Primo piano di una bilancia medica tradizionale con sopra un fagottino che simboleggia un neonato, messa a fuoco selettiva sulla lettura del peso (sotto i 2.5kg), ambiente di una clinica essenziale in un paese a basso reddito, luce soffusa, obiettivo 50mm prime, profondità di campo per isolare la bilancia.

Nascere Sottopeso: Un Viaggio Scioccante in 44 Paesi tra Disparità e Speranze

Ragazzi, oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero colpito e che riguarda i più piccoli e vulnerabili tra noi: i neonati. Mi sono imbattuto in uno studio imponente, basato sui dati raccolti tra il 2015 e il 2022 in ben 44 paesi a basso e medio reddito (LMICs), che getta una luce cruda su un problema enorme: il basso peso alla nascita (Low Birth Weight – LBW). Parliamo di quei bimbi che vengono al mondo pesando meno di 2500 grammi. Perché è importante? Perché questo fattore è una delle cause principali di malattia e mortalità proprio nei primissimi giorni di vita, contribuendo, pensate un po’, all’80% delle morti neonatali in queste aree del mondo. Fino ad ora, mancava una visione d’insieme così ampia, che mettesse a confronto regioni e sotto-regioni diverse. Questo studio, analizzando i dati di quasi 344.000 nascite, ci offre proprio questo. E i risultati, ve lo dico subito, fanno riflettere.

Un Quadro Globale: I Numeri del Basso Peso alla Nascita

Allora, tenetevi forte: la prevalenza complessiva del basso peso alla nascita in questi 44 paesi è del 13,7%. Sembra “solo” un numero, ma significa che quasi 14 bambini su 100 nascono già in condizioni di svantaggio. Ma la cosa che salta subito all’occhio sono le enormi differenze tra paesi e regioni.
Guardando alle macro-regioni:

  • L’Asia mostra la situazione più critica, con una media del 16% di nati sottopeso.
  • Seguono America Latina, Caraibi ed Europa (i paesi inclusi nello studio) con l’11,5%.
  • L’Africa, sorprendentemente forse per alcuni, registra la media più bassa, al 9,5%.

Ma attenzione, queste sono medie. Se andiamo a vedere i singoli paesi, le forbici si allargano tantissimo. Troviamo situazioni drammatiche come in Mauritania (25%), Pakistan (22,8%), India (17,7%), Haiti (17,1%) e Giordania (16,6%). Dall’altra parte della medaglia, ci sono paesi con tassi molto più contenuti, come Sierra Leone (4,8%), Albania (4,9%), Armenia (5,7%) e Cambogia (6,1%). Queste differenze ci dicono che il contesto conta, eccome!

Un Leggero Calo, Ma la Strada è Lunga

Lo studio ha anche provato a vedere se le cose stiano migliorando nel tempo, analizzando i dati anno per anno dal 2015 al 2022. E una buona notizia, seppur timida, c’è: la prevalenza del basso peso alla nascita è scesa complessivamente dall’11,4% al 9,5% in questo periodo di otto anni. Tuttavia, e qui casca l’asino, non si osserva un trend costante. Ci sono stati alti e bassi, con aumenti in certi periodi (ad esempio tra il 2020 e il 2021). Questo significa che, nonostante qualche progresso, non possiamo ancora cantare vittoria. Anzi, bisogna capire perché il miglioramento non sia lineare e costante ovunque. Anche il peso eccessivo alla nascita (macrosomia) ha mostrato un calo generale, ma con fluttuazioni ancora più marcate, specialmente negli ultimi anni analizzati.

Fotografia macro di una minuscola mano di neonato che stringe delicatamente un dito adulto, illuminazione controllata, messa a fuoco precisa sui dettagli della pelle, obiettivo macro 90mm, colori caldi e tenui per trasmettere vulnerabilità e speranza.

Ma Perché Accade? I Fattori Chiave

Ed eccoci al cuore della questione: cosa determina se un bambino nascerà o meno sottopeso? Lo studio ha usato analisi statistiche sofisticate (modelli multilivello, per i più tecnici) per identificare i fattori associati a questo rischio. E i risultati confermano quanto le condizioni della madre e del suo contesto siano cruciali. Vediamo i punti salienti:

  • Assicurazione Sanitaria: Non averla aumenta del 12% le probabilità di avere un figlio sottopeso. L’accesso alle cure, anche economicamente, fa la differenza.
  • Ricchezza Familiare: Appartenere a famiglie povere aumenta il rischio del 15% rispetto a quelle più ricche. La povertà impatta sulla nutrizione, sull’accesso alle cure, sullo stress… un mix micidiale.
  • Età Materna: Le mamme più giovani (sotto i 25 anni, secondo i gruppi dello studio) hanno un rischio leggermente maggiore (+11%) rispetto a quelle tra 25 e 34 anni.
  • Accesso alle Strutture Sanitarie: Se la distanza o la difficoltà nel raggiungere un centro medico è percepita come un “grosso problema” dalla madre, il rischio di LBW sale del 15%.
  • Istruzione Materna: Questo è un fattore potentissimo. Rispetto alle madri con istruzione superiore, il rischio aumenta drasticamente per chi non ha istruzione formale (+47%), ha solo istruzione primaria (+31%) o secondaria (+22%). L’istruzione dà consapevolezza, accesso a informazioni, migliori opportunità.
  • Sesso del Neonato: Le femminucce hanno una probabilità maggiore (+30%) di nascere sottopeso rispetto ai maschietti. Questo sembra legato a differenze biologiche nei tassi di crescita fetale.
  • Cure Prenatali (ANC): Non ricevere visite prenatali adeguate aumenta il rischio del 35%. Queste visite sono fondamentali per monitorare la gravidanza e intervenire precocemente. Anche il numero di visite conta: meno visite, più rischio.
  • Supplementazione di Ferro: Non assumere integratori di ferro e acido folico durante la gravidanza (quando raccomandato) aumenta il rischio del 26%. La carenza di ferro può compromettere l’ossigenazione e la crescita del feto.
  • Parità (Numero di figli precedenti): Qui il dato è interessante. Le madri al primo figlio (primipare) hanno un rischio più alto di LBW rispetto alle pluripare. Tuttavia, il rischio di peso eccessivo (macrosomia) tende ad aumentare con il numero di gravidanze.

Questi fattori non agiscono isolatamente, ma spesso si intrecciano, creando una rete complessa di rischi, specialmente per le donne più svantaggiate.

Ritratto di una giovane madre in una clinica rurale in un paese a basso reddito, guarda con speranza fuori campo, luce naturale morbida che entra da una finestra, profondità di campo ridotta, obiettivo 35mm, stile documentaristico ma empatico, bianco e nero con leggero viraggio seppia.

Cosa Possiamo Imparare? Verso un Futuro Migliore

Questo studio ci sbatte in faccia una realtà complessa: il basso peso alla nascita è un problema enorme e diffuso nei paesi a basso e medio reddito, con differenze geografiche marcate. Se da un lato c’è stato un leggero miglioramento negli ultimi anni, la strada è ancora terribilmente lunga e il percorso non è lineare.
La cosa più importante che emerge, a mio avviso, è che molti dei fattori di rischio identificati sono modificabili. Possiamo e dobbiamo agire su:

  • Migliorare l’accesso all’istruzione per le ragazze e le donne.
  • Garantire una copertura sanitaria universale o comunque facilitare l’accesso economico alle cure.
  • Potenziare i servizi di assistenza prenatale, assicurando visite regolari e supplementazione nutrizionale (come il ferro).
  • Affrontare le disuguaglianze socioeconomiche che lasciano indietro le famiglie più povere.
  • Ridurre le barriere fisiche all’accesso alle strutture sanitarie.

Servono interventi mirati, specifici per ogni contesto, che tengano conto delle enormi variazioni regionali e nazionali. Ridurre il basso peso alla nascita non significa solo salvare vite nell’immediato, ma anche investire nella salute futura di intere generazioni, dato che il LBW è associato a problemi di salute anche in età adulta. Insomma, c’è tanto lavoro da fare, ma sapere dove e come intervenire è il primo, fondamentale passo.

Fonte: Springer

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *