Veduta aerea panoramica del Campo Vulcanico di Perșani, Romania, al tramonto. Si distinguono le forme coniche dei coni di scorie (come Hegheș) e le aree delle cave (come Racoș). Luce calda radente che esalta le forme del rilievo. Obiettivo grandangolare 24mm, lunga esposizione, messa a fuoco nitida.

Viaggio nel Cuore Vulcanico della Romania: Esplorando i Tesori Nascosti di Perșani per il Futuro Geoparco Carpaterra

Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nel cuore della Romania, in un luogo dove la Terra ha deciso di mostrare la sua potenza primordiale: il Campo Vulcanico di Perșani (PVF). Non è un posto qualunque, ve lo assicuro. Immaginate un’area dove, in tempi geologicamente recenti, la lava incandescente ha danzato, lasciando dietro di sé un patrimonio di forme e rocce spettacolari. E la cosa più emozionante? Stiamo lavorando per trasformare quest’area in un potenziale Geoparco Globale UNESCO, il Geoparco Carpaterra!

Un Tesoro Geologico Unico nel Suo Genere

Il Campo Vulcanico di Perșani si trova nei Carpazi sud-orientali ed è speciale per diversi motivi. Prima di tutto, è il più giovane e il più piccolo (come estensione e numero di vulcani) campo vulcanico monogenetico basaltico della Regione Carpatico-Pannonica. Cosa significa “monogenetico”? Semplicemente che ogni vulcano qui è nato da un singolo evento eruttivo, un “one shot” vulcanico, per così dire. Queste eruzioni sono avvenute tra 1,25 milioni e 650.000 anni fa. Sembra tanto tempo fa, ma in termini geologici è un battito di ciglia! E pensate, la regione è ancora geodinamicamente attiva, il che significa che non possiamo escludere future sorprese vulcaniche… un piccolo brivido in più per chi visita!

Nonostante le sue dimensioni ridotte, il PVF è un concentrato di meraviglie geologiche. Qui possiamo ammirare:

  • Colonne di basalto: strutture maestose, a volte perfettamente esagonali, formate dal lento raffreddamento della lava. Alcune sembrano scolpite da un gigante!
  • Basalti a giunti piatti e curvilinei: altre forme affascinanti che raccontano la storia del raffreddamento del magma.
  • Coni di scorie: le “montagne” classiche dei vulcani, con depositi unici che ci mostrano cosa succede vicino e lontano dal cratere durante un’eruzione esplosiva.
  • Strutture Maar: crateri nati da potenti esplosioni freatomagmatiche (quando il magma incontra l’acqua), con successioni di rocce piroclastiche che includono persino segni di impatto da bombe vulcaniche!
  • Xenoliti ultramafici: frammenti del mantello terrestre, portati in superficie dalla lava. Sono come messaggeri dalle profondità del nostro pianeta!

Questa incredibile varietà, concentrata in un’area ristretta, rende il PVF un laboratorio a cielo aperto, perfetto per l’educazione e il geoturismo. È un luogo dove si può letteralmente toccare con mano la storia vulcanica.

Il Sogno del Geoparco Carpaterra: Valutare per Valorizzare

L’idea di creare il Geoparco Carpaterra nasce proprio dalla consapevolezza di questo immenso patrimonio. I geoparchi, specialmente quelli riconosciuti dall’UNESCO, non sono solo aree protette; sono territori dove il patrimonio geologico diventa motore di sviluppo sostenibile, educazione e turismo consapevole, collegandosi strettamente alla cultura e alla biodiversità locale.

Per gettare le basi scientifiche di questo progetto, abbiamo intrapreso uno studio approfondito: un vero e proprio inventario e una valutazione dei geositi vulcanici del PVF. Non è stato un lavoro semplice! Abbiamo setacciato pubblicazioni scientifiche, esplorato il terreno palmo a palmo (con diverse campagne sul campo!), identificato siti noti e scopertone di nuovi. In totale, abbiamo messo sotto la lente d’ingrandimento 31 geositi vulcanici.

Per valutarli, abbiamo usato due metodi quantitativi molto diffusi tra gli esperti di geopatrimonio (il modello GAM di Vujičić e l’approccio di Brilha). Questi metodi ci aiutano a dare un “punteggio” ai siti basandoci su criteri scientifici, educativi, turistici, estetici, ma anche sul loro stato di conservazione e sul rischio di degrado. L’obiettivo? Capire i punti di forza e di debolezza di ogni sito, per poter pianificare al meglio la loro gestione e valorizzazione futura. Abbiamo anche confrontato i nostri risultati con quelli di un geoparco simile in Ungheria, il Bakony-Balaton UNESCO Global Geopark, per avere un quadro di riferimento.

Fotografia macro di una bomba vulcanica fusiforme dal cono di scorie di Hegheș, Romania. Dettaglio elevato della superficie scoriacea rosso-nera, illuminazione controllata per evidenziare la texture porosa. Obiettivo macro 100mm.

Le “Superstar” Vulcaniche di Perșani: I 10 Geositi Top

Dalla nostra valutazione sono emersi 10 geositi particolarmente rappresentativi e con un alto potenziale. Ve ne racconto alcuni tra i più spettacolari:

Il Vulcano ‘Estinto’ di Hegheș: Un Libro Aperto sulla Vulcanologia

Questo è forse il sito più iconico e visitato, vicino al villaggio di Racoșul de Jos. È un cono di scorie che una vecchia cava ha scavato a spirale, regalandoci una vista incredibile sull’interno del vulcano! Possiamo vedere chiaramente le diverse stratificazioni piroclastiche, dai depositi più grossolani e saldati vicino al centro eruttivo (dove si trovano bombe vulcaniche di forme incredibili: fusiformi, a nastro, contorte!) a quelli più fini verso l’esterno. I colori vanno dall’arancione al rosso ruggine, fino al nero brillante delle scorie fresche… un paesaggio quasi marziano! È un sito protetto (Riserva Naturale del Complesso Geologico di Racoș) e di altissimo valore scientifico ed educativo. Pensate che la gente del posto usa ancora le scorie per isolare le case e qui si tengono persino festival estivi!

La Cava Brazi e il Lago Smeraldo: Quando la Lava Incontra l’Acqua

Accanto a Hegheș, troviamo un’altra meraviglia della stessa riserva naturale. Qui l’attività vulcanica è iniziata con esplosioni freatomagmatiche che hanno creato un maar (o un anello di tufo). Successivamente, il magma si è intruso in questi depositi ancora non consolidati, creando un contatto spettacolare tra lava solidificata (con giunti colonnari, piatti e persino curvilinei) e sedimenti piroclastici. Un fenomeno rarissimo qui sono i “sedimenti cotti” (“baked sediments”) al contatto con l’intrusione basaltica: piccoli pilastrini millimetrici e centimetri di sedimento che sembrano minuscole colonne di basalto! Al centro della cava abbandonata, un lago dalle acque turchesi, noto come “Lago Smeraldo”, completa il quadro mozzafiato. Anche questo sito ha un valore scientifico ed estetico enorme.

Le Colonne di Basalto di Racoș: Pilastri della Terra

Sempre nel complesso di Racoș, troviamo uno degli affioramenti di colonne basaltiche più spettacolari della Romania. Queste colonne, alte oggi circa 10-12 metri (ma un tempo raggiungevano i 20!), sono prevalentemente esagonali e pentagonali e rappresentano il sito più antico del PVF (1,21 Ma). Si può osservare chiaramente il contatto inferiore con i depositi piroclastici e la parte superiore che diventa più fratturata. È un monumento naturale protetto dal 1962 e un’altra tappa imperdibile.

Paesaggio grandangolare delle colonne di basalto esagonali nella cava abbandonata di Racoș, Romania. Altezza circa 10-12 metri, luce del tardo pomeriggio che accentua le ombre e la forma geometrica. Obiettivo grandangolare 18mm, messa a fuoco nitida.

Il Maar di Mateiaș: Storie di Esplosioni Freatomagmatiche

Vicino al villaggio di Mateiaș, questo sito ci offre una sezione trasversale incredibile di un cratere maar eroso. Lungo le pareti del torrente, alte fino a 13 metri, possiamo leggere come un libro aperto la storia delle eruzioni esplosive dovute all’interazione tra magma e acqua. Si vedono strutture dunali formate dalle correnti piroclastiche (base surges), bombe vulcaniche (spesso frammenti delle rocce del basamento) con le caratteristiche depressioni da impatto (impact sags). È un sito protetto a livello locale e fondamentale dal punto di vista educativo.

Il Micro Canyon di Hoghiz: Un Gioiello Nascosto

Questo piccolo canyon, scavato dal torrente Hoghiz nel basalto, è unico a livello nazionale e protetto come riserva naturale. Su entrambi i lati del torrente si ergono colonne basaltiche alte 7-8 metri, a volte ben definite, altre volte più irregolari o con giunti piatti. Ci sono anche contatti con formazioni di travertino legate a sorgenti locali e intrusioni con terminazioni particolari. Una cascata all’ingresso inferiore aggiunge ulteriore bellezza. Recentemente è stato valorizzato con un sentiero didattico.

Ripresa con teleobiettivo zoom (es. 200mm) della cascata all'ingresso del micro canyon di Hoghiz, Romania. Acqua in movimento catturata con velocità dell'otturatore leggermente ridotta per effetto seta, rocce basaltiche umide circostanti. Tracciamento del movimento dell'acqua.

Questi sono solo alcuni esempi! Abbiamo anche coni di scorie ben conservati come il Gruiu o i gemelli Măguricea (uno dei quali è anch’esso una ex cava), le colonne di basalto di Comana (Piatra Cioplită) e persino un vulcano eroso, il Turzun, che ha costretto il fiume Olt a fargli un’ansa intorno, creando un paesaggio geomorfologicamente affascinante.

Sfide e Opportunità sulla Strada del Geoparco

La nostra valutazione ha confermato l’alto valore scientifico, educativo ed estetico di molti geositi, specialmente quelli già protetti come nel complesso di Racoș. Tuttavia, ha anche evidenziato delle aree di miglioramento. Molti siti, pur essendo geologicamente interessanti, mancano di infrastrutture turistiche adeguate (parcheggi, pannelli informativi, sentieri segnalati) e di promozione. Il rischio di degrado è generalmente basso per le rocce basaltiche resistenti, ma più alto per i depositi piroclastici e ovviamente per le cave attive (che però offrono anche opportunità di nuove scoperte!).

Il confronto con il geoparco ungherese Bakony-Balaton ci mostra che investire in centri visita, sentieri didattici ben fatti, formazione di guide locali e promozione mirata può fare una grande differenza nel valorizzare il potenziale educativo e turistico. Questa è la strada che vogliamo percorrere per Carpaterra.

Il Futuro è Carpaterra: Un Mosaico di Natura e Cultura

Il progetto del Geoparco Carpaterra copre un’area vasta (circa 1100 km²), che include 15 comunità, oltre 50.000 abitanti, 16 aree naturali protette e un ricco patrimonio storico-culturale, frutto della convivenza di diverse etnie. L’obiettivo è creare un modello di sviluppo sostenibile dove la geologia sia il filo conduttore che lega natura, cultura ed economia locale.

L’ONG Carpaterra sta già lavorando sodo, organizzando eventi, coinvolgendo scuole e amministrazioni locali, promuovendo il territorio. Abbiamo visto un impatto positivo, specialmente nell’area di Racoș, con un aumento dei visitatori e la nascita di nuove attività ricettive e artigianali. Ma c’è ancora molto da fare, soprattutto per estendere questi benefici a tutto il territorio del futuro geoparco.

La chiave del successo sarà il coinvolgimento attivo degli abitanti e degli stakeholder locali. Devono sentire questo progetto come loro, comprenderne il valore per apprezzare e proteggere il loro straordinario ambiente. La nostra ricerca fornisce dati concreti per pianificare i prossimi passi: migliorare le infrastrutture, creare materiali informativi accessibili a tutti, formare guide locali, monitorare i flussi turistici e, magari un giorno, realizzare un centro visitatori che sia il cuore pulsante del geoparco.

Il Campo Vulcanico di Perșani è un tesoro che aspetta solo di essere pienamente scoperto e valorizzato in modo sostenibile. Il sogno del Geoparco Carpaterra è un’opportunità incredibile per questa regione, un modo per celebrare la sua unicità geologica e culturale e costruire un futuro migliore per chi ci vive. Spero di avervi trasmesso un po’ della magia di questo luogo e dell’entusiasmo per questo progetto!

Fonte: Springer

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