ESG in Marocco: Sveliamo Sfide, Motori Nascosti e il Tocco Femminile nella Trasparenza Aziendale!
Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nel mondo della sostenibilità aziendale, o come la chiamano gli addetti ai lavori, ESG (Environmental, Social, and Governance). So che può sembrare un acronimo un po’ ostico, ma credetemi, è uno degli argomenti più caldi e cruciali del momento, soprattutto quando si parla di come le aziende si presentano al mondo. E se vi dicessi che andremo a curiosare in un contesto un po’ diverso dal solito, un mercato emergente come il Marocco?
Sì, perché mentre l’economia globale si evolve a rotta di collo, con panorami di business in continua trasformazione e normative sempre più stringenti, le aziende sono chiamate a integrare i criteri ESG nelle loro strategie e, cosa non meno importante, a essere trasparenti nel comunicarlo. Ma cosa spinge davvero un’azienda in un mercato emergente a farlo? E quali sono gli scogli da superare? E, udite udite, il genere di chi prende le decisioni ha un qualche impatto? Sono proprio queste le domande a cui uno studio recente ha cercato di dare risposta, utilizzando un approccio misto, un po’ come unire i puntini con i numeri e poi colorare il disegno con le interviste per capirne le sfumature.
L’Importanza Crescente della Disclosure ESG: Non Solo una Questione di Immagine
Viviamo in un’epoca complessa, amici. Cambiamenti climatici, disuguaglianze sociali, pratiche poco etiche… sono sfide che ci toccano tutti. Ecco perché integrare le considerazioni ESG è diventato un imperativo per le organizzazioni, non solo per sopravvivere, ma per crescere. Le metriche ESG sono diventate un vero e proprio benchmark per misurare l’impatto etico a lungo termine di un investimento e per allineare gli interessi di investitori, manager e tutti gli altri stakeholder. Pensateci: chi non vorrebbe investire in un’azienda che dimostra di avere a cuore il pianeta e le persone, oltre al profitto?
Negli ultimi anni, l’attenzione sulla divulgazione ESG è esplosa. C’è chi pubblica report ESG di alta qualità, dettagliati e cristallini, e chi, invece, fornisce informazioni incomplete, ambigue o poco approfondite. E qui casca l’asino, perché la qualità fa tutta la differenza del mondo! Ci sono un sacco di incentivi per le aziende ad adottare pratiche di divulgazione ESG: chi lo fa bene, spesso ottiene un bel vantaggio competitivo. Ma, come in tutte le storie avvincenti, non mancano le sfide. Molti ricercatori hanno studiato gli ostacoli che le imprese incontrano nel fornire informazioni significative e affidabili ai loro stakeholder.
Riflettori sul Marocco: Un Contesto Unico per la Ricerca ESG
Gran parte della letteratura scientifica si è concentrata sui paesi sviluppati. Ma che dire dei mercati emergenti? Lì la situazione è spesso diversa, e gli studi sono ancora limitati, specialmente nelle regioni MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e in Africa in generale. Secondo alcuni esperti, il livello e la qualità del reporting di sostenibilità in Africa sono bassi, e c’è un gran bisogno di approfondimenti.
Ed è qui che entra in gioco il Marocco. Un mercato emergente africano in rapida crescita, con leggi che richiedono il reporting ESG, in particolare per le banche e le grandi società quotate, mentre la maggior parte degli altri paesi africani offre solo linee guida volontarie. Capite bene che questo crea un ambiente quasi unico per studiare l’impatto dell’imposizione o della promozione di pratiche di divulgazione sulla sostenibilità. Un’opportunità d’oro, insomma, per colmare una lacuna nella letteratura e capire cosa motiva e cosa ostacola il reporting ESG in questo specifico contesto.
Lo studio si è quindi posto alcune domande cruciali:
- Qual è lo stato attuale delle pratiche di divulgazione ESG tra le aziende marocchine?
- In che modo le sfide e le motivazioni della divulgazione ESG modellano le pratiche di reporting nelle aziende marocchine?
- E, la ciliegina sulla torta: in che misura il genere modera le relazioni tra sfide/motivazioni ESG e pratiche di reporting in queste aziende?

Per rispondere, i ricercatori hanno adottato un approccio a metodi misti: un sondaggio quantitativo somministrato a 66 esperti (equamente divisi tra uomini e donne) e analizzato con tecniche statistiche sofisticate (PLS-SEM), combinato con un metodo qualitativo basato su una serie di interviste semi-strutturate a 19 esperti del settore. Un mix perfetto per avere sia numeri solidi che storie e percezioni profonde.
I Risultati Chiave: Sorprese e Conferme
E cosa è emerso da questa indagine così approfondita? Preparatevi, perché ci sono delle chicche interessanti!
- Le motivazioni contano, eccome! C’è una relazione positiva e significativa tra i motivi per cui le aziende comunicano le iniziative ESG e l’effettiva implementazione di pratiche di divulgazione. Insomma, più un’azienda è motivata (magari per migliorare l’immagine, attrarre investimenti o rispondere alle pressioni degli stakeholder), più si impegnerà in un reporting di qualità.
- Le sfide? Non sempre un freno, anzi! Qui arriva una sorpresa: anche le sfide della divulgazione ESG sono associate in modo significativo e positivo alle pratiche di reporting. Sembra controintuitivo, vero? Uno si aspetterebbe che più sfide ci sono, meno si fa. E invece, pare che quando le aziende affrontano ostacoli specifici nel processo di reporting ESG, siano più propense a impegnarsi per migliorare e rafforzare le loro pratiche di divulgazione in quelle aree. Forse le sfide agiscono da stimolo?
- Il fattore “genere”: un moderatore importante. Il genere sembra giocare un ruolo da protagonista. Funziona come un moderatore positivo e significativo, rafforzando l’associazione tra le motivazioni del reporting ESG e le pratiche effettive. In pratica, la presenza femminile potrebbe amplificare la spinta delle motivazioni verso un reporting migliore. D’altro canto, il genere agisce come un moderatore negativo e significativo sull’associazione tra le sfide del reporting ESG e le pratiche di reporting. Questo suggerisce che il modo in cui le sfide influenzano il reporting potrebbe cambiare a seconda della composizione di genere dei team decisionali.
- La disclosure ESG in Marocco: un work in progress. È difficile generalizzare sul livello e la qualità della comunicazione ESG in Marocco, perché varia molto da azienda ad azienda. Tuttavia, in generale, nonostante i progressi, c’è ancora del lavoro da fare per migliorare la rilevanza, la qualità e l’affidabilità delle informazioni ESG diffuse, specialmente per le PMI (Piccole e Medie Imprese).
Uno Sguardo alle Teorie di Riferimento: Perché le Aziende Fanno Quello Che Fanno?
Per capire meglio queste dinamiche, lo studio si appoggia a diverse teorie. La Teoria dell’Agenzia, ad esempio, suggerisce che la divulgazione ESG sia un meccanismo chiave per allineare gli interessi dei manager con quelli degli azionisti, riducendo l’asimmetria informativa. La Teoria degli Stakeholder, invece, allarga il campo, sostenendo che le aziende devono rispondere alle esigenze di una vasta gamma di portatori di interesse (dipendenti, clienti, comunità, ambiente…). La Teoria della Legittimità postula che le aziende pubblichino informazioni ESG per acquisire uno status legittimo nella società e rafforzare la loro immagine di impresa responsabile. Infine, la Teoria del Ruolo di Genere emerge per spiegare come le differenze di genere possano influenzare la comunicazione e le decisioni del consiglio di amministrazione, portando a una maggiore performance ESG, soprattutto quando c’è una maggiore rappresentanza femminile.
Nei mercati emergenti, però, queste teorie possono avere applicazioni particolari. La corporate governance è spesso meno formalizzata, e questo può portare a comportamenti opportunistici da parte dei manager. Le pressioni degli stakeholder possono essere il motore principale per le strategie CSR, ma c’è il rischio di concentrarsi su questioni sociali trascurando quelle ambientali. Ecco perché rafforzare i requisiti normativi diventa cruciale.

Le Motivazioni che Guidano la Disclosure ESG
Ma quali sono, nel dettaglio, queste famose motivazioni? Dal punto di vista della legittimità, le aziende sono spinte dal desiderio di migliorare la propria immagine aziendale, reputazione e valore, oltre che dalla ricerca di legittimità e maggiore trasparenza. La teoria dell’agenzia, invece, evidenzia i benefici della divulgazione ESG nel ridurre l’asimmetria informativa e abbassare i costi del debito. Altre motivazioni chiave, derivanti dalla teoria degli stakeholder, includono la soddisfazione delle esigenze informative di azionisti e investitori, e la risposta ai requisiti normativi e alle pressioni degli stakeholder. Pensate alle aziende che adottano tecnologie per prodotti “verdi”: lo fanno anche per soddisfare le crescenti aspettative dei consumatori per prodotti ecocompatibili. E non dimentichiamo che misure normative fattibili sono decisive per migliorare quantità e qualità dei report ESG.
Quindi, le aziende con motivazioni ESG più forti sono probabilmente quelle che forniscono report ESG più completi, trasparenti e affidabili. Migliorare le pratiche di divulgazione ESG è, a tutti gli effetti, una decisione strategica vitale.
Le Sfide sul Cammino della Trasparenza
Tuttavia, il percorso non è sempre in discesa. Le sfide nel reporting ESG esistono in tutti i mercati, ma sono più accentuate nelle economie emergenti. Tra le principali, troviamo la mancanza di consapevolezza e competenza tra i dirigenti sulle questioni ESG e sul loro impatto finanziario, la resistenza a divulgare informazioni sensibili (come le emissioni di carbonio) per timore di danneggiare la reputazione o incorrere in sanzioni. L’asimmetria informativa tra dirigenti e azionisti può portare a pratiche di greenwashing (quel fenomeno per cui ci si dipinge di verde senza esserlo veramente).
Un’altra barriera importante è l’incapacità di soddisfare le esigenze degli stakeholder e di trarre benefici pratici dalla teoria degli stakeholder. Senza team dedicati alla sostenibilità e dipendenti impegnati, è difficile per le aziende raccogliere, monitorare e comunicare dati ESG accurati. Risorse insufficienti e ambiguità concettuali sono ostacoli pressanti. Aggiungiamoci problemi metodologici nell’interpretazione degli standard di comunicazione ESG, divergenze negli standard internazionali e la mancanza di requisiti obbligatori e di una regolamentazione efficace: il quadro delle difficoltà è completo. Quando le aziende incontrano sfide significative, la credibilità, la qualità e la completezza dei loro dati di reporting ne risentono.
Il Ruolo Cruciale del Genere
Come abbiamo accennato, la diversità di genere nei ruoli di leadership sembra avere un impatto. La letteratura suggerisce che le donne potrebbero essere percepite come più impegnate nella divulgazione delle pratiche ESG. Molti studi hanno dimostrato un impatto positivo significativo della diversità di genere nel consiglio di amministrazione sulle pratiche ESG. Questo si spiega con la potenziale capacità della partecipazione femminile nelle funzioni decisionali strategiche di migliorare l’effettiva implementazione delle pratiche ESG delle aziende. Le donne leader tendono a enfatizzare la sostenibilità a lungo termine, la trasparenza e la responsabilità, influenzando il modo in cui le motivazioni ESG si traducono in buone pratiche di reporting.
La presenza di donne in posizioni di leadership può cambiare il modo in cui un’azienda risponde alle sfide ESG, sviluppando modalità di reporting più efficaci. Tuttavia, è anche vero che non ci sono prove definitive che una maggiore proporzione di direttrici riduca sempre le pratiche CSR negative, e la necessità di aumentare il coinvolgimento delle donne nei consigli di amministrazione è ancora pressante nei paesi in via di sviluppo.

Cosa Dicono gli Esperti Marocchini? La Voce dal Campo
Le interviste qualitative hanno aggiunto un sapore unico alla ricerca. Gli esperti marocchini concordano sul fatto che le aziende locali stanno facendo progressi positivi sugli aspetti ESG. L’aspetto ambientale sembra essere il più integrato, mentre per il sociale e la governance c’è ancora margine di miglioramento. Ad esempio, i principali sistemi bancari in Marocco sono attivamente impegnati a migliorare la questione del cambiamento climatico. La decarbonizzazione, con l’imposizione di tasse sul carbonio, è un altro fattore che influenzerà le industrie marocchine nel prossimo futuro.
Sul fronte sociale, le aziende marocchine si preoccupano principalmente della gestione del capitale umano e della promozione della diversità di genere. Per quanto riguarda la governance, si presta maggiore attenzione alla diversità di genere, e i fondi di investimento sono pionieri in questo senso, cercando di stabilire una certa parità o almeno una rappresentanza femminile minima nei loro organi di governo.
Il quadro normativo ESG in Marocco sta progredendo costantemente, portando a un reporting non finanziario obbligatorio per le società quotate. Tuttavia, gli esperti intervistati ritengono che sarebbe più pertinente se il quadro normativo fosse più specifico in termini di metriche ESG da divulgare. Attualmente, le informazioni ESG rimangono spesso narrative e descrittive, rendendo le azioni ESG non misurabili e quindi poco significative. Inoltre, i criteri di reporting ESG non sarebbero molto utili senza esaminare la matrice di materialità, che indica, per ogni settore di attività, le migliori pratiche su cui concentrarsi.
Per le aziende non quotate, il Marocco non ha ancora introdotto normative specifiche e obbligatorie sulla divulgazione ESG, e questa assenza crea una certa reticenza a comunicare regolarmente le proprie pratiche.
Raccomandazioni per un Futuro ESG Più Efficace
Cosa fare, dunque? Gli esperti suggeriscono alcuni passi fondamentali. Innanzitutto, identificare le vulnerabilità dell’azienda confrontando le proprie aspettative con quelle degli stakeholder e decidere su quale aspetto concentrarsi. Poi, ogni azienda deve definire fin dall’inizio la visione e le pratiche ESG da implementare e misurarle regolarmente. È cruciale coinvolgere i dipendenti e migliorare la qualità del contenuto dei report ESG, non solo garantirne la conformità.
Per quanto riguarda la regolamentazione, il ritmo del cambiamento dovrebbe continuare nella stessa direzione della normativa europea (come la CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive), che tiene conto dei rischi fisici e di transizione. I report ESG devono contenere informazioni dettagliate e quantificate, e servono sanzioni e un approccio cauto al greenwashing. È anche nell’interesse del Marocco e dell’Africa pensare a standard propri, senza imporre modelli esterni.
Insomma, amici, la divulgazione ESG in Marocco è in una fase relativamente iniziale, segnata da una crescente consapevolezza ma da una standardizzazione e un’applicazione ancora limitate. Questo studio ci ha offerto una lente preziosa per capire le dinamiche in gioco.

Implicazioni Scientifiche e Manageriali: Non Solo Teoria
Questo studio non è solo un esercizio accademico. Ha importanti implicazioni. Dal punto di vista metodologico, l’approccio misto si è rivelato vincente. Teoricamente, è uno dei primi a esaminare l’effetto delle sfide e delle motivazioni del reporting ESG sulle pratiche di reporting, esplorando al contempo l’effetto moderatore del genere. Colma lacune nella letteratura sul contesto marocchino, africano ed emergente in generale.
Ma le implicazioni più succose sono quelle manageriali. Per i regolatori, è un invito a rafforzare l’implementazione della valutazione della divulgazione ESG, magari riconsiderando i requisiti sui criteri ESG e ampliando l’ambito di applicazione al settore delle PMI. Il Marocco dovrebbe aderire a quadri di reporting riconosciuti a livello mondiale (GRI, SASB, TCFD, CSRD) e prevedere conseguenze per la non conformità.
Per i manager aziendali, la lezione è chiara: migliorare le pratiche ESG sfruttando le motivazioni identificate e affrontare le barriere ESG con programmi di formazione regolari. Adottare quadri di reporting standardizzati e comunicare in modo chiaro e conciso le iniziative e i risultati ESG dell’azienda è fondamentale.
Anche le istituzioni finanziarie hanno un ruolo: potrebbero fornire prestiti a basso interesse alle PMI con solidi piani ESG che faticano a implementare pratiche correlate a causa di vincoli finanziari.
Infine, una profonda comprensione e integrazione delle dinamiche di genere nel contesto marocchino è necessaria per ottimizzare i potenziali vantaggi della diversità di genere nella promozione delle pratiche ESG. Le aziende marocchine dovrebbero considerare il miglioramento della diversità di genere come un proxy per la trasparenza, la reputazione aziendale e l’interesse degli stakeholder a comunicare meglio tutte le informazioni ESG, positive o negative che siano, con dettagli concreti.
Certo, lo studio ha i suoi limiti: offre una panoramica generale e le misure potrebbero non coprire tutte le pratiche. Ma è un punto di partenza prezioso per ricerche future più approfondite e, soprattutto, uno stimolo per tutti gli attori economici e normativi ad affrontare gli ostacoli identificati, aprendo la strada a un futuro più sostenibile e promettente. E io, da parte mia, non vedo l’ora di vedere come si evolverà questa storia!
Fonte: Springer
