Un gruppo eterogeneo di adolescenti (15-17 anni) sorridenti e rilassati dopo aver terminato un'attività sportiva all'aperto, forse seduti sull'erba o appoggiati a una recinzione. Ritratto di gruppo con obiettivo a focale fissa 35mm, luce naturale del tardo pomeriggio, profondità di campo che mette a fuoco i volti principali ma mostra l'interazione del gruppo, colori vivaci e atmosfera positiva che comunica salute e benessere giovanile.

Fitness da Bambini e Salute delle Arterie da Grandi: Cosa Conta Davvero?

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore e che, sono sicuro, interesserà molti genitori e chiunque si occupi di salute dei più piccoli. Ci siamo sempre detti che far fare sport ai bambini è fondamentale per la loro salute futura, giusto? Ma siamo sicuri di sapere *esattamente* quali benefici porta, ad esempio, sulla salute delle loro arterie quando diventeranno adolescenti? Ecco, è proprio quello che mi sono chiesto leggendo uno studio affascinante che ha seguito un gruppo di bambini per ben 8 anni. E i risultati, ve lo dico subito, mi hanno fatto riflettere parecchio!

Cuore e arterie: una storia che inizia da piccoli

Partiamo da un dato di fatto che purtroppo conosciamo bene: le malattie cardiovascolari sono la prima causa di problemi di salute e mortalità prematura nel mondo. E anche se i guai seri si vedono di solito da adulti, i processi che portano a questi problemi, come l’aterosclerosi (l’indurimento e l’ispessimento delle arterie), iniziano molto, molto prima, già durante l’infanzia.

Pensate che alcuni segnali precoci, come una maggiore rigidità delle arterie o un aumento dello spessore delle pareti delle carotidi (la famosa cIMT, o spessore intima-media carotideo), possono già predire futuri eventi cardiovascolari negli adulti. Capire chi è più a rischio fin da giovane è quindi cruciale per poter intervenire presto.

Il problema è che misurare direttamente lo stato delle arterie nei bambini e negli adolescenti non è una passeggiata: servono strumenti costosi e personale specializzato, cose che non si trovano facilmente negli ambulatori pediatrici o nelle scuole. Per questo, si cercano da tempo degli indicatori più semplici e accessibili. E qui entra in gioco la forma fisica.

Fitness: un termometro per la salute futura?

La forma fisica non è solo una cosa, ma un insieme di capacità:

  • Fitness cardiorespiratorio (CRF): la capacità del cuore e dei polmoni di portare ossigeno ai muscoli durante l’attività fisica (pensate alla resistenza).
  • Fitness muscolare: la forza e la resistenza dei muscoli (quanti addominali riesci a fare? Quanto lontano salti?).
  • Fitness motorio: agilità, equilibrio, velocità (come te la cavi in uno scatto o in un percorso?).

Si è sempre pensato che essere “in forma” sotto questi aspetti fosse un buon segno per la salute generale, inclusa quella cardiovascolare. Test come la forza della stretta di mano (handgrip) o il salto in lungo da fermo sono facili da fare quasi ovunque. Ma possono davvero dirci qualcosa sulla salute delle arterie dei nostri ragazzi anni dopo? Gli studi finora erano un po’ contraddittori, soprattutto quelli che guardavano avanti nel tempo (longitudinali).

Un gruppo eterogeneo di bambini tra i 6 e i 9 anni che partecipano con gioia a una corsa campestre in un parco durante una giornata di sole. Scatto d'azione con teleobiettivo zoom 100mm, velocità dell'otturatore elevata per congelare il movimento, tracciamento del movimento attivo, luce naturale brillante, focus sull'espressione felice e sullo sforzo fisico dei bambini.

Lo studio PANIC: 8 anni sotto osservazione

Ed ecco che arriva lo studio di cui vi parlavo, chiamato PANIC (Physical Activity and Nutrition in Children), condotto in Finlandia. Hanno reclutato oltre 500 bambini tra i 6 e i 9 anni e li hanno seguiti per 8 anni, misurando regolarmente la loro forma fisica (con test come la cyclette fino allo sfinimento, addominali, salto in lungo, handgrip, corsa a navetta) e, alla fine del periodo (quando i ragazzi avevano 15-17 anni), hanno controllato lo stato delle loro arterie (misurando lo spessore cIMT, la rigidità con la velocità dell’onda sfigmica carotido-femorale – cfPWV – e l’indice vascolare cardio-caviglia – CAVI – e la distensibilità dell’arteria carotidea – CAD). Hanno anche misurato con precisione la composizione corporea, in particolare la percentuale di grasso corporeo (BF%). L’obiettivo era chiaro: vedere se e come la forma fisica da bambini fosse legata alla salute delle arterie da adolescenti.

Cosa abbiamo scoperto? I risultati chiave

E qui arrivano le sorprese. Pronti?

Fitness Cardiorespiratorio (Resistenza): Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, una *migliore* forma fisica cardiorespiratoria media (misurata come VO2peak per massa magra) tra infanzia e adolescenza è risultata associata a un *maggiore* spessore delle pareti delle carotidi (cIMT) negli adolescenti. Sembra un controsenso, vero? Potrebbe trattarsi di un adattamento naturale dell’arteria allo sforzo fisico (una sorta di “irrobustimento” non necessariamente negativo in giovane età) piuttosto che un segno precoce di aterosclerosi. Ma la cosa ancora più interessante è che questa associazione si indeboliva molto, fino quasi a sparire, quando si teneva conto della percentuale di grasso corporeo e della pressione sanguigna.

Fitness Muscolare (Addominali superstar!): Qui le cose si fanno intriganti. Una *migliore* performance nel test degli addominali (sit-up) da bambini è risultata associata a una *minore* rigidità arteriosa (misurata dal CAVI) da adolescenti. Non solo: una *migliore* performance media negli addominali lungo tutti gli 8 anni era associata a una minore rigidità arteriosa sia misurata dal cfPWV che dal CAVI. E anche guardando solo i dati degli adolescenti, chi faceva più addominali aveva arterie meno rigide (cfPWV e CAVI più bassi) e più elastiche (CAD più alta). Sembrava una grande notizia per gli amanti degli addominali!

…Ma c’è un “ma”: il ruolo del grasso corporeo. Proprio come per la resistenza, anche queste associazioni positive tra addominali e arterie più “sane” perdevano gran parte della loro forza quando i ricercatori tenevano conto della percentuale di grasso corporeo (BF%). In pratica, sembra che gran parte del beneficio osservato non dipendesse tanto dalla forza degli addominali in sé, quanto dal fatto che i ragazzi con addominali più forti tendevano anche ad avere meno grasso corporeo.

Altri tipi di fitness: E la forza delle mani (handgrip)? E il salto in lungo? E l’agilità nella corsa a navetta? Beh, questi altri indicatori di fitness muscolare e motorio non hanno mostrato associazioni significative con la struttura o la rigidità delle arterie degli adolescenti.

Primo piano di un medico che utilizza una sonda ecografica sul collo di un adolescente in un ambiente clinico luminoso e moderno. Lente macro 85mm, illuminazione controllata e morbida, alta definizione dei dettagli sulla sonda e sulla pelle, messa a fuoco precisa sull'interazione, sfondo leggermente sfocato per mantenere il focus sul soggetto.

Ma allora, cosa conta davvero?

Il messaggio che emerge da questo studio è piuttosto chiaro e, per certi versi, spiazzante: la forma fisica da sola (sia essa resistenza, forza muscolare o agilità), misurata durante l’infanzia e l’adolescenza, sembra avere un legame piuttosto debole, se non nullo, con lo stato di salute delle arterie (struttura e rigidità) durante l’adolescenza in una popolazione generale di ragazzi.

L’associazione più consistente trovata è stata quella tra una buona performance negli addominali e una minore rigidità arteriosa, ma anche questa sembra essere spiegata in gran parte da un fattore diverso: la percentuale di grasso corporeo.

Questo ci porta a una conclusione importante: per proteggere la salute cardiovascolare dei nostri ragazzi fin da giovani, forse dovremmo concentrarci di più sulla prevenzione dell’accumulo di grasso corporeo (adiposity) piuttosto che puntare tutto sul miglioramento delle performance nei test di fitness. Attenzione, questo NON significa che l’attività fisica e lo sport non siano importanti, anzi! Sappiamo che hanno tantissimi altri benefici. Ma se l’obiettivo specifico è identificare precocemente chi rischia problemi alle arterie, forse i classici test di fitness non sono lo strumento più efficace. Potrebbe essere più utile monitorare attentamente il peso e la composizione corporea.

Adolescente maschio concentrato mentre esegue addominali (sit-up) su un tappetino in una palestra scolastica durante un test di fitness. Scatto d'azione con obiettivo a focale fissa 35mm, luce ambientale della palestra, focus sull'espressione di sforzo e sul movimento, stile bianco e nero con grana leggera per un effetto più drammatico.

Cosa portiamo a casa?

Questo studio, con i suoi 8 anni di osservazione, ci dà uno spaccato prezioso. Certo, ha i suoi limiti: le arterie sono state misurate solo alla fine, non si può escludere che alcuni ragazzi più a rischio abbiano abbandonato lo studio, e i risultati potrebbero non valere per popolazioni con più sovrappeso o altri fattori di rischio.

Tuttavia, il messaggio principale resta forte:

  • La forma fisica in sé (cardiorespiratoria, muscolare, motoria) durante infanzia e adolescenza ha mostrato legami deboli con la salute delle arterie in questa fase della vita.
  • L’associazione più robusta (addominali e rigidità arteriosa) è in gran parte mediata dalla quantità di grasso corporeo.
  • Per la prevenzione cardiovascolare precoce, la lotta all’obesità e all’eccesso di grasso corporeo sembra essere una strategia prioritaria rispetto al solo miglioramento della forma fisica misurata con i test tradizionali.
  • Indicatori come l’adiposity potrebbero essere più utili dei test di fitness per identificare i giovani a maggior rischio cardiovascolare.

Quindi, continuiamo a incoraggiare i nostri figli a muoversi, a giocare, a fare sport, perché fa benissimo per mille motivi! Ma teniamo anche d’occhio il loro peso e la loro composizione corporea, perché potrebbe essere quella la chiave più importante per proteggere le loro arterie fin da ora. Serviranno altri studi per capire meglio come i cambiamenti nella forma fisica influenzino le arterie nel passaggio all’età adulta, ma intanto questo studio ci ha dato davvero tanto su cui riflettere. Che ne pensate?

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *