Videolaringoscopi a Confronto: Qual è il Migliore per i Principianti? Lo Studio Rivela!
Ragazzi, parliamo di una cosa seria ma super interessante: l’intubazione tracheale. Sapete, quella manovra salvavita che permette di assicurare la respirazione a un paziente. Oggi, grazie alla tecnologia, abbiamo strumenti fantastici come i videolaringoscopi, che ci danno una visione chiara delle vie aeree, specialmente quando le cose si complicano. Ma con diverse opzioni sul mercato, come scegliere quella giusta, soprattutto se si è alle prime armi?
Ecco che entra in gioco uno studio che ho trovato davvero illuminante. Hanno messo a confronto tre videolaringoscopi molto popolari: il McGrath MAC, l’AIRWAY SCOPE® e il più recente AceScope®. La particolarità? Hanno testato questi dispositivi su operatori sanitari novizi – infermieri e farmacisti senza esperienza pregressa di intubazione. Geniale, no? Perché capire come se la cavano i “principianti” è fondamentale per la formazione e la scelta degli strumenti giusti.
Come Hanno Fatto? Una Simulazione Realistica
Immaginate 60 volenterosi novizi, divisi equamente tra uomini e donne, con un’età media intorno ai 32 anni. Dopo una breve ma intensa sessione di formazione (5 minuti per dispositivo, che studi precedenti hanno dimostrato essere sufficienti per acquisire le basi), li hanno messi alla prova. Hanno dovuto intubare un manichino, simulando due scenari:
- Uno con vie aeree normali.
- Uno più tosto, con immobilizzazione della colonna cervicale (usando un collare), che simula un paziente traumatizzato o con sospetta lesione al collo – una vera sfida!
Lo studio era “randomizzato crossover”, il che significa che ogni partecipante ha provato tutti e tre i dispositivi in entrambi gli scenari, ma in ordine casuale. Questo evita che l’ordine influenzi i risultati. Hanno misurato principalmente due cose: il tasso di successo dell’intubazione e, soprattutto, il tempo impiegato (dal momento in cui la lama entra in bocca a quando il pallone Ambu gonfia i polmoni del manichino).
I Risultati: Chi Vince la Gara di Velocità?
E qui arriva il bello: chi è stato il più veloce? Rullo di tamburi… l’AIRWAY SCOPE! Sia nello scenario normale (media 14.9 secondi) che in quello difficile (23.8 secondi), questo dispositivo ha permesso ai novizi di completare l’intubazione nel minor tempo. Al secondo posto si è piazzato il McGrath MAC (18.7 secondi nel normale, 26.3 nel difficile), mentre l’AceScope è risultato il più lento (24.2 secondi nel normale, ben 33.4 nel difficile). Le differenze erano statisticamente significative, specialmente nello scenario con immobilizzazione cervicale, dove l’AIRWAY SCOPE ha staccato nettamente gli altri due.
Secondo me, questo risultato non sorprende del tutto. L’AIRWAY SCOPE ha un design particolare, con un sistema di guida integrato per il tubo endotracheale, che sembra facilitare parecchio l’inserimento, soprattutto per chi non ha molta manualità. È come avere un piccolo “binario” che ti aiuta a centrare il bersaglio.

Ma la Velocità è Tutto? Successo, Difficoltà e… Danni ai Denti
Ok, l’AIRWAY SCOPE è il più rapido. Ma gli altri sono da buttare? Assolutamente no! Lo studio ha mostrato che tutti e tre i dispositivi hanno tassi di successo molto alti, superiori al 90% al primo tentativo in entrambi gli scenari (anche se ci sono stati un paio di casi di intubazione esofagea e un time-out con l’AceScope nello scenario difficile). Inoltre, quando ai partecipanti è stato chiesto quanto fosse difficile usare ciascun dispositivo (su una scala da 0 a 10), le valutazioni erano molto simili per tutti e tre. Nessuno è stato percepito come significativamente più complicato degli altri, nonostante le differenze di tempo. Questo suggerisce che, con un minimo di training, i novizi possono usare efficacemente tutti e tre gli strumenti.
Un punto un po’ dolente, però, riguarda i danni ai denti. Durante l’intubazione, può capitare di “toccare” o far scattare i denti del paziente (in questo caso, del manichino, registrato come un “click” udibile). In generale, l’incidenza è stata simile tra i dispositivi. Tuttavia, c’è stata un’eccezione significativa: nello scenario difficile (immobilizzazione cervicale), l’AceScope ha causato un numero significativamente maggiore di “click” dentali rispetto al McGrath MAC (quasi il 24% dei tentativi!). Perché? I ricercatori ipotizzano che la forma della lama dell’AceScope richieda una forza di sollevamento maggiore per visualizzare bene la glottide, e i novizi, non ancora esperti, potrebbero aver applicato troppa forza. Questo è un campanello d’allarme importante per la pratica clinica.
Cosa Ci Portiamo a Casa?
Questo studio, pur con i limiti di una simulazione su manichino e l’uso esclusivo di novizi, ci dà indicazioni preziose.
- L’AIRWAY SCOPE sembra essere lo strumento più efficiente in termini di tempo per i principianti, specialmente in situazioni difficili. Il suo design con guida integrata è probabilmente un vantaggio chiave.
- Tutti e tre i videolaringoscopi (McGrath MAC, AIRWAY SCOPE, AceScope) sono efficaci e permettono alti tassi di successo anche a personale inesperto dopo un breve training.
- L’AceScope, pur essendo un dispositivo nuovo che combina caratteristiche interessanti degli altri due, ha mostrato tempi di intubazione più lunghi e, cosa più preoccupante, un maggior rischio di contatto con i denti nello scenario difficile. Questo aspetto merita attenzione e ulteriore valutazione, magari con training specifico o su operatori più esperti.
Insomma, la scelta del videolaringoscopio dipende da molti fattori, inclusa l’esperienza dell’operatore e il contesto clinico. Questo studio suggerisce che per i novizi, l’AIRWAY SCOPE potrebbe offrire un vantaggio in termini di velocità, ma tutti e tre sono strumenti validi. La cosa fondamentale resta una buona formazione e la pratica continua. Sarà interessante vedere studi futuri in contesti clinici reali per confermare questi risultati!
Fonte: Springer
