Fotografia paesaggistica, obiettivo 24mm, che cattura la lussureggiante foresta dei Ghati Occidentali a Goa all'alba. Nebbia leggera che si alza tra gli alberi secolari, i primi raggi di sole dorato filtrano attraverso la fitta chioma verde, mettendo in risalto la straordinaria biodiversità. Messa a fuoco nitida e ampia profondità di campo per mostrare la complessità della struttura forestale.

Foreste di Goa: Sveliamo i Legami Segreti tra Struttura e Servizi Ecosistemici

Avete mai passeggiato in una foresta, sentendo quel senso di pace e meraviglia? Io sì, tante volte. Ma vi siete mai soffermati a pensare a quanto lavoro silenzioso quegli alberi, quel sottobosco, quell’intero ecosistema compiono per noi, ogni singolo giorno? Parliamo dei cosiddetti servizi ecosistemici: l’aria pulita che respiriamo, l’acqua che beviamo, il clima che si mantiene (più o meno) stabile, e tanto altro. Sono regali che la natura ci fa, spesso dati per scontati.

Recentemente, mi sono imbattuto in uno studio affascinante che getta luce proprio su questo legame nascosto, ma fondamentale, tra come una foresta è “fatta” – la sua struttura – e i benefici che ci offre. Lo studio si concentra su una regione specifica, Goa, incastonata nei Ghati Occidentali dell’India, un’area considerata un vero e proprio hotspot di biodiversità. Immaginate un luogo ricco di specie animali e vegetali uniche al mondo, alcune persino a rischio estinzione. Un tesoro da proteggere, ma che, come tante altre aree naturali del pianeta, sta subendo profonde trasformazioni.

Goa Sotto la Lente: Cosa Sta Succedendo alle Foreste?

Lo studio ha utilizzato tecnologie avanzate, come i dati satellitari e algoritmi di machine learning (in particolare, il Random Forest), per mappare come il paesaggio di Goa sia cambiato negli ultimi decenni, dal 1973 al 2022. E i risultati, devo dire, fanno riflettere.

Dopo gli anni ’90, con l’intensificarsi della globalizzazione e delle forze di mercato, la copertura forestale totale di Goa ha subito un calo del 3,75%. Può sembrare poco, ma dietro questo numero si cela una realtà complessa. Le foreste sempreverdi, quelle più ricche e biologicamente dense, hanno visto una riduzione significativa, passando dal 14,06% del territorio nel 1998 al 13,43% nel 2022. Anche le foreste decidue umide sono diminuite, mentre sono aumentate quelle decidue secche e le aree a macchia, segno di un certo degrado e di uno spostamento verso ecosistemi più aridi.

Cosa ha causato questi cambiamenti? Principalmente, le attività umane:

  • Urbanizzazione: Le aree edificate sono cresciute esponenzialmente, passando dallo 0,6% nel 1973 al 4,89% nel 2022. Città come Panaji, Mormugao, Ponda e Mapusa si sono espanse, spesso a scapito degli spazi naturali.
  • Agricoltura e Orticoltura: Sebbene importanti per l’economia locale, l’espansione di coltivazioni (in particolare anacardi) e piantagioni ha contribuito a modificare il paesaggio.
  • Attività Minerarie: Goa ha una storia di estrazione mineraria (ferro, manganese) che, sebbene ridotta negli ultimi anni a seguito di decisioni giudiziarie per motivi ambientali, ha lasciato il segno sul territorio.
  • Piantagioni Monoculturali: L’introduzione di specie esotiche a crescita rapida (come Acacia auriculiformis, Tectona grandis, Eucalyptus globulus) per scopi commerciali è aumentata, sostituendo la vegetazione nativa e riducendo la biodiversità.

Questi cambiamenti non sono solo una questione di percentuali su una mappa. Hanno impatti reali e profondi.

Fotografia aerea, obiettivo grandangolare 20mm, che mostra il contrasto tra una foresta lussureggiante e aree urbane in espansione a Goa, India. Luce del tardo pomeriggio, messa a fuoco nitida sull'interfaccia foresta-città, evidenziando la pressione antropica sull'ecosistema forestale.

Uno Sguardo al Futuro: Previsioni e Frammentazione

Lo studio non si è fermato al passato, ma ha provato a prevedere cosa potrebbe succedere entro il 2038, usando modelli predittivi come il CA-Markov integrato con l’Analytic Hierarchy Process (AHP). Hanno considerato due scenari: uno “business-as-usual” (BAU), dove le tendenze attuali continuano, e uno basato sugli “agenti” di cambiamento (strade, industrie, ecc.).

In entrambi gli scenari, purtroppo, la tendenza è preoccupante: si prevede un’ulteriore diminuzione delle foreste sempreverdi (fino al 10,98% nello scenario AHP) e un continuo aumento delle aree urbanizzate. Questo significa meno habitat per la fauna selvatica, meno capacità di assorbire CO2, e potenziali problemi idrogeologici.

Un altro aspetto cruciale analizzato è la frammentazione delle foreste. Immaginate una grande foresta continua che viene “spezzettata” da strade, campi coltivati, aree edificate. Quello che rimane sono isole di foresta, più piccole e isolate. Questo processo ha conseguenze devastanti:

  • Riduce la biodiversità: le specie animali hanno difficoltà a spostarsi, trovare cibo e partner, portando all’isolamento genetico e, nel peggiore dei casi, all’estinzione locale.
  • Aumenta l’effetto “margine”: i bordi della foresta sono più esposti a vento, sole, specie invasive e attività umane.
  • Compromette i processi ecologici: la dispersione dei semi, l’impollinazione e altre interazioni vitali vengono interrotte.

A Goa, la foresta “interna” (quella più protetta e intatta) è diminuita, passando dal 42,45% nel 1977 al 37,14% nel 2022. Questo significa che una porzione crescente della foresta rimanente è costituita da margini o frammenti più vulnerabili.

Il Valore Inestimabile (ma Calcolabile) delle Foreste

Qui arriviamo a uno dei punti più affascinanti dello studio: la quantificazione del valore dei servizi ecosistemici. Quanto “vale” una foresta?

Partiamo dal carbonio. Le foreste sono le nostre principali alleate contro il cambiamento climatico perché assorbono enormi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera e la immagazzinano nella loro biomassa (tronchi, rami, radici) e nel suolo. Utilizzando un modello chiamato InVEST, i ricercatori hanno stimato che le foreste di Goa immagazzinano circa 56.131 Gigagrammi (Gg) di carbonio. Tradotto in termini economici, considerando un costo sociale del carbonio (il danno evitato grazie al suo stoccaggio), questo servizio vale circa 373,47 miliardi di INR (circa 4,49 miliardi di USD). Una cifra enorme!

Ma non c’è solo il carbonio. Le foreste forniscono:

  • Servizi di approvvigionamento: cibo (frutti selvatici, funghi), medicine naturali, legname, acqua dolce, lattice, ecc.
  • Servizi di regolazione: oltre al sequestro del carbonio, regolano il ciclo dell’acqua (prevenendo inondazioni e siccità), purificano l’aria e l’acqua, controllano l’erosione del suolo, favoriscono l’impollinazione.
  • Servizi culturali: offrono spazi per la ricreazione, il turismo, l’educazione ambientale, e hanno un valore spirituale ed estetico profondo per molte comunità.

Sommando tutti questi servizi (approvvigionamento, regolazione e culturali), lo studio ha calcolato il Valore Totale dell’Offerta Ecosistemica (TESV) delle foreste di Goa: ben 481,76 miliardi di INR all’anno (nel 2022). Di questo valore, l’84% deriva dai servizi di regolazione, sottolineando il ruolo cruciale delle foreste nel mantenere l’equilibrio ambientale.

Fotografia macro, obiettivo 90mm, di una goccia d'acqua su una foglia verde brillante in una foresta di Goa. Dettaglio elevato sulla goccia che riflette la foresta circostante, sfondo sfocato (profondità di campo ridotta). Illuminazione naturale filtrata dalla chioma, simbolo della purezza dell'acqua fornita dall'ecosistema.

Identificare le Zone Critiche: le Regioni Ecologicamente Sensibili (ESR)

Non tutte le aree forestali sono uguali. Alcune sono più fragili, più ricche di biodiversità o più importanti per i processi ecologici. Lo studio ha mappato le Regioni Ecologicamente Sensibili (ESR) a Goa, considerando fattori biologici, geoclimatici, ecologici e sociali.

Il risultato? Circa il 54,41% del territorio rientra nelle categorie di massima sensibilità (ESR1 e ESR2). Queste sono aree che richiedono misure di conservazione rigorose, dove qualsiasi attività umana dovrebbe essere limitata o esclusa per proteggere il loro valore inestimabile. Le zone ESR3 e ESR4 (rispettivamente 16,18% e 29,41%) richiedono comunque una gestione attenta e sostenibile. Questa mappatura è uno strumento potentissimo per pianificare lo sviluppo futuro in modo più consapevole.

Perché Tutto Questo Ci Riguarda? Implicazioni e Azioni Future

Questo studio su Goa è un esempio lampante di come i cambiamenti nella struttura delle foreste, causati dalle nostre attività, abbiano un impatto diretto sui servizi essenziali da cui dipendiamo. La perdita di foreste, la loro frammentazione, l’introduzione di specie esotiche non sono solo problemi “ecologici”, ma hanno profonde ripercussioni economiche e sociali.

Cosa possiamo fare?

  1. Riconoscere il Valore: Dobbiamo smettere di considerare le foreste come risorse infinite da sfruttare o come ostacoli allo sviluppo. La valutazione economica dei servizi ecosistemici, come fatta in questo studio, aiuta a rendere tangibile il loro contributo al nostro benessere e all’economia (pensiamo al concetto di “PIL Verde”).
  2. Pianificazione Integrata: Le decisioni sullo sviluppo territoriale (urbanistica, infrastrutture, agricoltura) devono tenere conto della sensibilità ecologica delle aree, utilizzando mappe come quelle delle ESR.
  3. Gestione Sostenibile: Promuovere pratiche forestali che mantengano la biodiversità e la funzionalità degli ecosistemi, piuttosto che piantagioni monoculturali.
  4. Conservazione e Ripristino: Proteggere le foreste rimaste, soprattutto quelle più intatte e sensibili, e investire nel ripristino degli ecosistemi degradati.
  5. Coinvolgimento delle Comunità: Le comunità locali, che spesso dipendono direttamente dalle risorse forestali e possiedono conoscenze tradizionali preziose, devono essere coinvolte nei processi decisionali e beneficiare della conservazione.
  6. Utilizzo della Tecnologia: Continuare a usare strumenti come il telerilevamento e il machine learning per monitorare lo stato delle foreste e prevedere gli impatti delle nostre scelte.

La storia delle foreste di Goa è un monito, ma anche una fonte di ispirazione. Ci mostra chiaramente i rischi che corriamo ignorando i legami profondi tra la struttura degli ecosistemi e i servizi che ci forniscono. Ma ci indica anche la strada: comprendere, valutare e agire in modo informato per garantire un futuro in cui le foreste possano continuare a sostenerci. La prossima volta che passeggerete in un bosco, ricordatevi del lavoro silenzioso ma vitale che sta accadendo intorno a voi. È un patrimonio che abbiamo il dovere di proteggere.

Paesaggio, obiettivo grandangolare 15mm, di una fitta foresta pluviale sempreverde nei Ghati Occidentali, Goa, classificata come ESR1 (massima sensibilità ecologica). Messa a fuoco nitida su tutta la scena, luce filtrata attraverso la chioma densa, sensazione di umidità e ricchezza biologica incontaminata. Lunga esposizione per ammorbidire un piccolo corso d'acqua visibile in primo piano.

Fonte: Springer

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