Ritratto fotografico intenso di una persona che mostra segni di conflitto emotivo e dipendenza, magari stringendo un oggetto appartenente al partner. Stile 35mm portrait, film noir con forti contrasti di luce e ombra, profondità di campo selettiva per focalizzare l'attenzione sull'espressione del viso.

Dipendenza Affettiva: Quando l’Amore Diventa un’Ossessione? Lo Strumento per Capirlo

Ciao a tutti! Parliamoci chiaro: chi non ha mai provato quella sensazione travolgente all’inizio di una storia d’amore? Quelle farfalle nello stomaco, il pensiero fisso sull’altra persona… bellissimo, vero? Ma cosa succede quando questo sentimento supera un certo limite? Quando l’amore, da fonte di gioia, si trasforma in qualcosa che assomiglia più a… un’ossessione? O addirittura, a una dipendenza?

Ecco, oggi voglio parlarvi proprio di questo: la cosiddetta “love addiction” o dipendenza affettiva. Un concetto un po’ controverso, lo ammetto, ma su cui la ricerca sta cercando di fare luce. E proprio di recente, è stato fatto un passo avanti importante con la validazione di uno strumento specifico per misurarla, il Love Addiction Inventory (LAI), in Brasile. Curiosi di saperne di più? Seguitemi!

Ma Cos’è Esattamente la Dipendenza Affettiva?

Prima di tuffarci nello studio, cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando. L’American Psychological Association definisce la dipendenza come uno stato di dipendenza psicologica e/o fisica da sostanze o… comportamenti. Sì, avete capito bene: si può essere dipendenti non solo da droghe o alcol, ma anche da gioco d’azzardo, shopping, esercizio fisico e, secondo alcuni studiosi, anche dall’amore.

La dipendenza affettiva (LA) sarebbe quindi un pattern di comportamenti diretti verso un partner romantico che, alla lunga, porta a conseguenze negative. Non stiamo parlando della normale fase di “luna di miele”, ma di qualcosa di più pervasivo e problematico. Secondo il modello di Griffiths (2005), su cui si basa anche lo strumento LAI, ci sono sei componenti chiave in ogni dipendenza, applicabili anche all’amore:

  • Salienza: Il partner diventa la cosa più importante nella vita, il centro di ogni pensiero e azione.
  • Tolleranza: C’è bisogno di passare sempre più tempo con il partner (o pensando a lui/lei) per ottenere lo stesso “effetto”.
  • Modificazione dell’umore: Si usa la presenza del partner (o il pensiero) per gestire lo stress o sentirsi meglio.
  • Ricaduta (Relapse): Difficoltà a ridurre o interrompere il tempo, l’attenzione e i pensieri dedicati al partner.
  • Astinenza (Withdrawal): Sintomi fisici o psicologici (ansia, irritabilità, insonnia…) quando si è lontani dal partner.
  • Conflitto: La preoccupazione per il partner interferisce con altre aree importanti della vita (lavoro, studio, amicizie…).

C’è un dibattito acceso: alcuni vedono l’amore romantico stesso come una forma di dipendenza naturale, utile all’evoluzione per formare legami. Altri, invece, tracciano una linea netta: la dipendenza affettiva è una condizione patologica che causa sofferenza e problemi, ben distinta dall’innamoramento sano, anche se intenso. La ricerca neurobiologica mostra somiglianze ma anche differenze tra amore romantico e dipendenze classiche. Insomma, la questione è complessa e non vogliamo certo “patologizzare” ogni cotta!

Misurare l’Immisurabile? Il LAI Sbarca in Brasile

Per studiare un fenomeno, servono strumenti affidabili. Ed è qui che entra in gioco il Love Addiction Inventory (LAI), sviluppato originariamente in Italia da Costa e colleghi nel 2021. Si tratta di un questionario di 24 domande che indaga proprio quelle sei dimensioni di cui parlavamo prima.

Lo studio brasiliano di cui vi parlo oggi ha fatto proprio questo: ha preso il LAI originale, lo ha tradotto e adattato culturalmente al contesto brasiliano (un processo complesso, ve lo assicuro!) e ne ha verificato la validità e l’affidabilità su un campione bello grosso: ben 1310 adulti brasiliani coinvolti in una relazione sentimentale. L’obiettivo? Fornire finalmente uno strumento robusto anche in Brasile per studiare la dipendenza affettiva, monitorare i sintomi e, in futuro, valutare l’efficacia di eventuali interventi.

Ritratto fotografico di una giovane donna con espressione pensierosa e intensa, quasi ossessiva, mentre guarda fuori da una finestra. Stile 35mm portrait, duotono seppia e grigio, profondità di campo ridotta per isolare il soggetto.

Cosa Hanno Scoperto? I Dettagli Succosi

E allora, cosa è emerso da questa ricerca brasiliana? I risultati sono davvero interessanti e confermano molte ipotesi.

Innanzitutto, la versione brasiliana del LAI (chiamiamola LAI-BR) funziona bene! Ha mostrato buone proprietà psicometriche: la struttura a sei fattori dell’originale è stata confermata e l’affidabilità delle misurazioni è risultata alta. Questo significa che abbiamo uno strumento solido.

Ma la parte più intrigante riguarda le correlazioni trovate:

  • Dipendenza Emotiva: Come c’era da aspettarsi, punteggi più alti nel LAI-BR sono associati a punteggi più alti in un altro questionario che misura la dipendenza emotiva (quella definita come il bisogno del partner per la stabilità emotiva). Le due cose sembrano andare a braccetto.
  • Autostima: Qui la correlazione è negativa. Più alti sono i livelli di dipendenza affettiva misurati dal LAI-BR, più bassa tende ad essere l’autostima della persona. Questo è un dato importante: suggerisce che la dipendenza affettiva possa essere legata a una scarsa immagine di sé, o che la dipendenza stessa eroda l’autostima. Un circolo vizioso? Probabile.
  • Altri Indicatori di Dipendenza: Il LAI-BR correla positivamente anche con un altro test (creato ad hoc per lo studio, il LADIT) che misura aspetti problematici della relazione, ispirato ai test per l’abuso di alcol e la dipendenza da internet.
  • Età e Durata della Relazione: La dipendenza affettiva sembra essere più comune tra i più giovani e nelle relazioni di più breve durata. Con l’età e l’esperienza, o con il consolidarsi della relazione, questi tratti tendono a diminuire.
  • Frequenza degli Incontri e Convivenza: Chi si vede meno spesso o vive separato dal partner tende ad avere punteggi di dipendenza affettiva più alti. Anche il tipo di relazione conta: chi è sposato o fidanzato ufficialmente mostra livelli più bassi rispetto a chi “sta uscendo” o ha una relazione meno definita. Cosa ci dice questo? Che l’incertezza nella relazione potrebbe giocare un ruolo chiave nell’alimentare comportamenti di dipendenza.

Questi risultati sembrano dare manforte alla visione “ristretta” della dipendenza affettiva, quella che la vede come una condizione associata a disagio e conseguenze negative (come la bassa autostima), piuttosto che una semplice variante dell’innamoramento.

Immagine macro ad alta definizione di un questionario psicologico su un tavolo di legno scuro, con focus su una domanda relativa alle relazioni affettive. Lente macro 100mm, illuminazione laterale controllata per enfatizzare la texture della carta.

Amore, Limerence, Dipendenza: Facciamo Chiarezza?

A volte si fa confusione tra dipendenza affettiva e altri stati simili. C’è la limerence, ad esempio, definita come un’ossessione per una persona specifica, con un desiderio struggente di reciprocità, spesso alimentata proprio dall’incertezza e dal timore del rifiuto. Sembra molto vicina alla dipendenza affettiva, no? Entrambe condividono pensieri intrusivi, idealizzazione e sbalzi d’umore legati all’interazione con l’oggetto d’amore.

E poi c’è la dipendenza emotiva, che abbiamo già visto essere strettamente correlata alla LA. Si concentra sul bisogno del partner per sentirsi emotivamente stabili, sulla paura della solitudine e dell’abbandono.

Sebbene ci siano sovrapposizioni, la dipendenza affettiva, secondo il modello del LAI, si focalizza proprio sui sei componenti tipici delle dipendenze (salienza, tolleranza, ecc.), offrendo una cornice teorica specifica.

Perché Tutto Questo è Importante?

Vi starete chiedendo: “Ok, interessante, ma a che serve tutto ciò?”. Serve, eccome! Capire e poter misurare la dipendenza affettiva è fondamentale per diversi motivi:

  • Riconoscere la Sofferenza: Dietro questi comportamenti c’è spesso un disagio reale. Bassa autostima, ansia, depressione, difficoltà cognitive sono state associate alla LA. Ignorarla significa ignorare la sofferenza di molte persone.
  • Prevenzione e Intervento: Avere uno strumento valido permette di identificare chi è a rischio e di sviluppare interventi mirati. Se sappiamo che la bassa autostima è un fattore correlato, forse lavorare sull’autostima può aiutare a ridurre i livelli di LA.
  • Ricerca: Il LAI-BR apre le porte a nuove ricerche in Brasile, permettendo confronti interculturali e studi su come la LA si collega ad altri aspetti specifici del contesto brasiliano (ruoli di genere, ecc.).
  • Dibattito Scientifico: Contribuisce a raccogliere prove per capire se la dipendenza affettiva debba essere considerata o meno un disturbo a sé stante nei manuali diagnostici.
  • Consapevolezza: Aiuta professionisti e persone comuni a riconoscere questi pattern, distinguendoli magari da un amore sano, per quanto intenso.

Fotografia concettuale wide-angle 20mm che mostra due figure stilizzate, una aggrappata disperatamente all'altra che cerca di allontanarsi, su uno sfondo sfocato che simboleggia il conflitto interiore ed esteriore. Illuminazione drammatica, long exposure per creare un senso di movimento bloccato.

Una Nota di Cautela

Prima di concludere, è doveroso fare un piccolo “disclaimer”. Come per tutte le dipendenze comportamentali, c’è il rischio di “patologizzare” eccessivamente comportamenti comuni. Non ogni amore intenso è una dipendenza! È fondamentale considerare la sofferenza e il disagio soggettivo. Un intervento terapeutico ha senso solo se la persona sta male per il suo modo di vivere le relazioni.

Inoltre, lo studio brasiliano, come quello originale, ha dei limiti: si basa su auto-valutazioni (le persone rispondono ai questionari), il campione era prevalentemente femminile (quindi attenzione a generalizzare) e non includeva pazienti clinici. Serviranno ulteriori ricerche, magari longitudinali (che seguono le persone nel tempo) e con campioni più diversificati.

In Conclusione

La dipendenza affettiva resta un argomento complesso e affascinante. È quella zona grigia dove l’amore, il sentimento più celebrato, può mostrare un lato oscuro, fatto di ossessione, bisogno e sofferenza. Lo studio sulla validazione del Love Addiction Inventory in Brasile è un tassello importante: ci fornisce uno strumento più solido per esplorare questo territorio, per capire meglio chi soffre e perché, e speriamo, per trovare modi più efficaci per aiutare.

Ci ricorda che le relazioni sono complesse e che l’incertezza, la paura dell’abbandono e la bassa autostima possono intrecciarsi in modi dolorosi. Ma ci dà anche uno strumento in più per portare un po’ di luce scientifica su queste dinamiche, con l’obiettivo finale di promuovere relazioni più sane e un maggior benessere individuale.

E voi, cosa ne pensate? Vi ritrovate in qualcuna di queste descrizioni o conoscete qualcuno che potrebbe? Parliamone!

Fonte: Springer

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