Ecosistemi Imprenditoriali: Scommettiamo sulla Scala Locale? Perché le Grandi Regioni Non Bastano Più
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi appassiona molto e che sta facendo discutere parecchio nel mondo dell’economia e dell’imprenditoria: gli Ecosistemi Imprenditoriali (EE). Se ne sente parlare ovunque, vero? Sembra la nuova parola magica per spiegare come nascono e crescono le imprese in un certo territorio. Ed è affascinante, perché mette insieme tanti pezzi: la cultura locale, le reti sociali, i capitali, le università, le politiche economiche… insomma, un bel mix complesso che dà vita all’innovazione.
Ma c’è un “ma”. Nonostante tutto questo parlare, sapete qual è una delle cose su cui ancora non ci siamo messi d’accordo? La scala geografica! Esatto, sembra banale, ma non lo è affatto. Quando studiamo questi ecosistemi, qual è l’area giusta da considerare? Una città? Una provincia? Una regione intera? O addirittura una nazione? La letteratura scientifica è un po’ vaga su questo punto, a volte si parla di “città, regione o paese”, lasciando un bel po’ di libertà.
Il Dilemma della Scala: NUTS e Cranny
Per mettere un po’ d’ordine, spesso noi ricercatori usiamo una classificazione standard europea chiamata NUTS (Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche). Immaginatela come una serie di scatole cinesi:
- NUTS 1: Le grandi regioni socio-economiche (tipo il Nord-Ovest in Italia, o la Scozia nel Regno Unito).
- NUTS 2: Regioni più piccole, spesso usate per le politiche regionali (come le nostre Regioni italiane, tipo Lombardia o Sicilia).
- NUTS 3: Aree ancora più piccole, utili per analisi specifiche (come le Province o le Città Metropolitane).
Molti studi si sono concentrati sui livelli NUTS 1 o NUTS 2, forse perché i dati sono più facili da trovare a quel livello. Ma io, e molti altri colleghi, iniziamo a pensare che forse stiamo guardando le cose un po’ troppo dall’alto. Le piccole e medie imprese (PMI), che sono il cuore pulsante di molti ecosistemi, vivono e operano in contesti molto più locali. Pensate al piccolo artigiano, al negoziante sotto casa, alla startup tecnologica nata in un incubatore cittadino… quanto è davvero rilevante per loro quello che succede a centinaia di chilometri di distanza, anche se tecnicamente fa parte della stessa “grande regione” NUTS 1?
Ecco, questa è la domanda che mi (e ci) siamo posti: queste grandi unità geografiche, come le regioni NUTS 1, hanno davvero un senso per le piccole imprese e le loro attività quotidiane? O dobbiamo scendere più nel dettaglio, magari fino al livello NUTS 3, per capire veramente come funzionano questi ecosistemi dal punto di vista di chi ci sta dentro?

La Lente d’Ingrandimento: Il Caso del Recovery Loan Scheme (RLS) nel Regno Unito
Per cercare di rispondere a questa domanda, abbiamo deciso di fare un’analisi empirica. Abbiamo preso come caso studio uno specifico programma di supporto alle PMI nel Regno Unito, il Recovery Loan Scheme (RLS). Si tratta di un sistema di garanzie sui prestiti lanciato dopo la pandemia per aiutare le imprese a ottenere finanziamenti per investire e crescere. È uno strumento importante, pensato proprio per dare una spinta all’economia.
Abbiamo analizzato la distribuzione geografica dei prestiti RLS concessi tra il 2021 e il 2024, guardando proprio ai diversi livelli NUTS: 1, 2 e 3. L’idea era: se le dinamiche regionali (NUTS 1) fossero davvero così dominanti, dovremmo vedere una certa omogeneità o comunque un’influenza chiara di questo livello su quelli inferiori (NUTS 2 e NUTS 3). Se invece le cose fossero più complesse e localizzate, dovremmo trovare grandi differenze all’interno delle stesse regioni NUTS 1 quando scendiamo di livello.
Cosa Abbiamo Scoperto: Il Locale Vince (Quasi Sempre)
Ebbene, i risultati sono stati piuttosto chiari e, per certi versi, sorprendenti.
Prima di tutto, guardando solo le grandi regioni NUTS 1, si notano delle differenze, certo. Ad esempio, Londra e il Sud-Est dell’Inghilterra hanno ricevuto più prestiti in termini assoluti. Ma se standardizziamo per il numero di imprese presenti in ogni regione, la classifica cambia parecchio! Regioni come le West Midlands o il North East balzano in testa. Questo già ci dice che guardare solo i numeri aggregati a livello NUTS 1 può essere fuorviante.
Ma la cosa più interessante è successa quando siamo scesi di livello. Prendiamo la Scozia come esempio (che è una regione NUTS 1, ma anche una nazione con un proprio parlamento). A livello NUTS 1, la Scozia ha una sua quota di prestiti RLS. Ma se guardiamo dentro la Scozia, a livello NUTS 2, troviamo differenze enormi! L’area di Eastern Scotland ha preso molti più prestiti rispetto alle Highlands and Islands. La variazione interna alla Scozia (tra le sue aree NUTS 2) è addirittura maggiore della differenza tra la Scozia intera e Londra (la regione NUTS 1 con più prestiti).
E non finisce qui. Scendendo ancora al livello NUTS 3 (le aree più piccole, tipo città o distretti), le differenze diventano ancora più marcate! All’interno della stessa area NUTS 2, ci sono zone NUTS 3 che hanno ricevuto tantissimi prestiti e altre pochissimi. Ad esempio, a West Central Scotland (NUTS 2), la città di Glasgow (NUTS 3) ha preso più della metà dei prestiti dell’intera area!

Abbiamo poi usato modelli statistici più sofisticati per vedere se ci fosse una relazione sistematica tra i livelli. In pratica, abbiamo cercato di capire se quello che succede a livello NUTS 1 “spiega” quello che succede a livello NUTS 3, e se quello che succede a livello NUTS 2 “spiega” meglio il livello NUTS 3. I risultati? Il livello NUTS 2 ha un impatto molto più significativo e diretto sul livello NUTS 3 rispetto al livello NUTS 1. In altre parole, per capire cosa succede in un’area molto locale (NUTS 3), è più utile guardare alla sua area NUTS 2 circostante che alla grande regione NUTS 1 in cui si trova.
C’è un’eccezione interessante: Londra e le nazioni “devolute” (Scozia, Galles, Irlanda del Nord). In questi casi specifici, sembra che il livello NUTS 1 (la regione/nazione intera) abbia un’influenza più forte sui livelli inferiori. Questo potrebbe dipendere dalla loro particolare struttura politica ed economica o, nel caso di Londra, dal suo status di hub globale. Ma per il resto dell’Inghilterra, l’influenza del NUTS 1 sui livelli più bassi è molto più debole.
Abbiamo anche guardato allo scopo dei prestiti (crescita, capitale circolante, rifinanziamento) e persino ai tassi di default (fallimento) dei prestiti. Anche in questi casi, le analisi hanno confermato che le dinamiche a livello NUTS 2 sono più importanti per spiegare le variazioni a livello NUTS 3 rispetto a quelle NUTS 1. Persino la presenza delle grandi banche sul territorio sembra avere un impatto più forte a livello NUTS 2 che NUTS 1 quando si tratta di determinare quanti prestiti RLS vengono erogati a livello locale (NUTS 3).
Implicazioni: Abbandonare la Visione “Mono-Scala” e Puntare sul Locale
Che significa tutto questo? Dal punto di vista teorico, mi sembra una conferma importante che dobbiamo smetterla di pensare agli ecosistemi imprenditoriali come a delle “isole” isolate definite da confini amministrativi rigidi e spesso troppo ampi (come le regioni NUTS 1). La realtà è molto più multi-scala e “annidata”, un po’ come le matrioske russe: le aree locali (NUTS 3) sono dentro aree più grandi (NUTS 2), che a loro volta sono dentro regioni ancora più grandi (NUTS 1), e così via. Le imprese sono radicate nel loro ambiente locale, ma interagiscono anche con risorse e attori a scale diverse. Ignorare i livelli più bassi significa perdere dettagli cruciali.

Ma le implicazioni più forti sono forse quelle per le politiche economiche. Se vogliamo davvero supportare le piccole imprese e stimolare l’imprenditorialità, basare le strategie e l’allocazione delle risorse solo sulle grandi regioni NUTS 1 rischia di essere inefficace o addirittura iniquo. Potremmo finire per dare soldi a una regione che sulla carta sembra averne bisogno, senza renderci conto che al suo interno ci sono aree NUTS 3 floride e altre in gravissima difficoltà.
La nostra analisi suggerisce che le politiche dovrebbero essere molto più mirate e localizzate, pensate e magari gestite a un livello più vicino alle imprese, come il NUTS 2 o, idealmente, tenendo conto delle specificità del NUTS 3. Certo, questo richiede uno sforzo maggiore in termini di analisi e progettazione, ma è probabilmente l’unico modo per creare interventi davvero efficaci, che rispondano alle esigenze specifiche dei diversi micro-contesti territoriali. Usare il livello NUTS 1 come unico riferimento, tranne forse per casi particolari come Londra o le nazioni devolute nel Regno Unito, sembra essere uno strumento troppo “grezzo”.
Guardando Avanti: La Sfida dei Dati e della Ricerca Granulare
Ovviamente, il nostro studio ha dei limiti. È basato sul Regno Unito, che ha una struttura particolare con le sue nazioni devolute. Inoltre, il periodo analizzato (post-Covid) è stato eccezionale. E c’è sempre la complessità delle decisioni di finanziamento delle imprese.
Tuttavia, spero che questo lavoro sia uno stimolo per tutti noi – ricercatori, policy maker, imprenditori – a guardare agli ecosistemi imprenditoriali con una lente più fine. Dobbiamo sforzarci di capire le dinamiche locali, perché è lì che, per la maggior parte delle piccole imprese, si gioca la partita vera.
La grande sfida, lo ammetto, è la disponibilità di dati. Più scendiamo di scala geografica, più è difficile trovare informazioni dettagliate e affidabili. Ma forse le nuove tecnologie e i big data potranno venirci in aiuto in futuro. Nel frattempo, continuare a focalizzarci solo sulle grandi regioni NUTS 1 o NUTS 2 significa perdere la ricchezza e la varietà di ciò che accade davvero là dove le piccole imprese vivono, lavorano e creano valore. E sarebbe un peccato, non trovate?

Fonte: Springer
