
Fonte: Springer
