Ritratto fotografico di una madre sorridente di etnia mediorientale che tiene delicatamente in braccio il suo neonato avvolto in una coperta tradizionale colorata, luce naturale morbida da una finestra, obiettivo 35mm, profondità di campo ridotta per sfocare lo sfondo, tonalità calde.

Tesori Nascosti: Le Antiche Cure per Neonati nelle Culture di Mardin

Avete mai pensato a come le tradizioni, quelle tramandate di madre in figlia per generazioni, plasmino i gesti più intimi e delicati, come la cura di un neonato appena venuto al mondo? È un universo affascinante, fatto di credenze, usanze e pratiche che variano incredibilmente da cultura a cultura. Oggi voglio portarvi con me in un viaggio speciale, nel cuore della Turchia sud-orientale, a Mardin, una città che è un vero crogiolo di popoli, per scoprire insieme le pratiche tradizionali di cura del neonato conosciute e utilizzate da diversi gruppi etnici: Assiri, Turchi, Arabi e Curdi.

Capire queste pratiche non è solo una curiosità antropologica, ma è fondamentale per chi lavora nel mondo della sanità. Perché? Perché integrare approcci culturalmente sensibili nei nostri sistemi sanitari moderni significa costruire un ponte di fiducia con le famiglie, offrire un’assistenza più efficace e, in definitiva, migliorare la salute e il benessere sia delle mamme che dei loro piccoli.

Un Mosaico di Culture: La Ricerca a Mardin

Immaginate Mardin: una città dove convivono pacificamente diverse etnie e religioni, ognuna con il proprio bagaglio culturale. È proprio qui che è stato condotto uno studio interessante, coinvolgendo ben 741 donne – 188 Assire, 197 Turche, 181 Arabe e 175 Curde – tutte mamme residenti in città. L’obiettivo? Mappare le loro credenze e pratiche tradizionali riguardanti la cura dei neonati nel periodo postpartum. I ricercatori hanno raccolto i dati faccia a faccia, usando un questionario dettagliato, tra dicembre 2023 e giugno 2024. E i risultati? Beh, preparatevi a scoprire un mondo di differenze affascinanti!

Cura del Cordone Ombelicale: Sale, Polveri e Credenze

Il cordone ombelicale, quel legame fisico con la mamma, è spesso al centro di molte pratiche tradizionali. Lo studio ha rivelato differenze significative:

  • Le mamme Assire, ad esempio, erano più propense (14,9%) ad applicare sale sul moncone ombelicale, forse nella convinzione di accelerarne la caduta o disinfettarlo.
  • Al contrario, tra le mamme Arabe questa pratica era quasi inesistente (0,6%).

Altre ricerche in diverse culture menzionano l’uso di burro, saliva, polvere di carbone, cenere e persino ossa di pesce! È chiaro che il cordone ha un forte valore simbolico. Tuttavia, è importante ricordare che l’applicazione di sostanze non sterili aumenta il rischio di infezioni. Oggi, pratiche come l’uso della clorexidina si sono dimostrate più sicure ed efficaci nel prevenire complicazioni.

La Fasciatura: Un Abbraccio Controverso

Avvolgere i neonati strettamente in teli o coperte, la cosiddetta fasciatura (swaddling), è una pratica antichissima e diffusa. A Mardin, è risultata molto comune:

  • Picco tra le partecipanti Arabe (96,7%).
  • Molto diffusa anche tra Turche (93,4%) e Curde (95,4%).
  • Leggermente meno prevalente tra le Assire (85,6%).

Perché fasciare? I genitori lo fanno per migliorare la qualità del sonno del bambino, tenerlo al caldo e limitarne i movimenti, promuovendo un riposo più tranquillo. E funziona? Sembra di sì, i bambini fasciati tendono a dormire più a lungo. Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica. Una fasciatura troppo stretta, specialmente se le gambe rimangono estese, può aumentare il rischio di displasia evolutiva dell’anca (DDH). È fondamentale che gli operatori sanitari informino i genitori sui modi sicuri per fasciare, bilanciando tradizione e salute.

Ritratto fotografico di una donna curda che fascia delicatamente il suo neonato con una stoffa tradizionale dai colori vivaci, all'interno di una casa semplice ma accogliente a Mardin. Luce naturale laterale, obiettivo 50mm, profondità di campo media per mostrare anche un po' dell'ambiente circostante, espressione amorevole della madre.

Coliche? Tisane e Massaggi dalla Tradizione

Le fastidiose coliche gassose sono un cruccio per molti neogenitori. Come affrontarle secondo la tradizione a Mardin?

  • Le mamme Arabe ricorrevano spesso a tisane d’anice (75,1%).
  • Le mamme Curde preferivano il finocchio (22,3%).
  • Tisane di tiglio e cumino erano usate in modo simile tra i gruppi.
  • Altri metodi includevano strofinare l’addome con latte materno (più comune tra le Arabe, 45,9%), dare piccole pacche sulla schiena (più comune tra le Curde, 4,6%) e massaggiare (anche qui, più comune tra le Curde, 5,1%).

L’uso di rimedi erboristici come camomilla o finocchio è diffuso in molte culture per le loro presunte proprietà carminative. Sebbene possano offrire sollievo, è cruciale usarli con cautela per possibili allergie o effetti collaterali nei neonati. Consultare sempre un professionista sanitario è la scelta migliore.

Giallo Ittero: Tra Luce Solare e Credenze Popolari

L’ittero neonatale, quella colorazione giallastra della pelle, è un’altra preoccupazione comune. Le pratiche tradizionali per prevenirlo o alleviarlo sono variegate:

  • Quasi tutte le mamme intervistate (praticamente il 100% tra Assire e Curde, e oltre il 96% tra Turche e Arabe) adottavano qualche pratica.
  • Queste includevano: esporre il bambino alla luce solare (anche se alcune culture, come evidenziato in altri studi, lo evitano), usare luci specifiche, rimuovere oggetti gialli dalla stanza, legare un panno giallo al bambino, allattare frequentemente (pratica supportata anche dalla scienza!), vestire il piccolo di giallo, coprire il viso con un panno giallo, e persino pratiche più invasive come fare un piccolo taglio tra le sopracciglia o sotto la lingua con un rasoio (pratiche potenzialmente pericolose!).

L’educazione dei genitori sull’ittero è fondamentale per riconoscere i segni, capire quando è fisiologico e quando invece richiede un intervento medico tempestivo.

Afte e Mughetto: Rimedi della Nonna

Per le fastidiose afte (mughetto) nella bocca del neonato, la fantasia popolare si sbizzarrisce:

  • Applicare capelli di donne anziane o di mamme di gemelli (più comune tra le Curde).
  • Usare latte materno, farina e aglio mescolati (più comune tra le Turche).
  • Applicare zucchero o bicarbonato di sodio (più comune tra le Arabe).
  • Pulire la bocca con un panno pulito o usare solo latte materno.

Anche qui, la cautela è d’obbligo e il consiglio medico è sempre preferibile.

Eritema da Pannolino: Olio d’Oliva e Terra Asciutta

Contro l’eritema da pannolino, un classico problema, emergono rimedi naturali e insoliti:

  • Applicare grasso saturo (più comune tra le Arabe).
  • Usare olio d’oliva (molto comune tra le Arabe, 45,9% – l’olio d’oliva è noto per le sue proprietà lenitive).
  • Applicare talco/polvere (più comune tra le Arabe).
  • Utilizzare terra fine setacciata e asciutta (‘Höllük’ in turco) sotto il bambino (pratica distintiva delle Assire).

L’olio d’oliva, in particolare, trova riscontro anche in studi moderni per le sue proprietà idratanti e lenitive.

Still life ravvicinato di ingredienti tradizionali per la cura del neonato: una ciotola di terracotta con olio d'oliva, un piccolo mucchio di polvere fine ('Höllük'), alcune erbe essiccate come anice e finocchio. Illuminazione laterale morbida, obiettivo macro 100mm, alta definizione, sfondo rustico in legno.

Rituali di Bellezza: Modellare il Futuro?

Esistono anche pratiche mirate a… rendere il bambino più bello! Sembra incredibile, ma ecco cosa è emerso:

  • Stringere delicatamente il naso (più comune tra le Assire).
  • Premere su guance e mento (più comune tra le Arabe).
  • Legare la testa del bambino (più comune tra le Arabe).
  • Disegnare sopracciglia e occhi con il kohl (più comune tra le Arabe).
  • Applicare latte materno sul viso (più comune tra le Arabe).
  • Stringere la fronte o legare la vita (più comuni tra le Assire).

Queste pratiche riflettono canoni estetici culturali e credenze sull’influenzare l’aspetto fisico del bambino.

I Primi 40 Giorni: Un Periodo Sacro di Confinamento

Un rituale particolarmente significativo è quello legato ai primi 40 giorni dopo il parto, un periodo considerato delicato sia per la madre che per il neonato.

  • Questa pratica è estremamente diffusa, specialmente tra le partecipanti Turche (99,0%) e Arabe (96,1%), ma anche Curde (97,1%) e, in misura minore, Assire (71,8%).
  • Cosa comporta? Spesso significa non uscire di casa per 40 giorni.
  • Include bagni rituali (es. con acqua su cui sono state recitate preghiere, versata attraverso un colino 40 volte).
  • Lavare il viso del bambino con 40 cucchiai d’acqua.
  • Evitare che il neonato stia nello stesso ambiente di altri neonati o di coppie appena sposate (credenze legate alla vulnerabilità del bambino).

Questo periodo di “confinamento” o “quarantena” post-parto è presente in molte culture e sottolinea l’importanza di proteggere e accudire la nuova diade madre-bambino.

Tradizione e Modernità: Trovare un Equilibrio

Cosa ci insegna tutto questo? Che le pratiche tradizionali di cura del neonato sono un patrimonio culturale ricco e variegato, profondamente radicato nelle diverse comunità. Alcune di queste pratiche possono essere innocue o persino benefiche (pensiamo all’allattamento al seno o all’uso di olio d’oliva), mentre altre comportano rischi reali per la salute (come l’applicazione di sostanze non sterili sul cordone o fasciature troppo strette).

Lo studio di Mardin evidenzia come le donne, in questo contesto, tendano a fare più affidamento sulle pratiche tradizionali che sulla consulenza degli operatori sanitari moderni. Questo sottolinea l’urgente necessità di:

  • Educare i genitori sui potenziali rischi di alcune pratiche tradizionali e sui benefici delle linee guida sanitarie attuali.
  • Sviluppare interventi culturalmente sensibili che rispettino le credenze familiari, ma allo stesso tempo promuovano la salute e la sicurezza.
  • Formare gli operatori sanitari affinché conoscano queste tradizioni e possano comunicare efficacemente con le famiglie, costruendo fiducia.
  • Valutare se alcune pratiche tradizionali sicure possano essere integrate nell’assistenza moderna.

In particolare, lo studio ha notato una maggiore prevalenza di pratiche potenzialmente dannose tra la popolazione araba intervistata, suggerendo la necessità di servizi sanitari transculturali mirati.

In conclusione, esplorare queste tradizioni non significa giudicarle, ma comprenderle. È un passo fondamentale per offrire un’assistenza sanitaria che sia davvero inclusiva, rispettosa e, soprattutto, efficace nel proteggere la salute dei nuovi arrivati nel mondo e delle loro mamme. Un tesoro di conoscenze che attende solo di essere valorizzato nel modo giusto.

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *