La Durata Conta: Quando la Turbolenza Ambientale Diventa una Maratona (e Perché Dovrebbe Importarti)
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che nel mondo del management diamo spesso per scontato, o quasi: la turbolenza ambientale. Sappiamo tutti che l’ambiente esterno in cui operano le nostre aziende può essere calmo come un lago alpino o agitato come un mare in tempesta. Complessità, volatilità, incertezza… sono tutti termini che usiamo per descrivere quanto sia “mosso” il contesto.
Per anni, noi studiosi e manager ci siamo concentrati principalmente sul grado di questa turbolenza. È alta? È bassa? E in base a questo, abbiamo cercato di capire come le aziende dovrebbero adattare le loro strategie e operazioni. Se l’ambiente è stabile, si tende a difendere la posizione, ottimizzare. Se è turbolento, si esplora, si cerca agilità, si cambia rotta più facilmente. Logico, no?
Ma C’è un “Ma”… La Dimensione Tempo
Eppure, mi sono sempre chiesto: siamo sicuri che basti guardare solo all’intensità? Pensateci un attimo. Una tempesta violentissima che dura mezz’ora è la stessa cosa di una pioggerellina fastidiosa ma incessante che va avanti per mesi? Istintivamente diremmo di no. Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto chiave di cui voglio parlarvi: la durata della turbolenza ambientale.
Quanto a lungo durerà questa situazione difficile o incerta? È una domanda cruciale che, sorprendentemente, è stata spesso trascurata. Se ci aspettiamo che la turbolenza sia breve, magari decidiamo di “stringere i denti” e aspettare che passi. Ma se prevediamo che duri a lungo, beh, allora forse è il caso di ripensare seriamente a cosa fare.
Questo mi porta a uno studio affascinante che ha cercato di mettere nero su bianco proprio questa idea. L’obiettivo era semplice ma potente: capire se la durata è una dimensione indipendente della turbolenza, separata dal suo grado, e come interagiscono queste due dimensioni.
L’Esperimento del Coffee Shop: Mettere alla Prova l’Idea
Come si fa a studiare una cosa del genere? Con un esperimento! Immaginate un ipotetico coffee shop. Adesso, immaginate che proprio davanti al negozio inizino dei lavori stradali. Questi lavori rappresentano la nostra “turbolenza”.
Abbiamo creato quattro scenari diversi, combinando due livelli di grado (lavori “minori” vs “maggiori”) e due livelli di durata (lavori previsti per un mese vs un anno). Abbiamo poi presentato questi scenari a manager di attività simili (negozi al dettaglio, ristoranti) e abbiamo chiesto loro due cose principali:
- Quanto pensi che questi lavori impatteranno sulla performance del coffee shop (impatto percepito)?
- Che tipo di azioni intraprenderesti in risposta a questa situazione (risposta intenzionale)?
L’idea era vedere se e come le risposte cambiavano a seconda della combinazione grado/durata dei lavori.

Cosa Abbiamo Scoperto? La Durata Conta Eccome!
I risultati sono stati illuminanti! Come ci si poteva aspettare, sia il grado che la durata della turbolenza hanno avuto un effetto significativo. Più i lavori erano “maggiori” (alto grado), maggiore era l’impatto percepito e più forte l’intenzione di agire. Allo stesso modo, più i lavori erano previsti durare a lungo (lunga durata), maggiore era l’impatto percepito e l’intenzione di agire.
Ma la cosa più interessante è stata l’interazione tra grado e durata. L’impatto e la volontà di rispondere erano massimi quando la turbolenza era sia di alto grado che di lunga durata (i lavori maggiori previsti per un anno). Questo conferma che le due dimensioni non solo contano singolarmente, ma il loro effetto combinato è particolarmente potente.
Possiamo visualizzare questo con una sorta di matrice 2×2:
- Basso Grado / Breve Durata (Turbolenza Minima): Lavori minori per un mese. Impatto e risposta bassi. Si tira dritto.
- Basso Grado / Lunga Durata (Turbolenza di Bassa Intensità ma Persistente): Lavori minori per un anno. Impatto e risposta moderati. Fastidiosa, forse richiede qualche aggiustamento nel tempo.
- Alto Grado / Breve Durata (Turbolenza Temporanea): Lavori maggiori per un mese. Impatto percepito più alto, ma la risposta non è fortissima. Forse si aspetta che passi.
- Alto Grado / Lunga Durata (Turbolenza Duratura): Lavori maggiori per un anno. Qui l’impatto percepito è massimo e l’intenzione di agire è decisamente la più forte. È la situazione che richiede la risposta più decisa.
Grado vs Durata: Chi Pesa di Più?
Un altro aspetto emerso è che, sebbene entrambe le dimensioni contino, il grado della turbolenza sembra avere un impatto leggermente maggiore, specialmente sulla percezione dell’impatto. Perché? Una possibile spiegazione viene dalla “teoria dello sconto temporale”: tendiamo a dare meno peso (a “scontare”) le conseguenze negative se sono diluite nel tempo. Un impatto forte e immediato (alto grado, breve durata) potrebbe spaventarci di più, a livello percettivo, di un impatto magari uguale ma spalmato su un periodo più lungo (basso grado, lunga durata), anche se il risultato finale fosse lo stesso.

Tuttavia, quando si tratta dell’intenzione di rispondere, grado e durata sembrano pesare in modo più equilibrato. Forse, quando pianifichiamo le azioni, siamo più razionali e consideriamo l’effetto cumulativo della durata.
Cosa Significa Tutto Questo per Te (Manager o Curioso)?
Le implicazioni di questa ricerca sono piuttosto pratiche.
- Non sottovalutare la durata: Quando valuti una situazione di incertezza o cambiamento nel tuo ambiente di business, non fermarti a chiederti “quanto è grave?”. Chiediti anche “quanto durerà?”. Una piccola turbolenza che si protrae a lungo può essere dannosa quanto una grande turbolenza di breve durata.
- Usa la matrice Grado-Durata: Il semplice schema 2×2 che ho descritto può essere uno strumento utile per inquadrare la situazione e pensare alla risposta più appropriata. Ti aiuta a non reagire in modo eccessivo a problemi temporanei e a non sottovalutare quelli persistenti.
- Pianifica risposte diverse: A seconda del quadrante in cui ti trovi (minima, bassa e persistente, temporanea, duratura), le azioni da intraprendere potrebbero essere molto diverse: da piccoli aggiustamenti operativi, a tagli di costi, a cambiamenti più radicali nel modello di business o addirittura chiusure temporanee/permanenti nei casi estremi.
Per noi ricercatori, invece, il messaggio è chiaro: dobbiamo iniziare a includere la dimensione temporale quando studiamo la turbolenza ambientale. Potrebbe rivelare nuove sfumature e portare a risultati più accurati.
Limiti e Prossimi Passi
Ovviamente, ogni studio ha i suoi limiti. Questo si basava su uno scenario ipotetico e su manager di specifici settori in una determinata area geografica. Sarebbe interessante vedere se i risultati si confermano in contesti reali, in altri settori e con altri tipi di turbolenza (pensiamo a crisi economiche, pandemie, innovazioni tecnologiche dirompenti, conflitti…).

Inoltre, sarebbe utile esplorare come la durata influisce sulla percezione della turbolenza “positiva” (ad esempio, un boom di mercato inaspettato) e approfondire la catena causale: la turbolenza causa un impatto percepito, che a sua volta guida l’intenzione di risposta?
In Conclusione
La prossima volta che sentirete parlare di “ambiente turbolento”, ricordatevi che non è solo una questione di quanto forte soffia il vento, ma anche di quanto a lungo continuerà a soffiare. La durata è una dimensione cruciale che modella il modo in cui percepiamo l’impatto sul nostro business e decidiamo come reagire. Tenerne conto può fare la differenza tra navigare la tempesta con successo o esserne travolti.
Spero che questa riflessione vi sia stata utile! Alla prossima!
Fonte: Springer
