Allineatori Trasparenti ed Espansione: Possiamo Davvero Prevedere il Risultato Finale?
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che sta molto a cuore a chiunque stia pensando o stia già utilizzando gli allineatori trasparenti, quelle mascherine quasi invisibili che stanno rivoluzionando l’ortodonzia. Sono comodi, estetici, e sempre più persone li scelgono al posto dei tradizionali apparecchi fissi. Ma la domanda che sorge spontanea, sia per noi professionisti che per voi pazienti, è: quanto possiamo fidarci delle previsioni di trattamento, specialmente quando si tratta di espandere l’arcata dentale?
L’espansione, ovvero allargare l’arcata superiore o inferiore per fare spazio ai denti o correggere un morso inverso (crossbite), è una delle richieste più comuni. I software come ClinCheck di Invisalign ci mostrano una simulazione affascinante del risultato finale, ma quanto è accurato quel “filmato”? È una delle preoccupazioni principali per noi clinici, perché la prevedibilità è fondamentale per un trattamento di successo.
La Sfida della Prevedibilità nell’Espansione
Negli ultimi anni, diversi studi hanno cercato di quantificare quanto siano affidabili gli allineatori nel muovere i denti, correggere il morso profondo e, appunto, espandere le arcate. Si è visto che gli allineatori, in particolare quelli realizzati con materiali più recenti come lo SmartTrack di Invisalign (che abbiamo usato nel nostro studio), sono efficaci nell’aumentare le distanze tra i denti. Tuttavia, la precisione non è sempre del 100%. Alcuni studi suggeriscono che i risultati siano migliori nell’arcata inferiore (mandibola) rispetto a quella superiore (mascella), con differenze di prevedibilità che possono superare il 10%. Ma perché? E quali altri fattori entrano in gioco?
Pensateci: il numero di attacchi (quei piccoli rilievi in composito applicati sui denti per migliorare la presa dell’allineatore), i giorni di utilizzo di ogni mascherina, la necessità di ridurre leggermente lo smalto tra i denti (stripping o IPR) o di estrarre denti, la presenza di un crossbite posteriore, impianti o denti mancanti… tutto questo potrebbe influenzare il risultato finale dell’espansione.
Molti studi precedenti avevano criteri di inclusione molto restrittivi (pazienti che cambiavano allineatori ogni 7 o 14 giorni precisi, senza denti mancanti, senza IPR in certe zone, ecc.), il che rendeva difficile estendere i risultati alla popolazione generale, che è molto più variegata. Inoltre, spesso mancava un’analisi statistica più sofisticata (multilivello o multivariata) che tenesse conto delle interazioni tra i vari fattori e delle differenze tra paziente e paziente, e persino tra dente e dente nello stesso paziente.
Cosa Abbiamo Cercato di Capire (Il Nostro Studio)
Proprio per colmare queste lacune, abbiamo condotto uno studio retrospettivo su 98 pazienti adulti trattati con allineatori Invisalign SmartTrack da un singolo ortodontista esperto qui nell’area di Barcellona. L’obiettivo era proprio identificare i fattori clinici che influenzano la prevedibilità dell’espansione e costruire un modello che ci aiutasse a capire meglio cosa aspettarci, usando un’analisi multilivello che considerasse le variazioni a livello di paziente, arcata e singolo dente.
Abbiamo recuperato i dati dai piani di trattamento digitali (ClinCheck) prima dell’inizio, alla previsione del primo set di allineatori e prima del primo “refinement” (la fase di rifinitura, se necessaria). Abbiamo misurato le larghezze dell’arcata a livello di canini, primi e secondi premolari e primi molari, confrontando l’espansione pianificata con quella effettivamente ottenuta.

I Risultati: Cosa Abbiamo Scoperto?
In media, abbiamo trovato una differenza assoluta tra l’espansione pianificata e quella ottenuta di circa 0.92 mm. Questo significa che, in generale, c’è un piccolo scostamento. La tendenza principale, osservata nel 72.2% delle misurazioni, è stata una leggera sottoespansione: l’arcata si è allargata un po’ meno di quanto previsto dal software.
Ma attenzione, non è sempre così! Nel 22.78% dei casi abbiamo notato una sovracorrezione, cioè l’espansione è stata maggiore di quella pianificata. E qui arriva un dato interessante: ben il 79.3% di tutte le sovracorrezioni si è verificato nell’arcata inferiore (mandibola). Questo suggerisce che pianificare deliberatamente una sovracorrezione per compensare la tendenza alla sottoespansione, come a volte viene suggerito, potrebbe non essere sempre la strategia giusta, specialmente nella mandibola, rischiando contatti occlusali non ideali.
I Fattori Chiave che Fanno la Differenza
Grazie all’analisi statistica avanzata (GLMM), siamo riusciti a isolare i fattori che hanno un impatto significativo sulla prevedibilità dell’espansione, tenendo conto delle possibili interazioni:
- Arcata (Superiore vs Inferiore): Confermiamo che l’espansione è meno prevedibile nell’arcata superiore (mascella) rispetto a quella inferiore. La discrepanza media è risultata maggiore nella mascella. Perché? Probabilmente perché l’espansione con gli allineatori tende a avvenire più per “tipping” (inclinazione dei denti) che per movimento corporeo (“bodily movement”). Nella mandibola compressa, i denti sono spesso inclinati verso la lingua, e inclinarli verso l’esterno è relativamente più semplice. Nella mascella, invece, i denti potrebbero essere già dritti o inclinati verso l’esterno, richiedendo un movimento corporeo più difficile da ottenere con gli allineatori.
- Tipo di Dente (Anteriore vs Posteriore): L’espansione è risultata più prevedibile nella zona dei canini rispetto ai premolari e ai molari. Questo potrebbe sembrare in contrasto con alcuni studi precedenti, ma potrebbe essere spiegato dal fatto che le maggiori necessità di espansione e la presenza di crossbite sono più frequenti nelle zone posteriori, rendendo il movimento più complesso e quindi meno prevedibile.
- Quantità di Espansione Pianificata: Qui la regola è semplice: maggiore è l’espansione pianificata, minore è la prevedibilità. Se il piano prevede un allargamento significativo, è più probabile che il risultato finale si discosti dalla simulazione. Movimenti ampi sono intrinsecamente più difficili da controllare perfettamente.
- Presenza di Crossbite Posteriore: Avere un morso inverso posteriore (unilaterale o, peggio ancora, bilaterale) rende l’espansione significativamente meno prevedibile. Correggere un crossbite in un adulto solo con il movimento dentale è complesso, specialmente con gli allineatori che tendono a inclinare i denti. Nei casi di deficit mascellari severi, potrebbero essere necessarie altre strategie.

Cosa Sembra Influenzare Meno (Dopo l’Analisi Multivariata)
È interessante notare che, una volta considerati i fattori principali nel nostro modello statistico, altre variabili che inizialmente sembravano associate alla discrepanza (come il sesso maschile, l’assenza di estrazioni, il numero di attacchi, l’assenza di stripping) non sono risultate predittori indipendenti significativi. Ad esempio, un numero maggiore di attacchi era associato a minore accuratezza nell’analisi semplice, ma questo probabilmente perché gli attacchi sono usati più spesso proprio nei casi complessi con crossbite, che sono già di per sé meno prevedibili. Il numero di attacchi, quindi, non è stato incluso nel modello finale per evitare ridondanze (co-linearità).
Anche l’età del paziente (adulto), il numero di impianti o denti mancanti, la durata del trattamento o piccole differenze nella compliance (collaborazione del paziente, purché buona o eccellente) non sembravano avere un legame forte con la prevedibilità dell’espansione nel nostro campione.
Cosa Portiamo a Casa da Questo Studio?
Il messaggio chiave è che, sebbene gli allineatori trasparenti siano uno strumento efficace per l’espansione, dobbiamo essere consapevoli che la prevedibilità non è assoluta e varia in base a fattori specifici. In particolare, dobbiamo essere più cauti e gestire le aspettative quando pianifichiamo:
- Espansioni nell’arcata superiore.
- Espansioni significative nelle zone posteriori (premolari e molari).
- Casi che richiedono grandi quantità di espansione.
- Pazienti con crossbite posteriore iniziale.
L’espansione sembra essere più affidabile nell’arcata inferiore e nella zona dei canini.

Ovviamente, il nostro studio ha delle limitazioni: è retrospettivo, si basa su un solo ortodontista e un solo tipo di allineatore. Serviranno ulteriori ricerche per confermare questi risultati con altri sistemi di allineatori e per esplorare altri fattori potenzialmente influenti, come il tipo esatto di malocclusione, l’inclinazione dentale iniziale, il supporto parodontale e l’effetto di altri movimenti dentali che avvengono contemporaneamente all’espansione.
Tuttavia, speriamo che queste informazioni siano utili sia per noi professionisti, per pianificare i trattamenti in modo più consapevole, sia per voi pazienti, per capire meglio cosa aspettarvi dal vostro percorso verso un sorriso più bello e funzionale con gli allineatori trasparenti!
Fonte: Springer
