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Genitori Attivi, Genitori Più Sicuri? Scopriamo Insieme Cosa Dice la Scienza!

Ammettiamolo, fare i genitori è la maratona più bella e faticosa del mondo. Tra pannolini, notti insonni, capricci e la costante preoccupazione per il benessere dei nostri pargoli, a volte ci sentiamo come giocolieri con troppe palline in aria. E in questo turbinio, quanto conta sentirsi sicuri delle proprie capacità genitoriali? Tantissimo, ve lo assicuro! Ma cosa può darci quella spinta di fiducia in più? Forse, e dico forse, la risposta potrebbe essere più vicina (e più movimentata) di quanto pensiamo: l’attività fisica.

Sì, avete capito bene! Mi sono imbattuto in uno studio australiano davvero interessante che ha provato a indagare proprio questo: esiste un legame tra quanto i genitori si muovono e quanto si sentono sicuri nel loro ruolo? Una domanda che, da genitore che cerca di incastrare una corsetta tra un impegno e l’altro, mi ha subito incuriosito.

L’attività fisica: un’alleata contro lo stress genitoriale?

Sappiamo tutti che fare sport fa bene al corpo e alla mente. Aiuta a scaricare lo stress, e chi più di un genitore ha bisogno di allentare la tensione? Spesso, però, presi dalla routine e dalle responsabilità familiari, finiamo per adottare comportamenti sedentari: più tempo sul divano davanti alla TV, pasti veloci e poco sani, e magari qualche sigaretta o bicchiere di troppo per “rilassarci”. Strategie che, alla lunga, non solo non aiutano, ma possono peggiorare la situazione e influire negativamente anche sul rapporto con i nostri figli.

Ma c’è un’altra faccia della medaglia: l’attività fisica come meccanismo proattivo per gestire lo stress. E se, oltre a farci sentire meno stressati, ci rendesse anche genitori più sicuri? La “parenting confidence”, ovvero la fiducia nelle proprie capacità di supportare la crescita e lo sviluppo dei figli, è un fattore chiave. Genitori più sicuri tendono ad avere meno ansia, un maggior benessere generale e ad adottare pratiche genitoriali più efficaci. Sembra un circolo virtuoso, no?

Lo studio australiano: cosa hanno scoperto?

I ricercatori australiani hanno coinvolto un bel gruppo di genitori, per la precisione 1481 (in stragrande maggioranza mamme, ma anche un gruppetto di papà), con figli piccoli tra i 18 e i 35 mesi. Hanno misurato la loro attività fisica in due modi: con un dispositivo elettronico (un accelerometro, tipo un contapassi super avanzato) indossato per otto giorni, e chiedendo direttamente ai genitori quanto movimento “energico” (quello che fa venire il fiatone, per intenderci) facevano in una settimana tipo. Poi, hanno valutato la loro fiducia genitoriale, sia in generale sia specificamente riguardo alla capacità di promuovere l’attività fisica nei propri figli.

I risultati? Beh, preparatevi a qualche sorpresa, soprattutto se siete mamme!

Mamme sprint: l’attività fisica auto-dichiarata fa la differenza

Per le mamme, è emerso un legame interessante: quelle che riferivano di fare più attività fisica si sentivano anche più sicure sia in generale come genitrici, sia specificamente nel promuovere il movimento nei loro bambini. Attenzione, ho detto “riferivano”, perché la cosa curiosa è che questo legame non è stato trovato quando si considerava l’attività fisica misurata oggettivamente dall’accelerometro.

Cosa significa? Che per le mamme, forse, conta molto la percezione di essere attive. Magari l’accelerometro registra anche i movimenti fatti per le faccende domestiche o giocando con i figli, attività che una mamma potrebbe non considerare “vero” sport. Se una mamma sente di aver rinunciato alla palestra o alla sua corsetta abituale per dedicarsi alla famiglia, potrebbe percepirsi come meno attiva, anche se di fatto si muove parecchio. E questa percezione sembra influenzare la sua fiducia.

Un altro dato interessante: le mamme, in questo studio, tendevano a sottostimare la loro attività fisica rispetto ai dati dell’accelerometro. Un po’ il contrario di quello che si pensa di solito, ovvero che tendiamo a sovrastimare quanto ci muoviamo!

Le mamme che si percepivano più attive mostravano maggiore fiducia soprattutto nella loro capacità di gestire i problemi genitoriali (self-management) e nel sentirsi autonome nel risolverli (self-sufficiency). Insomma, sentirsi attive sembra dare una marcia in più!

Una giovane madre sorridente e piena di energia che gioca attivamente con il suo bambino in un salotto luminoso e accogliente. La scena trasmette gioia e connessione. Prime lens, 35mm, depth of field, colori naturali e caldi.

E i papà? Un quadro un po’ diverso

Per i papà, la situazione è apparsa meno chiara. Lo studio non ha trovato associazioni significative tra la loro attività fisica (né quella auto-riferita, né quella misurata) e la fiducia genitoriale generale o specifica per l’attività fisica. C’era un piccolo barlume: i papà che risultavano più attivi secondo l’accelerometro mostravano una maggiore auto-efficacia, cioè si sentivano più capaci di superare i problemi genitoriali. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che il campione di papà era piuttosto piccolo, quindi questi risultati vanno presi con le pinze. Servirebbero più studi con più papà coinvolti per capire meglio.

Un dato emerso è che i papà, in media, erano più attivi delle mamme (sia secondo i dispositivi che secondo quanto da loro dichiarato) e, a differenza delle mamme, non sottostimavano il loro livello di attività fisica. Forse perché l’attività dei papà è più spesso legata a sport strutturati, più facili da quantificare?

Inoltre, i papà hanno mostrato punteggi leggermente più bassi delle mamme in alcuni aspetti della fiducia genitoriale, come l’agire personale (la convinzione di poter influenzare il comportamento del figlio) e la gestione di sé (la capacità di porsi e monitorare obiettivi genitoriali).

Quando mamma e papà fanno squadra: le dinamiche di coppia

Lo studio ha anche analizzato le coppie di genitori (mamma e papà dello stesso bambino). Anche qui, i risultati sono stati simili a quelli generali, ma meno forti statisticamente, probabilmente per il numero ridotto di coppie. L’unica associazione che è rimasta solida è stata quella tra l’attività fisica auto-riferita dalle mamme e la loro fiducia nel promuovere il movimento nei figli. Questo suggerisce che per le mamme, sentirsi attive è davvero importante per sentirsi capaci di incoraggiare i figli a muoversi.

Interessante notare che, anche all’interno della stessa famiglia, i papà tendevano ad avere punteggi di “self-management” (gestione di sé come genitore) più bassi rispetto alle mamme. Questo potrebbe riflettere quella dinamica, a volte descritta in letteratura, del “manager-helper”, dove la mamma è l’organizzatrice principale e il papà ha un ruolo di supporto.

Perché queste differenze? Ipotesi e riflessioni

Le mamme che si percepiscono più attive potrebbero essere quelle che hanno più supporto e risorse (tempo, aiuti, finanze) per dedicarsi ad attività strutturate fuori casa. Questo, unito a una maggiore autostima personale, potrebbe tradursi in una maggiore fiducia genitoriale. È come se dire “riesco a trovare tempo per me e per muovermi” le facesse sentire più competenti in generale, e quindi anche come mamme.

Per i papà, la fiducia genitoriale potrebbe essere legata più ad altri fattori, come il funzionamento generale della famiglia. La loro autostima personale, secondo alcune ricerche, sembra essere più slegata dalla loro identità genitoriale rispetto a quanto accade per le mamme. Ma, ripeto, c’è bisogno di più ricerca specifica sui papà, che sono ancora troppo spesso i “grandi assenti” in questo tipo di studi.

Cosa ci portiamo a casa da questa ricerca?

Beh, per me la lezione più importante è che, soprattutto per le mamme, la percezione della propria attività fisica conta parecchio per la fiducia in sé stesse come genitrici. Quindi, care mamme, forse dovremmo iniziare a dare più valore a tutto il movimento che facciamo, anche quello “incidentale”: correre dietro ai bambini, fare le pulizie energicamente, portare a spasso il cane. Ogni passo conta, non solo per la salute fisica, ma anche per il nostro morale e la nostra sicurezza!

Potrebbe essere utile, quindi, aiutare le mamme a riconoscere e valorizzare tutte le forme di attività fisica che integrano nella loro giornata. Questo potrebbe dare una bella spinta alla loro fiducia, specialmente quella legata al promuovere uno stile di vita attivo nei propri figli – un aspetto che, come abbiamo visto, sembra particolarmente robusto.

Per i papà, la strada è ancora da esplorare. Capire meglio cosa influenza la loro fiducia genitoriale, specialmente in ambiti come l’agire personale, potrebbe essere fondamentale per sviluppare interventi di supporto mirati.

In definitiva, capire meglio il legame tra attività fisica e fiducia genitoriale è un passo avanti per aiutare noi genitori a stare meglio, sia fisicamente che mentalmente, e di conseguenza a far star meglio anche i nostri figli. Perché, diciamocelo, un genitore sereno e sicuro è il regalo più grande che possiamo fare alla nostra famiglia.

E voi, vi sentite più sicuri quando riuscite a ritagliarvi del tempo per muovervi? Fatemelo sapere!

Una famiglia felice, madre, padre e bambino piccolo, che fanno una passeggiata insieme in un sentiero nel bosco durante una giornata di sole. Atmosfera serena e di unione. Telephoto zoom, 150mm, fast shutter speed, colori naturali e vibranti, luce filtrata dagli alberi.

Fonte: Springer

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