Immagine simbolica di speranza e attività fisica: una persona di mezza età, vista di schiena, che guarda un'alba luminosa da un sentiero di collina dopo una corsa mattutina, indossa abbigliamento sportivo. Wide-angle lens, 18mm, long exposure per cieli soffusi, sharp focus sulla figura.

BOOST-UP: La Rivoluzione Fitness per Chi Ha Sconfitto il Cancro (e Arriva a Casa Tua!)

Ciao a tutti, amici lettori! Oggi voglio parlarvi di una cosa che mi sta particolarmente a cuore e che, ne sono certo, accenderà una lampadina a molti di voi. Sappiamo tutti quanto sia tosta la battaglia contro il cancro, un percorso che mette a dura prova corpo e mente. Ma cosa succede dopo? Quando le terapie finiscono e si cerca di tornare a una nuova normalità? Beh, spesso l’energia non è quella di prima, la stanchezza si fa sentire e, diciamocelo, l’idea di mettersi a fare attività fisica può sembrare una montagna da scalare.

Eppure, l’attività fisica è una vera e propria medicina! Migliora la qualità della vita, aiuta a combattere gli effetti collaterali delle terapie come la fatica cronica e la perdita di massa muscolare, e può persino ridurre il rischio che il tumore si ripresenti. Non lo dico io, lo dice la scienza! Il problema? Molte persone che hanno vissuto e superato un cancro (che gli esperti chiamano “people living with and beyond cancer”, o LWBC) faticano a mantenere un livello di attività fisica costante nel tempo, specialmente dopo aver partecipato a programmi supervisionati che poi terminano.

La Sfida: Mantenere la Motivazione nel Tempo

Immaginate di aver seguito un programma di esercizi fantastico, vi sentite meglio, più forti. Poi, il programma finisce. Tornare a casa, da soli, e continuare con la stessa costanza può essere difficile. Le vecchie abitudini, la mancanza di supporto o semplicemente la difficoltà a trovare la motivazione giusta possono prendere il sopravvento. E così, i benefici ottenuti rischiano di svanire. Secondo le linee guida, le persone LWBC dovrebbero fare almeno 90 minuti di attività fisica di intensità da moderata a vigorosa (MVPA) a settimana, più un paio di sessioni di rinforzo muscolare. Purtroppo, la stragrande maggioranza non raggiunge questi obiettivi.

Aggiungiamoci che recarsi fisicamente in centri specializzati può essere complicato: distanze, effetti collaterali dei trattamenti ancora presenti, impegni quotidiani. Ecco perché la possibilità di accedere a programmi di qualità, coinvolgenti e con feedback in tempo reale, ma da remoto, sta diventando una frontiera importantissima sia per la cura che per la ricerca.

BOOST-UP: Un Raggio di Sole (Virtuale) all’Orizzonte

Ed è qui che entra in gioco un progetto davvero affascinante di cui vi voglio parlare: lo studio BOOST-UP. Si tratta di un trial clinico randomizzato e controllato che vuole fare proprio questo: capire come aiutare le persone LWBC non solo a iniziare, ma soprattutto a mantenere l’attività fisica nel lungo periodo. E come? Combinando l’esercizio fisico supervisionato (ma virtuale!) con un counseling comportamentale potenziato.

Lo studio confronterà due approcci per 6 mesi:

  • Gruppo PA + EC (Physical Activity + Exercise Counseling): i partecipanti seguiranno un programma di attività fisica virtuale supervisionata e riceveranno un counseling sull’esercizio fisico standard (come farlo correttamente, come progredire in sicurezza, ecc.).
  • Gruppo PA + BC (Physical Activity + Behavioral Counseling): anche loro seguiranno lo stesso programma di attività fisica virtuale, ma in più riceveranno sessioni di counseling comportamentale basate su un modello teorico molto interessante chiamato M-PAC (Multi-Process Action Control).

L’obiettivo per entrambi i gruppi è arrivare gradualmente ai famosi 90 minuti di MVPA settimanali. Le sessioni di attività fisica supervisionata avverranno tramite Zoom, in gruppo, per poi passare gradualmente a un protocollo da svolgere a casa in autonomia verso la fine dello studio. Il gruppo PA + BC, quello con il “boost” motivazionale, avrà dodici sessioni di counseling comportamentale con un professionista qualificato, una ogni due settimane. Queste sessioni si concentreranno sui processi riflessivi, regolatori e riflessivi del modello M-PAC. Anche il gruppo di controllo (PA + EC) riceverà lo stesso numero di sessioni di counseling, ma focalizzate sui principi dell’allenamento fisico.

Una persona di mezza età sorridente, in abbigliamento sportivo comodo, partecipa a una sessione di ginnastica online dal suo salotto, guardando un laptop. Luce naturale dalla finestra. Prime lens, 35mm, depth of field, duotone blu e grigio per un'atmosfera calma e concentrata.

I ricercatori raccoglieranno dati in vari momenti: all’inizio, a metà percorso, alla fine dei 6 mesi, e poi con follow-up a 6 mesi e a 1 anno dalla fine dell’intervento. Misureranno l’attività fisica con accelerometri (dei piccoli dispositivi che tracciano il movimento), la qualità della vita, gli aspetti motivazionali, i costi sanitari e la soddisfazione dei partecipanti. L’idea è capire quale approccio funziona meglio per far sì che l’attività fisica diventi un’abitudine duratura.

Il Segreto Potrebbe Essere nel “Come” Pensiamo all’Esercizio: Il Framework M-PAC

Ma cos’è questo M-PAC di cui parliamo? È un modello che cerca di spiegare come passiamo dall’intenzione all’azione e, soprattutto, come manteniamo un comportamento nel tempo. Secondo l’M-PAC, ci sono tre tipi di processi chiave:

  • Processi Riflessivi: Riguardano le nostre convinzioni e sensazioni. Ad esempio, pensare ai benefici dell’attività fisica (“Mi farà sentire meno stanco”), al piacere che potrebbe darci (“Sarà divertente”), alla nostra capacità di farla (“Posso farcela”) e alle opportunità che abbiamo (“Ho tempo e spazio per farla”). Se queste aspettative sono positive, si forma l’intenzione di agire.
  • Processi Regolatori: Sono le strategie che mettiamo in campo per trasformare l’intenzione in azione. Parliamo di pianificazione (“Farò esercizio martedì e giovedì alle 18:00”), monitoraggio (“Sto raggiungendo i miei obiettivi?”), gestione delle emozioni e ricerca di supporto.
  • Processi Riflessivi (o automatici): Qui entrano in gioco l’abitudine (quel comportamento che diventa quasi automatico, attivato da certi stimoli) e l’identità (sentirsi una “persona attiva”). Questi si sviluppano con la ripetizione e il successo nel tempo.

Capite bene che lavorare su tutti questi aspetti, come si propone di fare il gruppo PA + BC, potrebbe davvero fare la differenza nel rendere l’attività fisica una compagna di vita fedele e non solo una breve parentesi.

Perché Questo Studio è Così Importante?

Questo studio, amici, è una bomba! Non solo perché testa un intervento innovativo e basato su solide teorie psicologiche, ma anche perché lo fa in un modo super accessibile: da remoto. Questo abbatte un sacco di barriere e potrebbe raggiungere un numero enorme di persone che hanno bisogno di questo tipo di supporto. Pensateci: niente spostamenti, comodamente da casa propria, ma con la guida di professionisti e il supporto di un gruppo.

Inoltre, lo studio presterà attenzione anche alle differenze di genere e sesso, un aspetto spesso trascurato ma fondamentale per personalizzare gli interventi. E non dimentichiamo l’analisi dei costi-benefici, cruciale per capire se questi programmi possono essere implementati su larga scala nel sistema sanitario o nelle organizzazioni di supporto.

I ricercatori ipotizzano, e io con loro, che il gruppo con il counseling comportamentale potenziato (PA + BC) mostrerà un aumento maggiore dell’attività fisica e una migliore “tenuta” nel tempo rispetto al gruppo di controllo. Se così fosse, avremmo uno strumento potentissimo per migliorare la salute e la qualità della vita di tantissime persone che hanno affrontato il cancro.

Un professionista sanitario qualificato, uomo sulla quarantina, con un sorriso rassicurante, conduce una sessione di counseling online via Zoom, visibile sullo schermo di un computer. L'interfaccia di Zoom è parzialmente visibile. Prime lens, 50mm, luce da studio controllata, sfondo neutro per focalizzare l'attenzione sul professionista.

Lo studio BOOST-UP è registrato (ClinicalTrials.gov ID NCT06624930) e ha ricevuto l’approvazione etica. Verranno reclutati 236 partecipanti, 118 per gruppo, con diagnosi di cancro (stadi I-III) che abbiano completato i trattamenti primari entro 5 anni, siano maggiorenni, poco attivi fisicamente e con accesso a internet e a un dispositivo per videoconferenza. La randomizzazione terrà conto di fattori come la precedente chemioterapia, l’età e il sesso per bilanciare i gruppi.

Le sessioni di attività fisica di gruppo (circa 12 partecipanti per classe) dureranno un’ora, tre volte a settimana per le prime 12 settimane, per poi scalare a due e infine a una sessione supervisionata a settimana, integrata da sessioni da fare in autonomia. Verranno forniti elastici per gli esercizi di resistenza e Fitbit per monitorare l’attività e la frequenza cardiaca. Ogni partecipante riceverà un manuale, più dettagliato per il gruppo PA + BC con i contenuti del counseling basato sull’M-PAC.

Le sessioni di counseling comportamentale per il gruppo PA + BC affronteranno temi come gli atteggiamenti strumentali/affettivi, la pianificazione dell’azione e del coping, il supporto sociale, la definizione degli obiettivi, la regolazione emotiva, l’identità e l’abitudine. Ci saranno anche sessioni “booster” per rivisitare argomenti già trattati. L’obiettivo è fornire una cassetta degli attrezzi completa per far propria l’attività fisica.

Cosa Ci Aspettiamo e Perché Incrociamo le Dita

Io credo fermamente che iniziative come BOOST-UP possano davvero cambiare le carte in tavola. Offrire un supporto così strutturato, personalizzato e accessibile potrebbe essere la chiave per aiutare le persone non solo a sopravvivere al cancro, ma a vivere bene dopo il cancro. L’attività fisica è un pilastro fondamentale di questo benessere, e se riusciamo a capire come renderla parte integrante della vita delle persone, avremo fatto un passo da gigante.

Questo studio ha il potenziale per creare una piattaforma di cura virtuale unica, implementabile sia in contesti clinici che comunitari, offrendo uno strumento di supporto a basso costo per migliorare a lungo termine la salute e il benessere fisico e mentale delle persone LWBC. Non ci resta che attendere i risultati, ma le premesse sono davvero entusiasmanti!

Vi terrò aggiornati, promesso! Perché la scienza che migliora la vita è la scienza che ci piace di più.

Due persone, un uomo e una donna di età diverse, che si danno il cinque con un sorriso dopo aver completato un esercizio insieme durante una lezione di fitness virtuale di gruppo, visibile sui loro rispettivi schermi di tablet in due diverse case. Telephoto zoom, 100mm, fast shutter speed per catturare il gesto, luce ambientale calda nelle rispettive stanze.

Fonte: Springer

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