Podio di una gara di staffetta di biathlon, atleti uomini e donne insieme che festeggiano con le medaglie, teleobiettivo 135mm, profondità di campo ridotta per isolare gli atleti felici dallo sfondo sfocato della folla e delle bandiere, luce naturale invernale.

Biathlon Staffetta: Uomini vs Donne – Cosa Decide Davvero la Vittoria?

Ciao a tutti, appassionati di sport invernali e non! Oggi voglio portarvi con me nel cuore pulsante di una delle discipline più affascinanti e complesse: il biathlon, e in particolare nella sua versione a squadre, la staffetta. Sapete, quella gara adrenalinica dove non conta solo il singolo, ma l’unione di quattro atleti che lottano per la stessa bandiera. Ma vi siete mai chiesti cosa fa davvero la differenza tra salire sul podio e rimanere indietro? Cosa distingue i team di vertice da quelli che inseguono? Bene, ho messo le mani su uno studio recente che ha provato a svelare questi segreti, analizzando le performance nelle staffette maschili e femminili. E credetemi, i risultati sono intriganti!

Cos’è la Staffetta nel Biathlon? Un Mix Esplosivo

Prima di tuffarci nei dati, rinfreschiamoci la memoria. La staffetta di biathlon è una gara di squadra. Quattro atleti per nazione, dello stesso sesso, si danno il cambio. Si parte tutti insieme (mass start per il primo frazionista), poi le frazioni successive assomigliano più a un inseguimento. Ogni atleta percorre un tot di chilometri sugli sci (solitamente 6 km per le donne, 7.5 km per gli uomini, divisi in tre giri) e affronta due sessioni di tiro, una a terra (prone) e una in piedi (standing). La particolarità? Al poligono, se sbagli un bersaglio, hai a disposizione tre ricariche manuali per provare a correggerlo. Se anche con le ricariche rimangono bersagli mancati, devi percorrere un giro di penalità (circa 150 metri) per ogni errore. Capite bene che qui entrano in gioco non solo la velocità sugli sci (il tempo impiegato sul percorso, chiamato Course Time o CT) ma anche l’efficienza e la precisione al poligono. Quest’ultima si misura con il tempo passato nell’area del poligono (Range Time o RT, che include anche il tempo materiale di sparo), il numero di ricariche usate (Number of Shots o NS, oltre i 5 obbligatori per sessione) e il numero di giri di penalità (Number of Penalty Loops o NPL), che ovviamente incidono sul tempo finale (Penalty Time o PT). Insomma, un equilibrio delicatissimo!

Lo Studio: Numeri alla Mano per Capire Chi Vince

I ricercatori hanno preso i dati ufficiali dell’IBU (International Biathlon Union) di due stagioni complete (2020-2022), analizzando 12 gare di Coppa del Mondo per le donne e altrettante per gli uomini. Hanno considerato tutte le squadre classificate dal 1° al 20° posto, dividendole poi in tre gruppi:

  • G3: Le squadre sul podio (1°-3° posto)
  • G10: Le squadre subito dietro (4°-10° posto)
  • G20: Le squadre dalla 11ª alla 20ª posizione

L’obiettivo era confrontare i vari parametri (tempo totale, tempo di frazione LT, tempo sugli sci CT, tempo al poligono RT, tempo di penalità PT, numero di colpi NS, numero di giri di penalità NPL) tra questi gruppi, sia per la gara intera che per ogni singola frazione (1, 2, 3 e 4).

Atleta di biathlon maschile che scia ad alta velocità su una pista innevata, ripreso lateralmente con un teleobiettivo zoom 300mm, fast shutter speed per congelare il movimento della neve sollevata dagli sci, action tracking attivo, luce invernale brillante.

Risultati Generali: Chi Resta Indietro, Paga Dazio Ovunque

Una prima conferma, forse prevedibile ma importante: le squadre del gruppo G20 (quelle dal 11° al 20° posto) sono significativamente più lente delle prime (G3 e G10) in quasi tutto. Hanno tempi totali più alti, tempi sugli sci (CT) più lunghi e tempi al poligono (RT) maggiori. Spesso accumulano anche più penalità (PT, NPL) e usano più ricariche (NS). Questo vale sia per le donne che per gli uomini. Fin qui, nessuna sorpresa: per stare davanti, devi essere forte sia sugli sci che al poligono. Ma la parte succosa arriva quando si confrontano i top team (G3) con quelli immediatamente a ridosso (G10). Qui le differenze si assottigliano e diventano più specifiche.

Donne: La Differenza si Fa al Poligono (Soprattutto in Frazioni Chiave)

Ed ecco il primo risultato davvero interessante che emerge dallo studio per quanto riguarda le donne. Cosa distingue le squadre da podio (G3) da quelle tra il 4° e il 10° posto (G10)? Non tanto la velocità pura sugli sci, quanto la performance al poligono, e in particolare il Range Time (RT). Nello specifico, le donne del gruppo G10 perdono terreno rispetto alle G3 soprattutto a causa di un RT più lungo nella seconda e quarta frazione. Questo significa che le atlete delle squadre top non solo sono precise, ma sono anche più veloci nell’intera sequenza di tiro (entrare in piazzola, sparare, usare eventuali ricariche, uscire). Pensateci: ogni secondo perso al poligono è un secondo che devi recuperare faticosamente sugli sci. In gare combattute, un poligono rapido ed efficace, specialmente nelle frazioni centrali e finali, può fare tutta la differenza del mondo tra una medaglia e un piazzamento. Lo studio suggerisce che proprio in queste frazioni (2 e 4), dove magari c’è più pressione o più traffico al poligono simile a una mass start o pursuit, la capacità di gestire la situazione rapidamente diventa cruciale per le donne.

Poligono di tiro del biathlon, visuale dall'alto con diversi atleti in posizione di tiro prona e in piedi, obiettivo grandangolare 24mm per catturare l'ampiezza della scena, focus nitido su tutta l'area, giornata di sole invernale.

Uomini: Gambe d’Acciaio nelle Frazioni Finali

E per gli uomini? La storia cambia leggermente. Sebbene anche per loro il poligono sia fondamentale, il fattore che più discrimina le squadre da podio (G3) da quelle subito dietro (G10) sembra essere la velocità sugli sci (CT), in particolare nella terza e quarta frazione. Nelle prime due frazioni, i tempi sugli sci e al poligono tra G3 e G10 sono spesso simili. Anzi, a volte le squadre G10 sembrano tenere il passo sugli sci, forse anche grazie al fenomeno del *drafting* (la scia) quando i gruppi sono compatti. Ma è nella seconda metà di gara che i G3 maschili mettono il turbo. Gli atleti delle squadre top riescono a mantenere o incrementare un ritmo sugli sci insostenibile per gli avversari del gruppo G10 proprio nelle frazioni decisive. Questo suggerisce che per gli uomini, avere frazionisti con una capacità aerobica e una potenza sugli sci superiore nella terza e quarta parte della staffetta sia l’elemento chiave per puntare alla vittoria. Anche se la precisione al tiro rimane importante (i G10 usano mediamente qualche ricarica in più anche nelle frazioni finali), non è tanto il tempo perso al poligono (RT) a creare il divario principale, quanto proprio il tempo impiegato a sciare (CT).

Precisione Sì, Ma Non Basta (Soprattutto se Sei Lento)

Un aspetto interessante sottolineato dallo studio è che, in generale, la differenza nel numero di ricariche (NS) tra i gruppi G3, G10 e G20 non è abissale. Si parla di 2-3 colpi extra in totale tra i migliori (G3) e gli altri. Tuttavia, ogni ricarica costa tempo (circa 6-7 secondi) e se devi anche fare un giro di penalità (altri 20-25 secondi), il distacco si accumula rapidamente. Per le donne G10, il problema sembra essere non solo qualche errore in più, ma proprio un tempo complessivo al poligono (RT) più lungo rispetto alle G3, quasi 30 secondi in più in totale! Per gli uomini G10, invece, l’RT totale è solo leggermente più alto delle G3 (circa 8 secondi), nonostante usino un paio di ricariche in più. Questo rafforza l’idea: le donne top vincono grazie all’efficienza al poligono (RT), gli uomini top grazie alla potenza sugli sci (CT) nelle fasi finali.

Dettaglio macro di un bersaglio da biathlon appena colpito, con il disco nero che si chiude, obiettivo macro 100mm, high detail, precise focusing sul meccanismo del bersaglio, sfondo innevato sfocato.

Strategie di Squadra: Un Puzzle Complesso

Cosa ci portiamo a casa da tutto questo? Che per allenatori e direttori tecnici, comporre la squadra di staffetta e decidere l’ordine dei frazionisti è un vero rompicapo strategico. Non basta sommare le performance individuali. Bisogna considerare queste dinamiche specifiche della staffetta.

  • Per le donne, potrebbe essere cruciale schierare atlete particolarmente rapide ed efficaci al poligono (basso RT) nella seconda e quarta frazione.
  • Per gli uomini, assicurarsi di avere gli “sciatori” più potenti e resistenti nella terza e quarta frazione potrebbe essere la chiave per l’attacco decisivo o per difendere un vantaggio.

Ovviamente, l’ideale è avere atleti completi, ma queste indicazioni possono aiutare a ottimizzare la formazione in base alle caratteristiche specifiche dei propri biatleti. E non dimentichiamo che i risultati delle staffette contribuiscono anche al punteggio per Nazioni, che determina quanti atleti ogni nazione può schierare nelle gare individuali. Quindi, fare bene in staffetta ha un valore doppio!

Insomma, la prossima volta che guarderete una staffetta di biathlon, fateci caso: osservate i tempi al poligono delle donne nelle frazioni 2 e 4, e i tempi sugli sci degli uomini nelle frazioni 3 e 4. Potreste scovare proprio lì il segreto della vittoria o della sconfitta! È affascinante vedere come uno sport che unisce sforzo fisico estremo e precisione millimetrica abbia dinamiche così diverse tra uomini e donne quando si gareggia in squadra.

Fonte: Springer

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