Immagine concettuale che mostra un ponte digitale luminoso che collega uno skyline urbano futuristico a un villaggio rurale cinese tradizionale, ma il ponte presenta delle crepe o delle sezioni più strette verso la parte rurale, simboleggiando il divario. Fotografia paesaggistica, obiettivo grandangolare 18mm, lunga esposizione per scie luminose, messa a fuoco nitida su entrambi gli estremi, atmosfera crepuscolare.

Banda Larga in Cina: Un Ponte Verso il Futuro o un Divario Più Profondo? La Sorprendente Verità sulla Disuguaglianza

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi ha davvero fatto riflettere: la tecnologia, la sua promessa di unire il mondo e, a volte, i suoi effetti inaspettati. Nello specifico, ci tufferemo in Cina e nella sua ambiziosa politica “Broadband China” (BC). L’idea era semplice e nobile: portare la banda larga ovunque, soprattutto nelle aree rurali, per ridurre le distanze, creare opportunità e, si sperava, diminuire il divario di reddito tra città e campagna. Ma le cose sono andate davvero così? Tenetevi forte, perché quello che abbiamo scoperto potrebbe sorprendervi.

La Grande Scommessa Cinese sulla Banda Larga

Nel 2013, il governo cinese ha lanciato la strategia “Broadband China”. L’obiettivo? Portare l’infrastruttura di banda larga del paese al livello delle nazioni più sviluppate entro il 2020. Un’enfasi particolare è stata posta sulle aree rurali, con l’obiettivo di coprire oltre il 98% delle famiglie. Sembrava la ricetta perfetta per colmare quel divario economico e sociale che spesso affligge i grandi paesi, un passo importante anche verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Per dare gambe a questa strategia, a partire dal 2014 sono state designate delle “città dimostrative” (Demonstration Cities). Queste città, scelte per la loro solida base tecnologica e progetti chiari, avrebbero ricevuto supporto prioritario per accelerare la costruzione dell’infrastruttura. L’idea era creare dei modelli da seguire. Noi ricercatori abbiamo usato proprio queste città pilota come una sorta di “gruppo di trattamento” per capire l’impatto reale della policy, confrontandole con le città che non facevano parte del programma. Abbiamo analizzato i dati di 245 città cinesi dal 2011 al 2021, usando un metodo statistico chiamato “difference-in-differences” multi-periodo, che ci permette di isolare l’effetto della politica nel tempo.

Il Risultato Inatteso: Il Divario si Allarga

E qui arriva la doccia fredda. Contrariamente alle aspettative e agli obiettivi dichiarati, i nostri risultati indicano che la politica “Broadband China” ha, di fatto, ampliato il divario di reddito tra aree urbane e rurali. Sì, avete letto bene. Anche dopo aver fatto numerosi test di robustezza (controllando per altre politiche, usando diverse misure del divario, escludendo le grandi metropoli, usando tecniche statistiche più avanzate come il PSM-DID), il risultato è rimasto solido: il divario è aumentato nelle città pilota rispetto alle altre.

Grafico stilizzato che mostra due linee di reddito divergenti (una urbana in crescita rapida, una rural in crescita lenta) su uno sfondo high-tech cinese. Obiettivo prime 35mm, profondità di campo ridotta per focalizzare sulle linee, duotone blu e grigio per un look moderno e analitico.

Ma come è possibile? La banda larga non dovrebbe creare opportunità per tutti? La teoria suggerisce due possibili strade: o la banda larga riduce il divario, abbassando i costi per gli agricoltori e aprendo nuovi mercati, oppure lo allarga, perché le aree urbane, già più avanti economicamente e tecnologicamente, sono in grado di sfruttare molto meglio e più velocemente i benefici della nuova infrastruttura. Sembra che, almeno nella fase analizzata, sia prevalsa questa seconda dinamica. Le città, con la loro base economica più forte, hanno capitalizzato di più sui dividendi digitali rispetto alle campagne.

Ma Come è Successo? I Meccanismi Nascosti

Per capire meglio il perché di questo risultato controintuitivo, siamo andati a scavare più a fondo, cercando di identificare i “meccanismi” attraverso cui la politica BC ha influenzato il divario. Abbiamo scoperto quattro canali principali:

  • Innovazione: La banda larga stimola l’innovazione, ma questo sembra avvenire in misura maggiore nelle aree urbane, dove ci sono più imprese high-tech, centri di ricerca e capitale umano qualificato.
  • Imprenditorialità: Similmente, la connettività favorisce la nascita di nuove imprese. Sebbene ci siano opportunità anche nelle aree rurali (e-commerce rurale, agritech), il tessuto imprenditoriale urbano sembra aver reagito con maggiore vigore.
  • Finanza Digitale Inclusiva: Lo sviluppo di servizi finanziari digitali (pagamenti online, prestiti, ecc.) è stato accelerato dalla banda larga. Anche qui, l’adozione e l’impatto potrebbero essere stati maggiori nelle città.
  • Sviluppo dell’Industria dell’Informazione: La politica ha ovviamente dato una spinta all’intero settore ICT (Information and Communication Technology), che è prevalentemente concentrato nelle aree urbane.

In pratica, la banda larga ha funzionato come un catalizzatore, ma ha accelerato di più chi era già in corsa, ovvero le aree urbane. Questo non significa che le aree rurali non abbiano beneficiato, ma il loro guadagno relativo è stato inferiore, portando ad un allargamento del gap.

Non Tutta la Cina è Uguale: Le Differenze Regionali

Un altro aspetto interessante emerso è che l’impatto non è stato uniforme in tutto il paese. Abbiamo notato una eterogeneità regionale significativa. Ad esempio, l’effetto di ampliamento del divario è risultato più marcato nelle province orientali, quelle storicamente più sviluppate e con una maggiore propensione all’innovazione. Analizzando specifici agglomerati urbani, abbiamo visto che il divario si è allargato molto nel Pearl River Delta City Group, mentre l’effetto è stato meno pronunciato nello Yangtze River Delta City Group. Questo suggerisce che il contesto locale, il livello di sviluppo preesistente e le specificità economiche giocano un ruolo cruciale nel determinare l’esito della politica.

Mappa stilizzata della Cina che evidenzia le regioni orientali e i delta dei fiumi principali con diverse intensità di colore per rappresentare il divario di reddito. Fotografia paesaggistica, obiettivo grandangolare 20mm, messa a fuoco nitida su tutta la mappa, colori vibranti ma con contrasti evidenti tra le aree.

Una Speranza all’Orizzonte: La Sinergia tra Politiche

Ma non tutto è perduto! C’è un aspetto molto importante e, direi, positivo che è emerso dalla nostra analisi. Abbiamo verificato se altre politiche nazionali, implementate più o meno nello stesso periodo, avessero interagito con la “Broadband China”. In particolare, abbiamo guardato a:

  • La politica sulle “Città Dimostrative Nazionali per l’E-commerce”.
  • La politica sulle “Città Pilota Nazionali per il Consumo di Informazione”.
  • La politica pilota sulla “Cooperazione Finanza-Tecnologia”.

Ebbene, abbiamo scoperto che quando la politica “Broadband China” veniva implementata in città che erano anche pilota per queste altre iniziative, l’effetto di ampliamento del divario veniva significativamente mitigato. In altre parole, queste politiche hanno creato una sinergia positiva! L’e-commerce, il consumo di informazioni e il supporto finanziario all’innovazione tecnologica sembrano aiutare a distribuire i benefici della banda larga in modo più equo, favorendo anche le aree rurali o i segmenti meno avvantaggiati della popolazione urbana. Questo è un risultato fondamentale: dimostra che non basta costruire l’infrastruttura, ma bisogna accompagnarla con politiche mirate che ne facilitino l’uso produttivo e inclusivo.

Cosa ci Insegna Questa Storia?

Questa ricerca sulla “Broadband China” ci lascia con alcune lezioni importanti, non solo per la Cina ma potenzialmente per qualsiasi paese che investe nella digitalizzazione.

Primo: Non dare per scontato che la tecnologia risolva automaticamente le disuguaglianze. Anzi, senza un’attenzione specifica, può addirittura acuirle, almeno nel breve-medio termine. L’infrastruttura è necessaria, ma non sufficiente.

Secondo: Il contesto locale è tutto. Le politiche “taglia unica” funzionano raramente. Bisogna adattare gli interventi alle reali necessità e capacità dei territori, specialmente quando si tratta di colmare divari storici come quello tra città e campagna.

Terzo: L’importanza della sinergia. Coordinare diverse politiche (infrastrutture, e-commerce, finanza, innovazione, formazione) è cruciale per massimizzare gli impatti positivi e minimizzare quelli negativi. Costruire ponti digitali richiede anche la costruzione di ponti tra diverse aree di policy.

Quarto: Bisogna supportare attivamente l’innovazione e l’imprenditorialità, soprattutto nelle aree rurali, affinché possano davvero agganciare le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Servono servizi finanziari digitali accessibili, formazione e un ambiente favorevole.

Insomma, la strada verso un futuro digitale equo è complessa. La politica “Broadband China” ha sicuramente modernizzato il paese, ma ci ricorda che il progresso tecnologico deve essere guidato con saggezza per assicurarsi che nessuno rimanga indietro. È una sfida continua, ma capire queste dinamiche è il primo passo per affrontarla al meglio.

Fonte: Springer

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