Immagine concettuale che mostra due silhouette femminili stilizzate, una sdraiata e una in piedi, all'interno delle quali è visibile una rappresentazione artistica ma anatomicamente corretta del pavimento pelvico. Nella silhouette in piedi, il pavimento pelvico mostra segni di maggiore stress o prolasso rispetto a quella sdraiata. Utilizzare un obiettivo da 50mm con profondità di campo per creare un leggero stacco tra le figure e uno sfondo neutro. Illuminazione da studio con un duotono rosa e viola per un effetto moderno e informativo.

Sdraiati o in Piedi? La Sorpresa del Pavimento Pelvico Svelata dalla RMN!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di una cosa un po’ intima ma super importante per la salute di noi donne: il pavimento pelvico. E più precisamente, di come una semplice variazione di posizione durante un esame diagnostico possa cambiare radicalmente quello che i medici vedono. Sembra incredibile, vero? Eppure, uno studio recente ha gettato nuova luce su questo aspetto, e credetemi, i risultati sono affascinanti e aprono scenari tutti nuovi.

Partiamo dalle basi: il pavimento pelvico è quell insieme di muscoli e legamenti che sta alla base del nostro bacino, una specie di amaca che sostiene organi come la vescica, l utero e il retto. Quando questi muscoli si indeboliscono o subiscono dei danni – pensiamo al parto, all invecchiamento o a sforzi eccessivi – possono insorgere problemi noti come disturbi del pavimento pelvico (PFD). Tra questi, i più comuni sono l incontinenza urinaria o fecale, la stitichezza e il prolasso degli organi pelvici (POP), ovvero la discesa di questi organi dalla loro sede naturale. Vi assicuro che non sono cose da poco e possono impattare pesantemente sulla qualità della vita di una donna.

Ma come si fa a vedere questi danni?

Qui entra in gioco la diagnostica per immagini, come la Risonanza Magnetica (RMN) e l ecografia. Queste tecniche ci permettono di “sbirciare” all interno e vedere lo stato dei muscoli. In particolare, lo studio di cui vi parlo si è concentrato su due componenti fondamentali del muscolo elevatore dell ano (LAM), il principale muscolo del pavimento pelvico: il muscolo pubococcigeo (PCM) e il muscolo ileococcigeo (ICM).

Finora, la prassi comune era quella di esaminare le pazienti in posizione supina, cioè sdraiate. Ma i ricercatori si sono chiesti: “E se la forza di gravità, quando siamo in piedi, cambiasse le carte in tavola?”. Dopotutto, è in posizione eretta che il pavimento pelvico lavora di più per contrastare la discesa degli organi.

Lo studio: cosa è stato fatto?

Per rispondere a questa domanda, hanno coinvolto 64 pazienti con un prolasso della parete vaginale anteriore o dell utero almeno di stadio 2, che non si erano mai sottoposte a chirurgia per prolasso. Queste donne sono state sottoposte a una RMN sia da sdraiate che in piedi. Per il muscolo pubococcigeo (PCM), si è usato un protocollo di valutazione del danno già esistente. Ma per l ileococcigeo (ICM), udite udite, i ricercatori hanno dovuto sviluppare e validare un nuovo protocollo di valutazione appositamente per questo studio, perché non ne esisteva uno standardizzato!

Questo nuovo sistema di punteggio per l’ICM è stato testato per la sua affidabilità tra diversi osservatori e ha ottenuto ottimi risultati, specialmente per le valutazioni in posizione eretta.

I risultati che fanno la differenza: l’importanza della posizione eretta

E qui arriva il bello! Quando si è trattato di valutare il danno al muscolo ileococcigeo (ICM), le differenze tra la posizione supina e quella eretta sono state sbalorditive.

  • In posizione supina, solo il 6.3% delle pazienti mostrava un danno maggiore all’ICM.
  • In posizione eretta, questa percentuale saliva drasticamente al 51.6%!

Avete letto bene! C’è una differenza statisticamente super significativa (p < 0.001). In pratica, nel 59% dei casi, la valutazione da sdraiate portava a una grave sottostima del danno all’ICM. Immaginate quante diagnosi potrebbero essere state incomplete finora!

Un esempio lampante riguarda le ernie dell’ICM, che sono dei veri e propri “cedimenti” focali del muscolo. In posizione supina ne sono state identificate solo 2 in due pazienti, mentre in posizione eretta ben 27 in 20 pazienti! Questo ci fa capire come la forza di gravità e la postura eretta mettano sotto stress il pavimento pelvico in un modo che la posizione sdraiata semplicemente non riesce a replicare per questo specifico muscolo.

Una donna di mezza età, in un ambiente medico moderno e luminoso, osserva con interesse un modello anatomico 3D del pavimento pelvico femminile proiettato olograficamente davanti a lei. L'immagine olografica mostra chiaramente i muscoli ileococcigeo e pubococcigeo. Utilizzare un obiettivo prime da 35mm, con profondità di campo per mantenere a fuoco sia la donna che l'ologramma. Illuminazione cinematografica con toni blu e ambra per un effetto high-tech e accogliente.

E il muscolo pubococcigeo (PCM)?

Curiosamente, per il muscolo pubococcigeo (PCM) la storia è diversa. La sua valutazione è risultata non fattibile nelle RMN in posizione eretta a causa della scarsa visibilità. Quindi, per il PCM, la valutazione in posizione supina rimane il metodo di riferimento. Sembra quasi che, per questo muscolo, la posizione sdraiata aiuti a visualizzare meglio eventuali distacchi dall’osso pubico, mentre in piedi viene solo “tirato” verso il basso, mascherando alcuni tipi di lesioni.

Un quadro generale del danno

Considerando entrambi i muscoli, lo studio ha rivelato che nella popolazione di donne con prolasso esaminata:

  • Il 53.1% aveva un danno maggiore o al PCM o all’ICM.
  • Il 32.8% presentava un danno maggiore in entrambi i muscoli.

Questo porta a un totale impressionante dell’85.9% di donne con un danno maggiore ad almeno una di queste importanti strutture del pavimento pelvico. Numeri che fanno riflettere sull’importanza di una diagnosi accurata.

Cosa significa tutto questo per noi?

Questa ricerca è una vera e propria svolta! Ci dice chiaramente che per avere un quadro completo dell’integrità del muscolo ileococcigeo, e quindi del supporto del pavimento pelvico, è fondamentale considerare la valutazione in posizione eretta. La sola RMN da sdraiati rischia di farci perdere una grossa fetta del problema, soprattutto per quanto riguarda l’ICM.

Certo, come sottolineano gli stessi ricercatori, la RMN utilizzata nello studio era a basso campo, e magari scanner più potenti potrebbero offrire immagini ancora migliori. Inoltre, gli scanner RMN verticali non sono ancora diffusissimi nella pratica clinica quotidiana, quindi l’implementazione immediata di questi risultati potrebbe non essere semplice. Tuttavia, questo studio apre la strada a una comprensione più profonda della fisiopatologia dei disturbi del pavimento pelvico.

Fino ad oggi, molta attenzione si è concentrata sul danno al PCM e sulla sua correlazione con il prolasso. Ma non tutte le pazienti con prolasso hanno un danno al PCM. Questo studio suggerisce che l’ICM potrebbe giocare un ruolo molto più significativo di quanto pensato finora, e che il suo “cedimento” o “rilassamento” (quello che in inglese chiamano “sagging”) merita molta più attenzione.

Per sviluppare trattamenti davvero efficaci per il prolasso e gli altri disturbi del pavimento pelvico, dobbiamo prima capire a fondo tutte le cause. E questo studio ci ha dato un pezzo importantissimo del puzzle.

In conclusione, la prossima volta che sentirete parlare di esami per il pavimento pelvico, ricordatevi che la posizione conta, eccome! La valutazione in piedi potrebbe essere la chiave per svelare danni nascosti e guidare verso terapie più mirate. Una piccola rivoluzione, che parte da un semplice cambio di prospettiva!

Due immagini affiancate di una risonanza magnetica pelvica. A sinistra, una scansione in posizione supina che mostra un muscolo ileococcigeo apparentemente intatto. A destra, la stessa paziente in posizione eretta, con la scansione che rivela chiaramente un'ernia o un danno significativo all'ileococcigeo, evidenziato con frecce o colori. Utilizzare un obiettivo macro da 100mm per i dettagli delle scansioni, con illuminazione controllata per massima chiarezza. Le immagini dovrebbero avere un aspetto clinico ma comprensibile.

La ricerca continua, e io non vedo l’ora di scoprire quali altre meraviglie ci riserverà la scienza per la salute di noi donne!

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *