Ritratto fotografico di un uomo di mezza età asiatico e uno europeo, fianco a fianco ma con sguardi pensierosi e distanti, simboleggiando la diversa percezione culturale della disfunzione erettile. Obiettivo 35mm, profondità di campo, illuminazione soffusa, duotone blu e grigio.

Disfunzione Erettile: Hong Kong vs Europa, un Mondo di Differenze (e Silenzi)

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che tocca molti uomini, ma di cui spesso si fa fatica a discutere apertamente: la disfunzione erettile (DE). Mi sono imbattuto in uno studio recente, pubblicato su Springer, che mette a confronto la situazione a Hong Kong con quella europea, e i risultati sono davvero interessanti, a tratti sorprendenti. Preparatevi, perché c’è parecchio su cui riflettere.

Lo studio, condotto tra dicembre 2023 e marzo 2024, ha coinvolto 616 uomini a Hong Kong, di età compresa tra 18 e 81 anni. L’obiettivo? Capire quanto ne sanno davvero sulla DE, come la percepiscono e se cercano aiuto, confrontando poi il tutto con dati simili raccolti in Europa (grazie a sondaggi dell’Associazione Europea di Urologia – EAU – e della Urology Foundation Trust – TRTed-TUF).

Quanto è diffusa la DE a Hong Kong (secondo lo studio)?

Partiamo da un dato che fa pensare: la prevalenza della DE nella popolazione studiata a Hong Kong è risultata del 51,8%. Un numero altissimo, in linea con studi storici come il Massachusetts Male Aging Study (MMAS) che riportava un 52% negli uomini tra 40 e 70 anni, ma più alto rispetto a un precedente studio specifico su Hong Kong (36,7%). Certo, questo studio ha coinvolto studenti, personale universitario e pazienti ambulatoriali, quindi non è rappresentativo di *tutta* Hong Kong, ma ci dà comunque un’indicazione importante. La maggior parte dei casi era di forma lieve (34,6%), ma c’erano anche forme moderate e severe.

Ma cosa sanno davvero gli uomini della DE? Qui iniziano le differenze…

Ecco il primo punto cruciale: ben il 53,2% degli intervistati a Hong Kong aveva le idee confuse su cosa sia effettivamente la DE. In Europa (secondo i dati EAU), questa percentuale scende al 33,6%. Quasi il 5% in entrambi i gruppi pensava addirittura che fosse un sintomo urinario! Questo è un bel problema, perché confondere la DE con problemi alla prostata (LUTS – sintomi del basso tratto urinario), che a volte coesistono, porta a non cercare le cure giuste. È fondamentale capire che sono due cose diverse, con trattamenti diversi.

Un altro dato interessante: il 72,6% a Hong Kong (contro il 40% in Europa) pensa che l’età sia la causa principale. Sebbene l’età sia un fattore di rischio, non è l’unica causa, anzi!

La buona notizia? Circa la metà degli uomini in entrambi i contesti (54% HK, 56,5% EAU) sa che la DE si può curare. Ma c’è un “ma” grosso come una casa…

Immagine macro di un punto interrogativo scolpito nel legno appoggiato su una superficie riflettente, simboleggiando dubbi e mancanza di chiarezza sulla disfunzione erettile. Macro lens, 80mm, high detail, precise focusing, luce laterale controllata.

Il grande tabù: parlarne è (quasi) impossibile a Hong Kong

Questo è forse il dato che mi ha colpito di più. Tra chi soffre di DE a Hong Kong, un incredibile 73,6% non ne parla con nessuno. NESSUNO. In Europa, questa percentuale è significativamente più bassa, ma comunque preoccupante: 26,3%. Coerentemente, il 56,9% degli uomini a Hong Kong si sente a disagio a parlare di DE, contro il 21,2% in Europa.

Perché questa enorme differenza? Lo studio ipotizza che lo stigma culturale o l’imbarazzo a Hong Kong siano molto più forti. Questo porta a negare il problema, a non considerarlo una condizione medica e, di conseguenza, a non cercare aiuto né a parlarne con il partner o con un medico. Un muro di silenzio che può avere conseguenze pesanti sulla salute psicologica e sulla relazione di coppia.

Il legame con il cuore: una consapevolezza ancora troppo bassa

Altro punto dolente: solo il 26,4% a Hong Kong (e un simile 22% nel Regno Unito secondo TRTed-TUF) è consapevole che la DE può essere un campanello d’allarme per problemi cardiaci. Sappiamo da tempo che la DE può essere una manifestazione precoce di malattie cardiovascolari (CVD). Uno studio enorme (una meta-analisi su quasi 155.000 persone!) ha mostrato che gli uomini con DE hanno un rischio significativamente maggiore (+43%) di CVD, +59% di malattia coronarica e +34% di ictus, oltre a un aumento del 33% della mortalità per tutte le cause.

Capite l’importanza? Riconoscere la DE e indagarne le cause potrebbe letteralmente salvare la vita, permettendo di diagnosticare precocemente problemi cardiaci nascosti. E qui c’è un barlume di speranza: l’88,3% degli uomini a Hong Kong (e il 77% nel Regno Unito) sarebbe più propenso a cercare aiuto se sapesse di questo legame con le malattie cardiache. Questo ci dice chiaramente dove bisogna insistere con l’informazione!

Cosa farebbero gli uomini? E quali cure conoscono?

Se si trovassero ad affrontare la DE, il 78,6% a Hong Kong (contro il 57% UK) andrebbe dal medico. Una buona percentuale, ma c’è anche un 34,8% (contro il 51% UK) che comprerebbe direttamente una pillola (le famose pillole blu e simili, i cosiddetti inibitori della PDE5). Solo una piccolissima parte (2,5% HK vs 15% UK) userebbe un’iniezione peniena.

Riguardo alla conoscenza delle cure:

  • L’83,7% a Hong Kong (contro il 54% EAU) ha sentito parlare degli inibitori della PDE5 (le pillole). Questo è positivo.
  • MA, solo il 32,6% a Hong Kong (e appena il 17,2% in Europa) conosce altre opzioni terapeutiche come dispositivi a vuoto, terapie topiche, iniezioni peniene, onde d’urto o impianti penieni.

Questa scarsa conoscenza delle alternative spiega perché così pochi le prenderebbero in considerazione. È importante far sapere che esistono molte strade percorribili, incluse terapie più recenti e rigenerative come il plasma ricco di piastrine (PRP) o la tossina botulinica intracavernosa, oltre alle onde d’urto a bassa intensità.

Ritratto fotografico di un uomo di spalle che guarda fuori da una finestra una città notturna (metà skyline Hong Kong, metà skyline europeo), trasmettendo isolamento e difficoltà a comunicare. Obiettivo 35mm, film noir, bianco e nero, profondità di campo.

Cosa ci portiamo a casa da questo confronto?

Lo studio è chiaro: la consapevolezza sulla disfunzione erettile è bassa, sia a Hong Kong che in Europa, ma con delle specificità preoccupanti nel contesto asiatico, soprattutto riguardo alla comunicazione. C’è un bisogno urgente di rompere il silenzio e l’imbarazzo.

Come? Gli autori suggeriscono alcune strade:

  • Campagne di sensibilizzazione (magari promosse da enti benefici).
  • Uso dei social media per diffondere informazioni corrette.
  • Educazione attiva da parte dei medici di base, che dovrebbero fare domande specifiche sulla salute sessuale e informare i pazienti.

L’obiettivo è duplice: incoraggiare gli uomini a farsi avanti per curare la DE e migliorare la loro qualità di vita e quella dei partner, ma anche – e forse soprattutto – per poter individuare precocemente eventuali malattie cardiovascolari sottostanti.

Insomma, parliamone! Con il partner, con gli amici fidati, e soprattutto con il medico. La disfunzione erettile non è una condanna né qualcosa di cui vergognarsi, ma una condizione medica che si può e si deve affrontare.

Fonte: Springer

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