Modello BIM 3D dettagliato di un edificio moderno sovrapposto a una foto aerea del cantiere reale in Indonesia, evidenziando efficienza e tecnologia. Obiettivo grandangolare 18mm, luce del tardo pomeriggio, messa a fuoco nitida su entrambi i livelli (digitale e reale), mostrando l'integrazione tra progetto e realizzazione.

BIM: Il Segreto Indonesiano per Costruire Meglio, più in Fretta e in Modo Sostenibile

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che sta rivoluzionando il modo in cui costruiamo: il BIM, acronimo di Building Information Modeling. Se pensate che sia solo un modo figo per fare modelli 3D degli edifici, beh, preparatevi a cambiare idea! Vi racconto come, grazie a un caso studio specifico in Indonesia, ho potuto toccare con mano quanto il BIM possa essere potente per migliorare l’efficienza e la sostenibilità nel settore delle costruzioni.

L’edilizia, si sa, è un settore tosto. Da sempre combattiamo con problemi di produttività, ritardi, costi che lievitano e, negli ultimi anni, con la crescente urgenza di ridurre il nostro impatto ambientale. Pensate che il settore costruzioni è responsabile di circa il 35% delle emissioni globali di CO2 e di una fetta enorme dei rifiuti in discarica (dal 45% al 65%!). È chiaro che serve un cambio di passo, e qui entra in gioco la tecnologia.

Cos’è davvero il BIM (e perché va oltre il 3D)

Il BIM non è solo un software, è un processo, un modo di lavorare collaborativo basato su un modello digitale intelligente. Certo, c’è il 3D BIM, quello che tutti conosciamo per la visualizzazione del progetto. Ma la vera magia inizia quando aggiungiamo altre “dimensioni”:

  • 4D BIM: Aggiunge la variabile tempo, permettendo di pianificare e simulare le fasi di costruzione.
  • 5D BIM: Integra i costi, consentendo stime più precise e un controllo del budget in tempo reale.
  • 6D BIM: Si focalizza sulla sostenibilità, analizzando aspetti come il consumo energetico e l’impronta di carbonio dei materiali.
  • 7D BIM: Guarda al futuro, facilitando la gestione e la manutenzione dell’edificio per tutto il suo ciclo di vita.

Capite bene che le potenzialità sono enormi!

Un Caso Concreto: La Banca BJB in Indonesia

Per capire meglio come funziona tutto questo nella pratica, ho analizzato da vicino il progetto della Banca BJB Padalarang (Fase 1) in Indonesia. Un progetto non eccessivamente complesso, ma perfetto per sperimentare l’applicazione del BIM dal 3D al 6D. L’obiettivo era triplice: simulare l’efficienza di alcune lavorazioni (come i getti di calcestruzzo), identificare i conflitti di progettazione (le famose “clash”) e valutarne l’impatto su tempi e costi, e infine calcolare il carbonio incorporato nei materiali per promuovere scelte più sostenibili. Abbiamo usato strumenti come Autodesk Revit per la modellazione 3D e l’analisi di sostenibilità, Navisworks per la pianificazione 4D e la clash detection, e Microsoft Project per la gestione generale.

Migliorare la Produttività: Simulazione dei Getti di Calcestruzzo

Una delle prime cose che abbiamo fatto è stata usare il 4D BIM per simulare il processo di getto del calcestruzzo per le strutture inferiori. Sapete, quelle operazioni dove la betoniera arriva, si riempie la benna e questa viene spostata dalla gru per gettare il calcestruzzo dove serve. Analizzando la simulazione, ci siamo accorti subito di un’inefficienza: a volte la benna faceva tragitti lunghissimi per raggiungere un punto di getto, anche se ce n’era uno più vicino che aspettava! Sembra banale, ma ottimizzare questi percorsi ha fatto la differenza.

Abbiamo analizzato 7 cicli di lavoro. Il primo ciclo mostrava chiaramente questo spostamento poco ottimizzato. Semplicemente scegliendo il punto di getto più vicino, siamo riusciti a ridurre il tempo medio per ciclo da 6 minuti e 40 secondi a 6 minuti e 3 secondi. Sembrano pochi 37 secondi, ma moltiplicateli per tutti i cicli di un’intera giornata e capirete l’impatto sulla produttività! La simulazione BIM ci ha permesso di visualizzare il problema e trovare la soluzione. Certo, il BIM non misura automaticamente la produttività dei singoli operai (quella l’abbiamo dovuta analizzare manualmente), ma è stato fondamentale per ottimizzare la sequenza di lavoro e la coordinazione in cantiere. Abbiamo anche notato squilibri nel carico di lavoro tra gli operai e persino un lavoratore “di troppo”, la cui rimozione ha ridotto i costi senza impattare sulla qualità.

Simulazione 4D BIM di un cantiere edile in Indonesia, che mostra il percorso ottimizzato di una benna per calcestruzzo tramite linee guida digitali sovrapposte alla scena reale. Obiettivo zoom 100-400mm per isolare l'azione, fast shutter speed per congelare il movimento della gru, luce diurna brillante.

Evitare Errori Costosi: La Clash Detection

Un altro superpotere del BIM è la clash detection, ovvero l’identificazione automatica delle interferenze tra diversi elementi del progetto (strutture, impianti MEP, architettura). Quante volte in cantiere ci si accorge che un tubo passa proprio dove dovrebbe esserci una trave? Questi errori costano tempo e denaro per le rilavorazioni.
Nel progetto della Banca BJB, abbiamo usato Navisworks per scovare tre tipi di clash:

  • Hard Clash: Due oggetti si sovrappongono fisicamente (es. tubo dentro una trave).
  • Soft Clash (o Clearance Clash): Non c’è abbastanza spazio tra due componenti per manutenzione o funzionamento.
  • Workflow Clash (o 4D Clash): Conflitti nella sequenza temporale dei lavori (es. costruire un elemento prima delle sue fondamenta!).

Abbiamo trovato diverse interferenze, soprattutto tra tubazioni e travi strutturali o facciate. Ad esempio, un tubo che “tagliava” una trave. La soluzione più ovvia (e rischiosa) sarebbe stata forare la trave, compromettendone l’integrità. Grazie al BIM, abbiamo potuto riprogettare il percorso del tubo prima di arrivare in cantiere, evitando problemi strutturali ed estetici. Abbiamo anche identificato un workflow clash: la rampa del seminterrato era segnata come completata prima delle travi e dei solai del piano terra che dovevano sostenerla! Correggere questi errori in fase di progettazione è cruciale.
Quantificando l’impatto: abbiamo stimato che risolvere le sole hard clash individuate grazie al BIM ha permesso di evitare costi di rilavorazione pari a circa lo 0,91% del valore totale del progetto. Non male, vero? Certo, l’analisi si è concentrata principalmente sulle hard clash, tralasciando un po’ quelle soft o quelle legate ai dettagli delle armature, ma il potenziale di risparmio è evidente.

Costruire Verde: Il 6D BIM per la Sostenibilità

E veniamo alla sostenibilità, un tema che mi sta particolarmente a cuore. Il 6D BIM ci aiuta a valutare l’impronta di carbonio incorporato (embodied carbon) dei materiali da costruzione. Si tratta delle emissioni di CO2 generate durante tutto il ciclo di vita di un materiale: estrazione, produzione, trasporto, costruzione, uso e smaltimento. Ricordate quel 11% di emissioni globali legate ai materiali e alle attività costruttive? Ecco, il 6D BIM ci dà gli strumenti per ridurlo.
Usando Autodesk Revit Insights Tech Preview (che si basa sul database ICE – Inventory of Carbon and Energy), abbiamo analizzato il carbonio incorporato dei materiali previsti per la Banca BJB. I risultati? Le strutture in calcestruzzo armato erano, prevedibilmente, le maggiori responsabili (oltre 805.000 KgCO₂e), mentre la malta aveva l’impatto minore. È interessante notare che il sistema non è riuscito a calcolare l’impronta degli impianti MEP (tubazioni), evidenziando un limite attuale della tecnologia.
Abbiamo anche confrontato i risultati del BIM con un calcolo manuale (basato sugli stessi standard indonesiani). I valori erano abbastanza simili, con il BIM che stimava un totale leggermente superiore (966.157 KgCO₂e contro 880.059 KgCO₂e). La differenza maggiore si è vista nel materiale “floor hardener”.

Dashboard digitale su un tablet che mostra i risultati dell'analisi del carbonio incorporato (6D BIM) per un edificio, con grafici a torta e barre colorate che indicano l'impatto dei diversi materiali. Obiettivo macro 60mm per dettagli nitidi sullo schermo, illuminazione controllata per evitare riflessi.

Quali sono i pro e i contro di usare il BIM per questa analisi?
Vantaggi: È molto più veloce del metodo manuale (una volta che hai il modello 3D, l’analisi è quasi immediata) e il modello può essere usato per tante altre analisi (clash, scheduling, ecc.).
Svantaggi: Al momento non calcola l’energia incorporata (solo il carbonio), l’accuratezza dipende dalla correttezza dei coefficienti nel database, alcuni componenti potrebbero non essere rilevati (come le tubazioni nel nostro caso o i casseri), e i risultati non sono facilmente esportabili.

BIM in Indonesia: Sfide e Opportunità

Nonostante i benefici evidenti, l’adozione del BIM in Indonesia (e in molte altre parti del mondo, Italia inclusa!) incontra ancora ostacoli. Spesso il BIM viene introdotto solo in fase di costruzione, perdendo gran parte del suo potenziale che si esprime al meglio fin dalla progettazione. C’è ancora poca consapevolezza dei vantaggi, i costi iniziali possono spaventare e manca un supporto normativo e aziendale forte e omogeneo. Problemi tecnici come i tempi di modellazione e l’interoperabilità tra software diversi non aiutano.
Tuttavia, la strada è tracciata. Questo studio dimostra che il BIM non è solo uno strumento per un singolo aspetto, ma una piattaforma integrata che può migliorare simultaneamente efficienza operativa, gestione dei rischi e sostenibilità. L’investimento iniziale viene ripagato dai risparmi e dai benefici lungo tutto il processo. E il futuro? L’integrazione del BIM con altre tecnologie della Construction 4.0 come l’IoT (Internet of Things), l’AI (Intelligenza Artificiale) e il Digital Twin promette di rendere la gestione dei progetti ancora più intelligente e data-driven.

In Conclusione

La mia immersione in questo caso studio indonesiano ha rafforzato la mia convinzione: il BIM, se usato in tutte le sue dimensioni (dal 3D al 6D e oltre), è una leva potentissima per trasformare il settore delle costruzioni. Ci permette di costruire in modo più efficiente, riducendo tempi e costi grazie a simulazioni e clash detection, e più sostenibile, aiutandoci a fare scelte consapevoli sui materiali per ridurre la nostra impronta di carbonio. Certo, ci sono sfide da superare, soprattutto legate all’adozione diffusa e all’integrazione fin dalle prime fasi progettuali, ma i benefici sono troppo grandi per essere ignorati. Il futuro dell’edilizia è digitale, collaborativo e sostenibile, e il BIM è senza dubbio uno dei protagonisti principali di questa rivoluzione.

Fonte: Springer

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