Campioni vs. ‘Normali’: Cosa Rivelano Davvero i Test Fisici nel Calcio Serbo?
Ragazzi, parliamoci chiaro, il calcio è una passione che ci divora. E una delle domande che ci facciamo sempre, davanti a una birra o sul divano, è: ma cosa diavolo rende una squadra un top team? Cosa distingue i campioni dai giocatori, diciamo, “normali” ma comunque professionisti? Certo, la tecnica, la tattica, la “garra”… ma il fisico? Quanto conta davvero essere una macchina perfetta?
Mi sono imbattuto in uno studio scientifico che ha provato a mettere il naso proprio in questa faccenda, analizzando i giocatori della Super League serba, il massimo campionato nazionale. L’idea era semplice: prendiamo una squadra di vertice (LT – Leading Team) e una di metà classifica (AT – Average Team) e vediamo se ci sono differenze nette nelle loro caratteristiche fisiche e nelle loro capacità motorie. Uno pensa: ovvio, quelli della squadra top saranno più grossi, più veloci, più esplosivi, no? Beh, tenetevi forte, perché i risultati sono più sfumati e, per certi versi, sorprendenti.
Mettere i Giocatori Sotto la Lente: Cosa Hanno Misurato?
Allora, cosa hanno fatto questi ricercatori? Hanno preso 55 calciatori professionisti (portieri esclusi, perché fanno storia a sé) da queste due fasce di squadre. Hanno misurato un po’ di tutto:
- Caratteristiche antropometriche: altezza, peso, indice di massa corporea (BMI), e soprattutto la percentuale di massa grassa e massa muscolare. Insomma, la “carrozzeria”.
- Abilità motorie: qui si entra nel vivo della performance. Hanno testato:
- Velocità e accelerazione: scatti sui 10, 20 e 30 metri.
- Agilità: test di zig-zag, sia senza palla che con la palla tra i piedi (fondamentale nel calcio!).
- Potenza esplosiva delle gambe: con due tipi di salti verticali, lo Squat Jump (SJ) e il Countermovement Jump (CMJ).
- Resistenza: usando il classico Shuttle Run test (quello delle “navette” avanti e indietro a ritmo crescente).
L’obiettivo era chiaro: trovare differenze significative tra i giocatori della squadra di vertice e quelli della squadra media.
Le Conferme: Grasso Corporeo e Scatti Fulminei
Partiamo dalle cose che, in un certo senso, ci aspettavamo. La prima differenza significativa emersa riguarda la percentuale di massa grassa. I giocatori della squadra di vertice (LT) avevano significativamente meno grasso corporeo rispetto ai colleghi della squadra di metà classifica (AT). Parliamo di circa l’8.5% contro il 10.1%. Questo dato conferma un’idea diffusa: a livelli alti, avere una composizione corporea più “magra” è un vantaggio, probabilmente perché permette movimenti più efficienti e un miglior rapporto peso/potenza. Nessuna differenza significativa, invece, per altezza, peso, BMI o massa muscolare totale.
E la velocità? Qui un’altra conferma. I giocatori del team di vertice sono risultati nettamente più veloci negli scatti sui 20 metri e sui 30 metri. Hanno anche mostrato un indice di accelerazione migliore nella prima fase dello sprint (tra i 10 e i 20 metri). Questo ha senso: la capacità di scattare rapidamente, di accelerare bruciando gli avversari, è cruciale nel calcio moderno per creare superiorità numerica, attaccare gli spazi o recuperare in difesa. Fino a qui, potremmo dire: “tutto come previsto”. I top team hanno giocatori più magri e più rapidi.

Il Colpo di Scena: Agilità e Salto? Meglio la Squadra “Media”!
Ma è qui che la storia si fa davvero intrigante, quasi controintuitiva. Quando si è passati a misurare l’agilità, con i test di zig-zag (cambi di direzione rapidi), sia senza palla che, ancora più importante, con la palla… sorpresa! I giocatori della squadra di metà classifica (AT) hanno ottenuto risultati significativamente migliori. Erano più rapidi e scattanti nel cambiare direzione, anche gestendo il pallone. Sono rimasto un po’ spiazzato leggendolo. Come è possibile? L’agilità non è forse fondamentale per i top player che devono districarsi in spazi stretti?
E non è finita qui. Anche nel test di potenza esplosiva degli arti inferiori più “complesso”, il Countermovement Jump (CMJ) – quello che sfrutta il pre-stiramento muscolare per saltare più in alto – di nuovo, i giocatori della squadra “media” (AT) hanno saltato significativamente più in alto rispetto ai colleghi del team di vertice (LT). Nello Squat Jump (SJ), invece, che misura più la forza esplosiva “pura” partendo da fermi, non c’erano differenze significative.
Questi risultati sull’agilità e sul CMJ sono affascinanti perché vanno contro l’idea che i team di vertice debbano eccellere *in tutto*. Ci si potrebbe chiedere perché. Forse lo stile di gioco della squadra media richiede più dribbling e cambi di direzione individuali? Forse i loro allenamenti sono più focalizzati su questo tipo di abilità? O forse, semplicemente, dimostra che si può compensare una minore velocità di punta con una maggiore agilità e reattività?

Resistenza e Forza Esplosiva “Base”: Nessuna Differenza Evidente
Infine, ci sono le aree dove, tra i due gruppi di giocatori, non sono emerse differenze statisticamente significative. Questo include, come detto, lo Squat Jump (SJ), ma anche la resistenza misurata con lo Shuttle Run test. Entrambi i gruppi hanno coperto distanze medie molto simili, suggerendo che, a livello professionistico nella stessa lega, la capacità aerobica di base potrebbe essere un requisito abbastanza standardizzato e non un fattore discriminante tra squadre di alta e media classifica. Tutti devono correre, e tanto, per 90 minuti.
Cosa Ci Dice Tutto Questo? Il Calcio è Più Complesso di un Test
Quindi, cosa ci portiamo a casa da questo studio serbo? Sicuramente che la realtà è più complessa di quanto pensiamo. Sì, i giocatori dei top team tendono ad essere più magri e più veloci negli scatti puri. Ma, sorprendentemente, almeno in questo campione, i giocatori delle squadre di metà classifica hanno mostrato maggiore agilità (anche con la palla!) e una migliore capacità di salto con contromovimento.
Questo ci suggerisce che non esiste un unico “prototipo” fisico del calciatore di successo, nemmeno all’interno dello stesso campionato professionistico. Le differenze tra squadre di vertice e squadre medie potrebbero risiedere meno in alcune specifiche abilità motorie (come l’agilità qui) e più in altri fattori:
- Fattori tecnico-tattici: l’organizzazione di gioco, la capacità di leggere le situazioni, l’efficacia nei passaggi, la finalizzazione.
- Fattori psicologici: la mentalità vincente, la gestione della pressione, la coesione del gruppo.
- Altri aspetti fisici non misurati o differenze sottili: magari la capacità di recupero tra sforzi intensi, l’efficienza biomeccanica specifica, la forza specifica per ruolo.
- Filosofia dell’allenatore e stile di gioco: un allenatore potrebbe privilegiare giocatori con certe caratteristiche fisiche rispetto ad altre in base al suo modulo e alla sua idea di calcio.
Lo studio stesso ammette i suoi limiti: un campione non enorme, l’analisi solo in un momento specifico della stagione, la mancanza di dati su allenamenti specifici, tattica o aspetti psicologici.

La Lezione per Allenatori e Appassionati
La vera lezione, secondo me, è affascinante: non possiamo giudicare o selezionare un giocatore basandoci *esclusivamente* sui risultati dei test fisici e motori. Questi test sono utilissimi, ci danno informazioni preziose sui punti di forza e di debolezza, ma non raccontano tutta la storia. Un giocatore magari meno esplosivo in un test di salto potrebbe avere un’intelligenza tattica superiore, un giocatore meno veloce sui 30 metri potrebbe essere incredibilmente agile nello stretto.
Il calcio è un meraviglioso mix di tante componenti. Ridurlo solo a centimetri, secondi e percentuali di grasso sarebbe un errore. Questo studio serbo, con i suoi risultati in parte inaspettati, ce lo ricorda. La differenza tra una buona squadra e una squadra vincente, a volte, si nasconde in dettagli che vanno ben oltre un test di sprint o di agilità. E forse è proprio questo che rende il calcio lo sport più bello del mondo, no?
Fonte: Springer
