Ritratto fotografico toccante di una giovane madre keniota che allatta al seno il suo neonato. Ambientazione interna semplice, luce naturale morbida proveniente da una finestra. Obiettivo primario 50mm, profondità di campo ridotta per isolare madre e figlio dallo sfondo. Espressione della madre mista a tenerezza e una velata preoccupazione. Toni caldi e avvolgenti. Film look leggero.

COVID-19 in Kenya: Mamme e Bambini Senza Supporto? L’Impatto Choc sull’Iniziativa “Amica dei Bambini”

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero colpito, un aspetto della pandemia di COVID-19 di cui forse non abbiamo sentito parlare molto, ma che ha avuto conseguenze profonde sulla vita di mamme e bambini in Kenya. Mi sono imbattuto in uno studio recente che ha messo in luce come l’emergenza sanitaria abbia messo a dura prova un’iniziativa importantissima, la cosiddetta “Baby-Friendly Community Initiative” (BFCI), e più in generale la salute e la nutrizione materno-infantile nel paese.

Cos’è questa Iniziativa “Amica dei Bambini” (BFCI)?

Prima di tuffarci negli effetti della pandemia, lasciatemi spendere due parole su cos’è il BFCI. Immaginate una rete di supporto capillare, costruita sulla comunità, che lavora per promuovere le migliori pratiche di nutrizione per mamme, neonati e bambini piccoli. Si basa sui famosi “10 passi” dell’Iniziativa Ospedale Amico dei Bambini (BFHI), ma li porta fuori dalle mura dell’ospedale, direttamente nelle case e nelle comunità. In Kenya, dove purtroppo ancora molte donne partoriscono in casa o vengono dimesse rapidamente dopo il parto in ospedale, questa continuità di cura a livello comunitario è fondamentale.

Il BFCI, attraverso volontari sanitari della comunità (i Community Health Volunteers, o CHV), offre consulenza, sostegno all’allattamento al seno (precoce ed esclusivo per i primi 6 mesi, poi continuato con cibi complementari adeguati), informazioni sulla nutrizione materna, e crea gruppi di supporto tra mamme. Pensate che prima della pandemia, il Kenya aveva fatto passi da gigante: nel 2014, il 61% dei bambini sotto i 6 mesi era allattato esclusivamente al seno! Un risultato notevole, in parte grazie a strategie come il BFCI.

L’Onda d’Urto del COVID-19 sui Servizi Essenziali

Poi è arrivato il COVID-19. E come un’onda anomala, ha travolto tutto. Lo studio, condotto in diverse contee del Kenya (Nairobi, Kiambu, Baringo, sia in aree urbane che rurali, dove il BFCI era attivo e dove non lo era), ha raccolto le voci di funzionari governativi, membri di ONG, volontari sanitari e, soprattutto, delle famiglie. E il quadro che emerge è preoccupante.

La pandemia ha interrotto bruscamente molti servizi sanitari materno-infantili (MCH). Cosa significa in pratica?

  • Meno visite in clinica: Vaccinazioni, controlli di crescita, consulenze nutrizionali… tutto ciò che richiedeva la presenza fisica in ambulatorio ha subito un calo drastico. Le cliniche stesse erano in difficoltà: alcune hanno chiuso, altre hanno ridotto i servizi per mancanza di personale (molti avevano paura di contagiarsi), carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI) e spazi inadeguati per garantire il distanziamento.
  • Paura diffusa: Le mamme stesse erano terrorizzate all’idea di contrarre il virus frequentando le strutture sanitarie o di finire in quarantena se i loro piccoli avessero avuto la febbre. Una paura comprensibile, ma che le ha allontanate da cure essenziali.
  • Visite domiciliari a rischio: Anche i servizi che si basavano sulle visite a casa, come quelli offerti dai CHV, hanno sofferto. Mancanza di mascherine e protezioni per i volontari, paura reciproca del contagio (sia da parte delle famiglie che dei volontari), e le restrizioni agli spostamenti hanno reso difficilissimo raggiungere le mamme e i bambini che avevano bisogno di supporto.

Fotografia documentaristica di un centro sanitario rurale semi-vuoto in Kenya durante la pandemia. Poche persone in attesa, distanziate. Luce interna fioca che suggerisce una ridotta attività. Obiettivo grandangolare 24mm per mostrare l'ambiente, atmosfera di sospensione e preoccupazione. Bianco e nero filmico per accentuare il dramma.

Il BFCI Sotto Pressione

E l’iniziativa BFCI? Purtroppo, non è stata risparmiata. Le attività cardine del programma sono state pesantemente colpite:

  • Stop agli incontri: Riunioni mensili, giornate di dialogo comunitario, incontri dei gruppi di supporto tra mamme… tutto sospeso o drasticamente ridotto nella frequenza e nel numero di partecipanti.
  • Visite dei volontari interrotte: Come accennato, le visite domiciliari mirate dei CHV, fondamentali per il supporto personalizzato, sono diventate quasi impossibili.
  • Difficoltà operative: Anche la registrazione di nuove mamme nel programma, la raccolta dati e il monitoraggio delle attività sono stati compromessi.

Le ragioni? Sempre le stesse, purtroppo: paura del contagio, mancanza di DPI e restrizioni alla mobilità. Pensate che alcune mamme nelle aree urbane si sono trasferite nelle loro zone rurali d’origine, diventando di fatto irraggiungibili per i volontari locali. Un vero peccato, perché proprio in un momento di crisi, quel supporto sarebbe stato ancora più prezioso.

Nutrizione e Benessere: Le Conseguenze sulla Tavola e nella Mente

L’impatto economico della pandemia è stato devastante per molte famiglie. La perdita del lavoro o la riduzione del reddito hanno significato meno soldi per comprare cibo, soprattutto quello nutriente necessario a mamme in gravidanza o allattamento e ai bambini piccoli. Lo studio riporta strategie di sopravvivenza drammatiche, come saltare i pasti. Immaginate la difficoltà di garantire un’alimentazione complementare adeguata ai bambini quando si fatica a mettere insieme il pranzo e la cena.

Ma non è solo una questione di pancia. Lo stress, l’ansia, la paura di infettare i propri piccoli hanno inciso pesantemente sul benessere mentale delle madri. Alcune hanno riferito di aver ridotto o interrotto l’allattamento al seno, sentendosi troppo stressate o temendo il contagio. La dura realtà di un periodo difficilissimo.

Un Barlume di Speranza: L’Effetto Inatteso del Lavoro da Casa

In mezzo a tante difficoltà, emerge però un dato interessante, quasi controintuitivo. Per alcune donne, soprattutto quelle con un impiego formale che hanno potuto lavorare da casa grazie alle misure di contenimento (lockdown, coprifuoco), la pandemia ha offerto un’opportunità inaspettata: passare più tempo a casa con i propri figli. Questo, in alcuni casi, ha significato avere più tempo e possibilità per allattare al seno e seguire meglio l’alimentazione dei piccoli. È un aspetto che fa riflettere: forse politiche di lavoro più flessibili, come il lavoro da remoto o ibrido, potrebbero essere una strategia efficace per sostenere l’allattamento anche al di fuori dell’emergenza pandemica? Servono più studi, certo, ma è una pista da non sottovalutare.

Scatto macro di una semplice ciotola di legno contenente chicchi di mais e fagioli, simbolo di cibo essenziale ma forse insufficiente. Illuminazione laterale controllata che crea ombre profonde, enfatizzando la texture del cibo e del legno grezzo. Obiettivo macro 100mm, alta definizione, focus selettivo sulla ciotola, sfondo leggermente sfocato. Rappresenta l'insicurezza alimentare.

Cosa Abbiamo Imparato? Lezioni per il Futuro

Questo studio ci lascia con un messaggio chiaro: la pandemia ha colpito duramente il sistema di supporto alla salute e nutrizione materno-infantile in Kenya, mettendo a rischio i progressi fatti negli anni precedenti. Ha evidenziato le fragilità del sistema sanitario, come la carenza di DPI e la difficoltà nel garantire la continuità dei servizi essenziali in emergenza.

Ci dice anche che c’è un bisogno urgente di pensare a strategie innovative per assicurare che le mamme e i bambini possano continuare ad accedere ai servizi sanitari e al supporto comunitario anche in situazioni di crisi future. Che si tratti di telemedicina, di protocolli di sicurezza più robusti per gli operatori, o di sistemi di supporto sociale più efficaci per contrastare l’insicurezza alimentare (le misure messe in campo, come i trasferimenti di denaro, sono state utili ma non sufficienti né universali).

E poi c’è la questione del lavoro. La scoperta che il lavoro da casa possa favorire l’allattamento apre scenari interessanti per politiche lavorative più a misura di mamma.

Insomma, la strada per recuperare e rafforzare questi servizi è ancora lunga, ma capire cosa non ha funzionato e cosa, invece, ha offerto spunti positivi è il primo passo fondamentale. La salute e il benessere delle future generazioni dipendono anche dalla nostra capacità di imparare da crisi come questa.

Fonte: Springer

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