Foche Anellate del Saimaa: Viaggio nei Segreti delle Loro Immersioni e Strategie di Caccia
Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nelle acque del lago Saimaa, in Finlandia, per scoprire i segreti di una creatura tanto rara quanto incredibile: la foca anellata del Saimaa (Pusa hispida saimensis). Pensate, è una sottospecie endemica, vive solo lì, ed è purtroppo in pericolo. Studiare questi animali non è affatto semplice, soprattutto perché gran parte della loro vita si svolge sott’acqua. Ma grazie alle meraviglie della tecnologia moderna, come il biologging e la telemetria, oggi possiamo sbirciare nel loro mondo sommerso come mai prima d’ora.
Recentemente, abbiamo condotto uno studio proprio per capire meglio come queste foche si procurano il cibo, un comportamento fondamentale che influenza direttamente la loro energia, la capacità di sopravvivere e di riprodursi. Capire come si comportano e come usano il loro habitat è cruciale, specialmente ora che i cambiamenti ambientali stanno bussando forte anche alle porte del loro mondo ghiacciato.
Decifrare le Immersioni: Cosa Fanno le Foche Sott’acqua?
Per la prima volta, abbiamo usato dei sofisticati modelli matematici chiamati modelli di Markov nascosti (HMM) per analizzare i dati raccolti dai tag telemetrici applicati su alcune foche. Questi dati ci raccontano ogni singola immersione nel dettaglio. Analizzando parametri come durata, profondità massima e “sinuosità” (quanto si muovono su e giù durante la fase di fondo dell’immersione, un buon indicatore della caccia), siamo riusciti a classificare diversi tipi di immersione.
Abbiamo identificato principalmente quattro tipi di comportamento durante le immersioni estive:
- Immersioni di sonno/riposo: lunghe, relativamente profonde e con pochissimo movimento verticale.
- Immersioni poco profonde e inattive: brevi, a bassa profondità e con scarsa sinuosità.
- Immersioni di transito: di durata, profondità e sinuosità intermedie, probabilmente usate per spostarsi.
- Immersioni di caccia (foraging): lunghe, profonde e molto sinuose, segno che stavano inseguendo attivamente le prede!
La cosa sorprendente è che in inverno, quando il lago è coperto di ghiaccio, le immersioni lunghe e profonde di sonno/riposo scompaiono completamente! Sembra che le foche compensino passando più tempo fuori dall’acqua, probabilmente riposando nelle loro tane scavate nella neve sopra il ghiaccio. Immaginate quanto sia più efficiente dal punto di vista energetico riposare al “caldo” (si fa per dire, ma sempre meglio dell’acqua gelida!) nella tana, piuttosto che disperdere calore dormendo in acqua.
Estate vs Inverno: Un Comportamento a Due Facce
Le differenze tra estate e inverno sono davvero profonde. Durante la stagione estiva, quando le acque sono libere dal ghiaccio, le foche dedicano la maggior parte del loro tempo sott’acqua alla caccia: ben il 36%! È il periodo in cui devono recuperare le energie dopo la muta primaverile e, per le femmine, dopo aver allattato i cuccioli. In inverno, invece, la percentuale di tempo dedicata alla caccia scende drasticamente al 21%. Questo suggerisce che in inverno adottino strategie per conservare energia, limitando le attività più dispendiose.

Questo calo invernale nell’attività di caccia è coerente con studi precedenti basati su isotopi stabili, che indicavano come le foche del Saimaa perdano peso durante l’inverno e la primavera. Nonostante ciò, anche il 36% estivo è inferiore a quanto stimato per le loro cugine artiche, che sembrano passare molto più tempo a cacciare. Forse questo indica che il cibo nel lago Saimaa è relativamente abbondante tutto l’anno? O forse la foca del Saimaa, essendo un predatore generalista che si nutre di diversi piccoli pesci di banco (come Rutilus rutilus, Perca fluviatilis, Coregonus albula e Osmerus eperlanus), riesce a cavarsela bene senza sforzi eccessivi.
Un altro dato interessante riguarda le immersioni “poco profonde e inattive”: in inverno costituiscono oltre il 45% del tempo passato sott’acqua, rispetto a solo il 19% in estate. Sospettiamo che queste immersioni siano legate al riposo vicino ai fori di respirazione nel ghiaccio o alla manutenzione di questi stessi fori, riflettendo un uso più limitato dell’habitat durante i mesi freddi.
A Caccia di Cibo: Quando e Dove?
Abbiamo scoperto che l’attività di caccia raggiunge il suo picco in pieno giorno, sia in estate che in inverno. In estate, però, questo picco inizia prima al mattino e dura più a lungo nel pomeriggio. Questo ha senso: le lunghe giornate estive subartiche offrono molta luce, e anche se la visibilità sott’acqua può essere limitata, la vista dei pinnipedi è ben adattata a condizioni di scarsa luminosità. Il fatto che concentrino la caccia nelle ore più luminose suggerisce che le tattiche visive siano importanti. Ma non dimentichiamo le loro incredibili vibrisse (i “baffi”), fondamentali per orientarsi e cacciare anche al buio o in acque torbide – ci sono persino prove di foche cieche sopravvissute nel lago!
Perché cacciano di più in estate? Oltre a dover recuperare energie, come dicevamo, potrebbe essere legato ai movimenti delle loro prede. I piccoli pesci di cui si nutrono spesso compiono migrazioni verticali giornaliere, spostandosi su e giù nella colonna d’acqua in base alla luce. Le foche potrebbero semplicemente approfittare dei momenti in cui le prede sono più accessibili o concentrate.
E dove preferiscono cacciare? I dati indicano che la probabilità di caccia è più alta a profondità del lago tra 7 e 30 metri in inverno e a profondità superiori ai 15 metri in estate. Queste profondità corrispondono alle zone dove si concentrano pesci come lo sperlano (Osmerus eperlanus) e il coregone bianco (Coregonus albula), prede importanti per le foche. Sembra proprio che le foche sappiano dove trovare i “ristoranti” migliori e più ricchi del lago!

Maschi e Femmine: Strategie Diverse?
Abbiamo anche trovato qualche sottile differenza tra maschi e femmine. Ad esempio, in inverno, le femmine sembrano preferire cacciare in aree d’acqua più riparate, circondate da isole o terraferma, mentre i maschi prediligono le aree aperte. In estate, invece, anche le femmine aumentano la probabilità di cacciare in acque aperte. Questo potrebbe indicare strategie di caccia specifiche per sesso che si adattano stagionalmente, magari seguendo la distribuzione delle prede (ad esempio, lo sperlano depone le uova in acque basse e riparate in inverno/inizio primavera).
Curiosamente, a differenza di altre specie di foche, nel Saimaa maschi e femmine adulti non hanno grandi differenze di dimensioni corporee. Questo potrebbe spiegare perché non abbiamo trovato differenze significative nella profondità delle immersioni di caccia tra i sessi, a differenza di quanto osservato altrove. O forse, semplicemente, il lago Saimaa non è abbastanza profondo da far emergere eventuali limiti fisiologici legati al sesso.
Adattabilità e Minacce: Un Futuro Incerto
La capacità delle foche del Saimaa di cacciare in habitat diversi (acque aperte e riparate) e di nutrirsi di varie specie di pesci suggerisce una certa flessibilità nelle loro strategie. Questa adattabilità potrebbe essere una carta importante da giocare per affrontare i cambiamenti ambientali in corso.
E i cambiamenti climatici sono una minaccia seria. L’inverno termico si sta accorciando, e la probabilità di inverni senza neve o con ghiaccio scarso sta aumentando. Questo è un problema enorme per una specie che dipende da neve e ghiaccio per costruire le tane dove partorire e allevare i cuccioli al sicuro. Senza tane adeguate, la mortalità dei piccoli aumenta drasticamente a causa del freddo e dei predatori. Proiezioni recenti parlano di possibili declini della popolazione tra il 50% e il 99% entro la fine del secolo… uno scenario davvero preoccupante.

Il cambiamento climatico potrebbe avere anche effetti indiretti, come alterare la disponibilità delle prede a causa del riscaldamento delle acque, che tende a favorire specie di pesci d’acqua calda a scapito di quelle d’acqua fredda come il coregone bianco.
Un’altra minaccia costante è la mortalità accidentale nelle reti da pesca (bycatch), soprattutto per i giovani. Il nostro studio fornisce ulteriori argomentazioni a sostegno della necessità di restrizioni alla pesca. Abbiamo visto che le foche intensificano la caccia proprio in luglio, subito dopo la fine del periodo di divieto primaverile di pesca con reti da posta. Estendere questo divieto potrebbe essere cruciale. Inoltre, il fatto che caccino in tutta la colonna d’acqua e in vari habitat, e principalmente di giorno, sfata l’idea che possano esistere aree o orari “sicuri” per la pesca a rete.
Cosa Ci Insegna Tutto Questo per la Conservazione?
Questo studio ci ha permesso di gettare uno sguardo senza precedenti sul comportamento di questi splendidi animali. Abbiamo visto come adattano le loro strategie di riposo e caccia alle diverse condizioni stagionali, ottimizzando l’acquisizione di energia e la sua conservazione, specialmente durante i rigidi mesi invernali.
Le informazioni raccolte sono fondamentali per la loro conservazione. Sottolineano l’importanza vitale di avere inverni con neve e ghiaccio sufficienti per la riproduzione e il riposo. Evidenziano la necessità di continuare a minimizzare il disturbo umano e la predazione, soprattutto durante la delicata stagione riproduttiva. E rafforzano l’urgenza di affrontare il problema del bycatch, magari rivalutando i periodi e le aree di restrizione della pesca.
Il futuro della foca anellata del Saimaa dipenderà dalla nostra capacità di comprendere la sua ecologia, la sua flessibilità e di mitigare le minacce che incombono, prime tra tutte il cambiamento climatico e le attività umane. Speriamo che studi come questo contribuiscano a garantirle un futuro nelle acque uniche del lago Saimaa.
Fonte: Springer
