Il Grido Silenzioso della Terra: Viaggio nell’Erosione del Bacino dell’Awash in Etiopia
Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio, non in un luogo esotico per vacanza, ma in una realtà cruciale per il nostro pianeta e per milioni di persone: sto parlando dell’erosione del suolo. È un nemico silenzioso, che lavora nell’ombra, ma i cui effetti sono devastanti. E l’Etiopia, purtroppo, si trova in prima linea in questa battaglia. Nello specifico, ci concentreremo sul bacino del fiume Awash, un’area vitale che sta affrontando sfide enormi.
Pensate che a livello globale, l’erosione del suolo è responsabile dell’85% del degrado dei terreni e può ridurre la produttività agricola fino al 17%. Non è solo una questione ambientale, ma tocca da vicino la sicurezza alimentare e la sopravvivenza di intere comunità.
Il Cuore dell’Etiopia: Il Bacino del Fiume Awash
Il bacino del fiume Awash è un’area vasta e incredibilmente diversificata nel cuore dell’Etiopia. Si estende per circa 112.000 chilometri quadrati, ospita oltre 10 milioni di persone e presenta un paesaggio che varia dalle umide alture vicino alla capitale Addis Abeba fino alle aride pianure della regione di Afar, dove il fiume sfocia nel salato Lago Abbe, al confine con Gibuti. L’altitudine varia dai 210 ai quasi 4200 metri sul livello del mare!
Questa diversità, però, porta con sé anche delle vulnerabilità. Il bacino sta affrontando sfide uniche:
- Deforestazione rapida che lascia il suolo scoperto e indifeso.
- Espansione dell’agricoltura su pendii ripidi, una pratica ad alto rischio erosivo.
- Modelli di piovosità irregolari, spesso intensi, aggravati dai cambiamenti climatici.
- Sovrapascolamento e crescita demografica che aumentano la pressione sulle risorse naturali.
Tutti questi fattori contribuiscono a un cocktail pericoloso che accelera la perdita di suolo fertile.
Perché Dovremmo Preoccuparci dell’Erosione?
Forse vi state chiedendo: “Ma perché è così importante?”. Beh, il suolo non è solo terra sotto i nostri piedi. È la base della vita. Quando lo strato superficiale, ricco di nutrienti e materia organica, viene spazzato via dall’acqua (o dal vento), le conseguenze sono a catena:
- Perdita di fertilità: Il suolo diventa meno produttivo, le rese agricole calano. L’Etiopia ha già una delle produttività per ettaro più basse al mondo, e l’erosione peggiora la situazione.
- Degrado del territorio: Si stima che in Etiopia tra i 100 e i 300 tonnellate di suolo per ettaro vengano perse ogni anno solo dai terreni agricoli. Parliamo di miliardi di tonnellate all’anno a livello nazionale!
- Insicurezza alimentare: Meno cibo prodotto significa più fame e povertà.
- Impatti ambientali: Il suolo eroso non scompare, ma finisce nei fiumi e nei laghi (sedimentazione), danneggiando gli ecosistemi acquatici, riducendo la capacità degli invasi per l’irrigazione e l’energia idroelettrica, e peggiorando la qualità dell’acqua.
In pratica, l’erosione minaccia l’agricoltura sostenibile, l’ambiente e il benessere economico delle comunità che dipendono da queste terre. Ecco perché è fondamentale capire cosa sta succedendo e come intervenire.

La Nostra Lente d’Ingrandimento: USLE e GIS
Per affrontare un problema così complesso, abbiamo bisogno degli strumenti giusti. Nel nostro studio sul bacino dell’Awash, abbiamo utilizzato una combinazione potente: il modello USLE (Universal Soil Loss Equation) e le tecniche GIS (Geographic Information Systems) e di telerilevamento (immagini satellitari).
L’USLE è un modello matematico molto diffuso e testato, specialmente in contesti come quello etiope dove dati super dettagliati potrebbero non essere sempre disponibili. È come una ricetta che calcola la perdita di suolo potenziale basandosi su cinque ingredienti chiave:
- Fattore R (Erosività della pioggia): Quanto è “aggressiva” la pioggia? Piogge intense e prolungate hanno un potere erosivo maggiore. Lo abbiamo calcolato usando dati pluviometrici da diverse stazioni meteorologiche.
- Fattore K (Erodibilità del suolo): Quanto è suscettibile il suolo all’erosione? Dipende dalla sua composizione (sabbia, limo, argilla), dalla materia organica, dalla struttura. Abbiamo usato database del suolo specifici per l’area.
- Fattore LS (Lunghezza e pendenza del versante): Più un pendio è lungo e ripido, più l’acqua scorre veloce e più erode. Lo abbiamo derivato da modelli digitali di elevazione (DEM) del terreno con risoluzione 30m.
- Fattore C (Copertura e gestione del suolo): Che tipo di vegetazione copre il suolo? Una foresta protegge molto di più di un campo coltivato o, peggio, di un terreno nudo. Lo abbiamo stimato classificando l’uso del suolo da immagini satellitari Landsat.
- Fattore P (Pratiche di conservazione): Ci sono interventi umani per ridurre l’erosione, come terrazzamenti, coltivazione lungo le curve di livello (contouring) o fasce inerbite? Queste pratiche riducono la perdita di suolo.
Il GIS ci ha permesso di “mappare” ognuno di questi fattori per l’intero bacino e poi di combinarli, cella per cella (30×30 metri), per ottenere una stima spaziale della perdita di suolo annuale.
Mappare il Rischio: Cosa Abbiamo Scoperto
I risultati sono stati… impressionanti, nel bene e nel male. La perdita di suolo annuale stimata nel bacino dell’Awash varia enormemente: da quasi zero in alcune aree pianeggianti e ben coperte, fino a cifre sbalorditive di oltre 31 milioni di tonnellate per ettaro all’anno (t/ha/y) nelle zone più critiche!
La perdita media annua di suolo per l’intero bacino è stata stimata intorno a 28.6 t/ha/y. Sembra un numero astratto? Confrontiamolo con i limiti di tolleranza: gli esperti ritengono che per gli altopiani etiopi, una perdita “sostenibile” sia tra 6 e 10 t/ha/y, e il limite massimo tollerabile globalmente è spesso indicato intorno a 11 t/ha/y. Siamo ben oltre!
La mappa che abbiamo generato (Fig. 12 nello studio originale) mostra chiaramente le “zone calde” dell’erosione. Non sorprende che le aree più colpite siano quelle con:
- Pendii più ripidi.
- Piogge più intense (soprattutto nell’alto bacino).
- Suoli più vulnerabili (alti valori di K).
- Copertura vegetale scarsa o terreni agricoli mal gestiti (alti valori di C).
- Assenza di pratiche conservative (alti valori di P, vicini a 1).
Curiosamente, le aree più a valle, come Metehara, mostrano tassi di erosione elevati, probabilmente a causa del forte ruscellamento proveniente dalle zone più alte e piovose. Gran parte del bacino, fortunatamente, ha pendenze lievi (0-10%) e presenta livelli di erosione da bassi a moderati, anche grazie alla presenza residua di foreste e praterie e a pratiche come il contouring.

I Colpevoli dell’Erosione: Un’Analisi Dettagliata
Vediamo più da vicino come i diversi fattori giocano la loro partita nel bacino dell’Awash:
- Pioggia (R): Con valori che arrivano fino a 3145 MJ mm ha⁻¹h⁻¹anno⁻¹, l’erosività della pioggia è significativa, specialmente nell’alto bacino e durante le stagioni delle piogge. Più alto è questo valore, maggiore è il potenziale erosivo.
- Suolo (K): I valori di erodibilità (K) nel bacino variano da 0.104 a 0.172. Questi valori, influenzati dal tipo di suolo (Nitosols, Lithosols, Vertisols), dalla tessitura e dal contenuto di materia organica (spesso basso, tra 0.75-0.99%), indicano una suscettibilità da moderata ad alta all’erosione.
- Topografia (LS): Anche se gran parte del bacino è pianeggiante, ci sono aree con pendenze notevoli. Il fattore LS, che combina lunghezza e inclinazione del pendio, raggiunge valori molto alti (fino a 50.773), indicando un enorme potenziale di accumulo di acqua e velocità di ruscellamento, e quindi di erosione, sui versanti più ripidi.
- Uso del Suolo (C): La classificazione ha rivelato che le aree urbane coprono sorprendentemente quasi il 50% (questo potrebbe includere aree peri-urbane espanse), seguite da terre aride (27%) e terreni agricoli (26%). Foreste e zone umide coprono meno dell’1% ciascuna. I valori di C variano da 0 (acqua, foreste dense) a 1 (terreno nudo). Le aree agricole e quelle aride/degradate hanno valori di C più alti, contribuendo maggiormente all’erosione.
- Pratiche Conservative (P): I valori di P vanno da 0.55 (dove esistono pratiche come il contouring) a 1 (nessuna pratica). La presenza di agricoltura tradizionale su pendii senza adeguate misure di conservazione porta a valori di P elevati, aumentando il rischio.
Non Solo Perdita di Suolo: Il Viaggio dei Sedimenti
L’erosione è solo l’inizio della storia. Il suolo staccato (ora chiamato sedimento) viene trasportato via dall’acqua. Per capire questo processo, abbiamo calcolato l’Indice di Trasporto dei Sedimenti (STI). Questo indice, basato sulla pendenza e sull’area di raccolta dell’acqua a monte, ci dà un’idea della capacità del flusso idrico di trasportare i sedimenti.
Nel bacino dell’Awash, l’STI varia da 0 a ben 247.097! Valori alti si trovano, come prevedibile, nelle aree con forte pendenza e nelle parti più basse del bacino dove si concentra il flusso. Abbiamo trovato una correlazione statistica molto forte e positiva (r = 0.86) tra la perdita di suolo stimata (A) e l’STI. Questo conferma che dove c’è più erosione, c’è anche una maggiore capacità di trasportare via quel materiale.
E dove finisce tutto questo sedimento? Nei fiumi, nei laghi, nei bacini artificiali. Questo causa:
- Siltazione: Riempimento progressivo di laghi e dighe, riducendone la capacità di immagazzinare acqua per l’irrigazione o la produzione di energia idroelettrica.
- Peggioramento della qualità dell’acqua: Acqua torbida, ricca di nutrienti e potenziali contaminanti legati al suolo, che danneggia la vita acquatica (pesci) e rende l’acqua meno utilizzabile.
- Alterazioni morfologiche dei fiumi.
- Eutrofizzazione: Eccesso di nutrienti che porta a fioriture algali e riduzione dell’ossigeno.
Le conseguenze economiche sono altrettanto gravi: costi per dragare i bacini, perdita di produttività ittica, danni alle infrastrutture idrauliche, oltre alla già citata riduzione della produttività agricola.

C’è Speranza? Strategie per Salvare il Suolo
Di fronte a questo quadro, potremmo sentirci scoraggiati. Ma la buona notizia è che abbiamo identificato il problema e le sue cause, e questo è il primo passo per trovare soluzioni. Il nostro studio non si limita a fotografare la situazione, ma suggerisce azioni concrete. La parola chiave è gestione sostenibile del territorio.
Cosa si può fare nel bacino dell’Awash?
- Riforestazione e Agroforestazione: Piantare alberi, specialmente nelle aree più vulnerabili e lungo i corsi d’acqua, aiuta a stabilizzare il suolo, ridurre il ruscellamento e creare corridoi ecologici. L’agroforestazione integra alberi e coltivazioni, offrendo benefici sia ambientali che economici.
- Pratiche Agricole Conservative: Promuovere e supportare tecniche come la coltivazione lungo le curve di livello (contour farming), la realizzazione di terrazzamenti sui pendii ripidi, le colture di copertura (cover cropping) per non lasciare mai il suolo nudo, e la gestione dei residui colturali.
- Coinvolgimento delle Comunità Locali: È fondamentale lavorare con le comunità locali, non solo per loro. Valorizzare le conoscenze tradizionali, educare sull’importanza della conservazione del suolo e dell’acqua, e rendere gli agricoltori protagonisti delle soluzioni attraverso approcci partecipativi. Questo aumenta l’efficacia e la durata degli interventi.
- Pianificazione Territoriale e Politiche Mirate: Utilizzare le mappe di rischio erosivo che abbiamo prodotto per guidare la pianificazione dell’uso del suolo, identificando le aree prioritarie per interventi di conservazione e magari limitando attività dannose nelle zone più fragili. Servono politiche di supporto e incentivi per chi adotta pratiche sostenibili.
- Gestione Integrata delle Risorse Idriche (IWRM): Affrontare la gestione del suolo e dell’acqua in modo coordinato, considerando l’intero bacino come un sistema interconnesso.
Il nostro studio, utilizzando USLE e GIS, ha fornito una valutazione dettagliata dell’erosione del suolo e del trasporto di sedimenti nel bacino del fiume Awash. I risultati evidenziano una situazione preoccupante, con tassi di erosione medi ben al di sopra dei limiti tollerabili, ma anche una grande variabilità spaziale che permette di focalizzare gli interventi dove sono più necessari.
La lotta contro l’erosione del suolo è una sfida complessa, legata a doppio filo con il cambiamento climatico, l’uso del suolo, la povertà e la crescita demografica. Ma è una battaglia che dobbiamo combattere, per la salute del nostro pianeta, per la sicurezza alimentare e per il futuro delle comunità che dipendono da queste terre preziose. Le soluzioni esistono e richiedono un approccio integrato, partecipativo e basato sulla conoscenza scientifica. Speriamo che questo lavoro possa contribuire a guidare azioni efficaci nel bacino dell’Awash e in altre aree che affrontano sfide simili.
Fonte: Springer
