Fotografia medica realistica di un'ecografia Doppler che mostra il flusso sanguigno in un'arteria carotide con segni iniziali di aterosclerosi. Obiettivo macro, 90mm, alta definizione, illuminazione controllata per evidenziare i dettagli del flusso colorato (rosso e blu) e la minima irregolarità della parete arteriosa.

Shanghai e Aterosclerosi: Voglia di Prevenzione, Ma Poca Conoscenza!

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che tocca la salute di molti di noi, spesso senza che ce ne accorgiamo: l’aterosclerosi. Sembra un parolone, vero? In parole povere, è quell’antipatico processo per cui le nostre arterie si ispessiscono a causa dell’accumulo di colesterolo e altre sostanze, formando delle placche. Questo può portare a problemi seri come infarti, ictus e altre malattie cardiovascolari (CVD).

Pensate che le malattie aterosclerotiche sono la prima causa di morte e malattia nel mondo! Un nemico silenzioso che lavora nell’ombra. Ma la buona notizia è che abbiamo strumenti per scovarlo in anticipo, e uno dei più efficaci è l’ecografia. È un esame semplice, non invasivo, senza radiazioni e relativamente economico. Perfetto per dare una sbirciatina alle nostre arterie!

Recentemente, abbiamo condotto uno studio molto interessante proprio su questo tema a Shanghai, pubblicato su Springer Nature. Volevamo capire cosa sa la gente comune sull’aterosclerosi e sullo screening ecografico, come si sente al riguardo (l’atteggiamento) e cosa fa concretamente (la pratica). I risultati? Beh, diciamo che sono stati… sorprendenti!

Cosa Sappiamo (o Non Sappiamo) a Shanghai?

Abbiamo coinvolto oltre 600 adulti che frequentavano il Dipartimento di Medicina Ecografica dell’Ospedale del Popolo n. 8 di Shanghai, tra aprile e maggio 2024. Abbiamo usato un questionario fatto su misura per misurare appunto conoscenza, atteggiamento e pratica (il famoso modello KAP).

Ebbene, tenetevi forte: il livello di conoscenza generale sull’aterosclerosi e sull’utilità dell’ecografia è risultato piuttosto basso. In media, il punteggio è stato di circa 9.7 su 24, che corrisponde a un misero 40.5%. Praticamente, meno della metà delle cose importanti erano chiare.

Ma ecco la sorpresa: nonostante questa scarsa conoscenza, l’atteggiamento delle persone è risultato incredibilmente positivo! Il punteggio medio è stato di 56.4 su 65, quasi l’87%. Questo significa che la gente, in linea di massima, ritiene importante la prevenzione e vede di buon occhio lo screening.

E la pratica? Anche qui, un risultato incoraggiante: 21.7 su 35, circa il 62%. Quindi, le persone tendono ad essere abbastanza proattive nel fare qualcosa per la propria salute cardiovascolare, anche se magari non hanno tutte le informazioni.

Immagine molto realistica di un medico che esegue un'ecografia carotidea su un paziente adulto in una clinica moderna a Shanghai. Obiettivo prime, 35mm, profondità di campo per mettere a fuoco l'interazione medico-paziente, illuminazione controllata, atmosfera serena e professionale.

Chi Ne Sa di Più (e Chi Meno)?

Analizzando i dati, abbiamo notato delle differenze interessanti:

  • Le persone più anziane tendono a saperne di più, avere atteggiamenti più positivi e pratiche migliori (l’età è un fattore di rischio noto, quindi forse c’è più consapevolezza).
  • Chi vive in aree urbane ha punteggi KAP più alti (probabilmente per un accesso migliore a informazioni e servizi sanitari).
  • Chi lavora nel settore medico, ovviamente, ha una conoscenza maggiore.
  • Un reddito più alto è associato a punteggi KAP migliori.
  • Avere una storia familiare di malattie cardiovascolari o aver ricevuto una diagnosi personale di CVD aumenta la conoscenza, l’atteggiamento positivo e la pratica (l’esperienza diretta o vicina conta!).
  • Chi si è già sottoposto a una valutazione del rischio cardiovascolare ha punteggi più alti.

Un dato curioso: le persone con un livello di istruzione più basso (scuola primaria o inferiore) hanno mostrato punteggi KAP sorprendentemente più alti in alcuni casi. Questo va un po’ contro l’idea che più studi, più sai. Forse le campagne di sensibilizzazione recenti in Cina hanno raggiunto meglio proprio questa fascia della popolazione? È un’ipotesi da esplorare.

L’Importanza dell’Ecografia

Ma perché l’ecografia è così importante? Come dicevo, è un metodo fantastico per la diagnosi precoce. Permette di vedere se ci sono già placche nelle arterie (come le carotidi nel collo, che sono un buon indicatore del rischio generale) molto prima che diano sintomi. Identificare il problema presto significa poter intervenire subito con cambiamenti nello stile di vita o terapie mirate, riducendo drasticamente il rischio di eventi gravi.

I fattori di rischio per l’aterosclerosi sono tanti: età, sesso maschile, sedentarietà, colesterolo alto, dieta grassa, fumo, ipertensione, storia familiare, diabete, obesità, genetica… Molti di questi, per fortuna, sono modificabili! Ecco perché sapere è potere.

Fotografia macro molto dettagliata di una placca aterosclerotica all'interno di un'arteria umana, visualizzazione medica scientifica. Obiettivo macro, 100mm, alta definizione, illuminazione precisa per evidenziare la texture giallastra e irregolare della placca rispetto alla parete liscia dell'arteria.

Conoscenza: La Chiave di Volta

Il nostro studio ha confermato una cosa fondamentale della teoria KAP: la conoscenza influenza direttamente sia l’atteggiamento che la pratica. E, a sua volta, un atteggiamento positivo spinge verso azioni concrete.

In pratica, se le persone capiscono meglio cos’è l’aterosclerosi, quali sono i rischi, come funziona l’ecografia e perché è utile, saranno più propense a vederla come una cosa buona (atteggiamento) e a sottoporsi effettivamente all’esame quando necessario (pratica).

Anche nel sottogruppo di persone che avevano già una diagnosi di malattia cardiovascolare aterosclerotica, abbiamo trovato risultati simili: conoscenza ancora non ottimale (46%), ma atteggiamento molto positivo (92%) e pratica buona (66%). Anche per loro, migliorare la conoscenza potrebbe fare la differenza.

Cosa Possiamo Fare?

Il messaggio chiave del nostro studio è chiaro: c’è un bisogno urgente di interventi educativi mirati a Shanghai (e probabilmente in molte altre parti del mondo). Dobbiamo colmare quel gap di conoscenza.

Su cosa dovremmo concentrarci? Su tutti gli aspetti, in realtà! Dalla spiegazione di base di cosa sia l’aterosclerosi e come si sviluppa, ai fattori di rischio, all’importanza dello screening precoce, ai diversi tipi di esami disponibili (con un focus sull’ecografia), a quando iniziare a controllare.

Anche sul fronte della pratica, ci sono due punti deboli emersi: le persone non sempre chiedono attivamente informazioni ai medici sull’aterosclerosi e, a volte, potrebbero rifiutare l’ecografia se proposta. Bisogna lavorare anche su questo, incoraggiando un dialogo aperto medico-paziente e spiegando bene i benefici dell’esame.

Ritratto fotografico di un gruppo diversificato di adulti di Shanghai (uomini e donne, varie età) che partecipano attivamente a un seminario informativo sulla prevenzione cardiovascolare. Obiettivo zoom, 35-70mm, luce naturale da finestra, espressioni attente e interessate, alcuni prendono appunti.

In conclusione, a Shanghai c’è una base ottima su cui costruire: la gente ha un atteggiamento positivo e una predisposizione all’azione. Manca però un pezzo fondamentale del puzzle: la conoscenza approfondita. Se riusciamo a fornire le informazioni giuste, nel modo giusto, possiamo davvero migliorare le pratiche di screening ecografico e, in definitiva, aiutare le persone a vivere più a lungo e in salute, tenendo a bada quel nemico silenzioso che è l’aterosclerosi. È una sfida importante, ma i risultati potenziali valgono assolutamente lo sforzo!

Fonte: Springer

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