Metalli Pesanti nell’Orto? BAPPET Rivela la Verità Nascosta nei Nostri Ortaggi
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore e che, scommetto, interessa anche molti di voi: l’agricoltura urbana e i nostri amati orti domestici. Che bello coltivare le proprie verdure, vero? Un modo fantastico per riconnettersi con la natura, mangiare sano e magari risparmiare qualcosina. Ma… c’è un “ma”. Soprattutto se viviamo in città o nelle sue vicinanze, dobbiamo fare i conti con un ospite indesiderato: l’inquinamento.
Avete mai pensato che quel terreno che curate con tanto amore potrebbe nascondere tracce di metalli pesanti? Non voglio fare allarmismo, ma è una realtà con cui dobbiamo confrontarci. Traffico, riscaldamento, vecchie industrie, persino alcuni fertilizzanti o l’acqua di irrigazione possono contribuire a contaminare il suolo dove crescono le nostre lattughe, i nostri pomodori, le nostre carote. E il rischio, ovviamente, è che questi elementi finiscano dritti dritti nel nostro piatto.
Ma come facciamo a sapere se i nostri ortaggi sono sicuri?
Ecco, è qui che entra in gioco uno strumento potentissimo di cui voglio raccontarvi oggi: il dataset BAPPET. No, non è il nome di un nuovo supereroe (anche se un po’ lo è!), ma l’acronimo di “BAse de données sur la contamination des Plantes Potagères par les Eléments Traces métalliques”, che tradotto suona più o meno come “Dataset sulla contaminazione delle colture da orto da parte di elementi metallici in traccia” (MTE).
Immaginate una gigantesca biblioteca digitale, nata nel 2007 e aggiornata più volte (l’ultima nel 2023!), che raccoglie i risultati di centinaia e centinaia di studi scientifici da tutto il mondo (ben 65 paesi!) proprio su questo tema. Parliamo di oltre 528 pubblicazioni analizzate, tra articoli scientifici peer-reviewed e quella che viene chiamata “letteratura grigia” (report tecnici, tesi, ecc.). Un lavoro immenso!
Un Tesoro di Dati a Portata di Click
Dentro BAPPET c’è un vero tesoro di informazioni. Non solo le concentrazioni di ben 14 diversi metalli in traccia (tra cui i più “famosi” come piombo, cadmio, arsenico, mercurio, ma anche nichel, cromo, zinco e altri) trovate nelle parti commestibili di 90 specie di piante comunemente coltivate negli orti (dalle verdure a foglia a quelle da frutto, radici, tuberi, legumi, erbe aromatiche…).
Ma c’è molto di più! Il dataset descrive anche:
- Le caratteristiche del terreno di coltivazione (pH, materia organica, argilla, sabbia, limo, capacità di scambio cationico – tutti fattori che influenzano quanto i metalli sono “disponibili” per le piante).
- Le concentrazioni degli stessi metalli trovate nel suolo, nell’acqua di irrigazione o perfino nell’aria.
- Il contesto sperimentale: coltivazione in campo aperto, in vaso, al chiuso? In ambiente urbano, industriale, agricolo?
- Le possibili fonti della contaminazione (traffico, industrie, pratiche agricole?).
- Dettagli sulla pianta: la specie esatta, la varietà, lo stadio di raccolta, se era matura, come è stata preparata prima dell’analisi (lavata? sbucciata?).
- I metodi di analisi utilizzati negli studi originali.
In pratica, ogni riga del dataset (e ce ne sono oltre 29.000!) rappresenta una singola analisi, descritta da ben 69 parametri diversi. Un livello di dettaglio pazzesco, che permette di fare confronti molto precisi.

Come Nasce e Cresce BAPPET
Creare e mantenere aggiornato un dataset del genere non è uno scherzo. Pensate che per l’ultimo aggiornamento sono stati vagliati oltre 16.000 articoli pubblicati in 10 anni! C’è un processo di selezione molto rigoroso: si includono solo studi su piante da orto (con l’eccezione del mais dolce), che analizzino almeno uno dei 14 MTE target, condotti su suolo (non idroponica pura), che riportino dati di concentrazione sia nella pianta (parte edibile) sia nel suolo (o almeno un fattore di bioconcentrazione), specificando se i dati sono su peso fresco o secco. Niente miscugli di specie o dati modellistici puri.
Questo rigore garantisce che i dati siano confrontabili e affidabili. E la cosa bella è che BAPPET è liberamente accessibile! Lo trovate sul portale open data dell’ADEME (l’Agenzia Francese per la Transizione Ecologica, che ne ha curato lo sviluppo) e su “Recherche Data Gouv”, una piattaforma di dati aperti che rispetta i principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), cioè dati facili da trovare, accessibili, interoperabili e riutilizzabili.
Perché BAPPET è Così Importante?
Ma a cosa serve, in pratica, tutta questa fatica? Beh, BAPPET è una risorsa preziosissima per diversi motivi:
- Permette a chi fa diagnosi ambientali (ad esempio, analizzando il terreno di un nuovo orto comunitario) di confrontare i propri risultati con un’enorme mole di dati internazionali, capendo meglio il livello di rischio.
- Fornisce dati fondamentali per costruire e validare modelli matematici che prevedano come i metalli si trasferiscono dal suolo alle piante. Questi modelli sono essenziali per valutare i rischi per la salute umana legati al consumo di ortaggi coltivati in aree potenzialmente contaminate.
- Aiuta ricercatori, agronomi, amministratori pubblici e persino noi cittadini più consapevoli a prendere decisioni informate sulla sicurezza alimentare legata all’agricoltura urbana.
In sostanza, ci aiuta a goderci i benefici dell’agricoltura urbana (cibo fresco, socialità, verde in città) minimizzando i potenziali rischi.
Qualità e Futuro
La qualità dei dati è garantita dal processo di peer-review per gli articoli scientifici e dal fatto che la “letteratura grigia” proviene da istituzioni pubbliche o aziende specializzate che seguono linee guida rigorose. Per evitare errori, l’inserimento dati avviene tramite form specifici e, quando possibile, si usano strumenti automatici per estrarre i numeri dai PDF o digitalizzare i grafici (come il tool online WebPlotDigitizer).
E il futuro? BAPPET non si ferma! Sono previsti aggiornamenti regolari per integrare le nuove scoperte scientifiche e, si spera, aumentare i dati disponibili per alcuni metalli oggi meno rappresentati come l’antimonio (Sb), il mercurio (Hg) o il selenio (Se).
Insomma, BAPPET è un esempio brillante di come la raccolta e la condivisione strutturata di dati scientifici possano diventare uno strumento concreto per affrontare sfide complesse come la sicurezza alimentare nelle nostre città in continua evoluzione. Un alleato silenzioso ma fondamentale per i nostri orti e la nostra salute!
Fonte: Springer
