Close-up, macro lens 100mm, di un campione di legante bituminoso scuro modificato, che mostra particelle di gomma granulare incorporate e sottili variazioni di texture dovute all'argilla nanocomposita, alto dettaglio, messa a fuoco precisa, illuminazione controllata da laboratorio.

Asfalto del Futuro? Vi Svelo i Segreti dei Leganti Gommati con Nano-Argille!

Ciao a tutti, appassionati di scienza e strade! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio affascinante nel mondo dell’asfalto, ma non quello solito che calpestiamo ogni giorno. Parleremo di come renderlo più forte, più duraturo e persino più ecologico. Sembra fantascienza? Forse un po’, ma la ricerca sta facendo passi da gigante!

Sapete, il legante bituminoso, quella “colla” nera derivata dal petrolio, è fondamentale per le nostre strade. È impermeabile, appiccicoso, insomma, fa il suo lavoro [1-5]. Però, diciamocelo, le nostre strade sono messe a dura prova: traffico sempre più intenso, camion enormi, pressioni delle gomme alle stelle… Risultato? Spesso, anche le strade nuove iniziano a rovinarsi troppo presto [6].

La Gomma Riciclata: Una Soluzione con Qualche “Ma”

Da tempo, noi ricercatori stiamo esplorando l’uso della gomma granulare (quella ottenuta dai pneumatici usati, per intenderci) per modificare l’asfalto. I vantaggi sono notevoli: strade più resistenti, che invecchiano più lentamente e resistono meglio alle crepe. E, non da poco, è un modo intelligente per riciclare montagne di pneumatici [7-13].

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Mescolare la gomma all’asfalto non è semplicissimo: a volte non si legano bene, il composto diventa difficile da pompare e lavorare. E poi c’è l’aspetto ambientale: per farli “amalgamare” servono temperature alte, che possono liberare emissioni e composti organici volatili (VOC) non proprio simpatici, come benzene e zolfo [14-16]. Insomma, c’era bisogno di un’idea in più.

L’Ingrediente Segreto: Le Argille Nanocomposite

Ed è qui che entra in gioco la nostra ricerca! Ci siamo chiesti: e se aggiungessimo un altro ingrediente a questa miscela? Qualcosa di piccolo, anzi, piccolissimo: le particelle di argilla nanocomposita. Studi precedenti suggerivano che queste nano-argille, in particolare la caolinite (stratificata 1:1) e la montmorillonite (organofila 2:1), potessero dare una marcia in più all’asfalto, migliorandone le proprietà meccaniche (come la resistenza alle “rotaie” che si formano con il traffico, il cosiddetto ormaiamento, e alle crepe) senza costare una fortuna [17-20]. Ne basta pochissima, non più del 4% in peso [21-25].

Il Nostro Esperimento: Mettere Insieme Gomma e Nano-Argille

Quindi, ci siamo messi al lavoro. Abbiamo preso un buon legante bituminoso di base (un PG 64-22, per i tecnici) e ci abbiamo aggiunto gomma granulare non trattata (massimo 1 mm di dimensione), in percentuali del 5% e del 10%, come suggerito da studi recenti [26, 27]. Poi, abbiamo introdotto le nostre nano-argille, caolinite e montmorillonite, sostituendo un ulteriore 3% del legante originale.

Abbiamo mescolato tutto con cura, seguendo procedure ben definite [28-31]: non più di 30 minuti, a 700 giri al minuto e senza superare i 177°C. L’obiettivo era trovare il giusto equilibrio per ottenere un buon mix senza esagerare con le temperature, riducendo così le emissioni nocive [Figure 1 e 2 nello studio originale mostrano i dettagli].

Abbiamo preparato diversi campioni: il legante base, quello con solo gomma (5% e 10%), e quelli con gomma (5% o 10%) più una delle due nano-argille (3%). Poi, abbiamo iniziato a torchiare questi nuovi materiali!

Macro Lens Shot, 80 mm, che mostra il legante di asfalto scuro che viene accuratamente miscelato in un becher da laboratorio con particelle di gomma briciole visibili e una polvere di argilla fine, dettagli elevati, messa a fuoco precisa, illuminazione di laboratorio controllata.

I Test: Mettiamo alla Prova i Nuovi Leganti

Per capire davvero come si comportavano questi leganti “potenziati”, abbiamo usato una batteria di test standardizzati (AASHTO):

  • Test di Viscosità (AASHTO T 316): Per vedere quanto fosse “fluido” il materiale a diverse temperature (135°C e 180°C). È fondamentale per capire se sarà facile da mescolare e compattare in cantiere.
  • Reometro a Taglio Dinamico (DSR) (AASHTO T 315): Per misurare le proprietà viscoelastiche, cioè come il materiale risponde a forze applicate, sia da “nuovo” che dopo aver simulato l’invecchiamento (a breve termine con il test RTFO e a lungo termine con il PAV). Qui si calcolano parametri come G*/sin δ (resistenza all’ormaiamento) e G*sin δ (resistenza alla fatica).
  • Multiple Stress Creep Recovery (MSCR) (AASHTO TP 70): Un test più avanzato, sempre con il DSR, per valutare la suscettibilità all’ormaiamento misurando la deformazione non recuperabile (Jnr) e il recupero percentuale (%rec) dopo cicli di carico e scarico.
  • Bending Beam Rheometer (BBR) (AASHTO T 313): Per vedere come se la cava il legante alle basse temperature (-12°C), misurando la sua rigidezza (S) e la capacità di rilassare le tensioni (m-value). Questo ci dice quanto è a rischio di crepe dovute al freddo.

Abbiamo fatto tutto tre volte per ogni campione e calcolato la media, per essere sicuri dei risultati. E abbiamo usato anche l’analisi statistica (ANOVA e test LSD di Fisher) per capire se le differenze osservate fossero davvero significative o solo frutto del caso [32].

Risultati Sorprendenti: Cosa Abbiamo Scoperto?

E ora, la parte più succosa: cosa ci hanno detto tutti questi test?

Viscosità: Più denso o più fluido?
Come previsto, aggiungere gomma granulare rende il legante più viscoso, più “denso” [Fig. 3 nello studio]. Ma la sorpresa è arrivata con le nano-argille. Con il 10% di gomma, la caolinite ha ridotto la viscosità del 10%! Questo è interessante perché potrebbe permettere di lavorare l’asfalto a temperature più basse, risparmiando energia e riducendo le emissioni. Al contrario, la montmorillonite ha aumentato la viscosità del 7%. Comunque, tutti i leganti modificati sono rimasti lavorabili (sotto i 3000 cP a 135°C), anche se più viscosi del legante originale [Tabella 4].

Resistenza all’Ormaiamento: Stop alle “Rotaie”!
Qui le cose si fanno intriganti. In generale, le nano-argille hanno migliorato la resistenza all’ormaiamento (valori G*/sin δ più alti), soprattutto dopo l’invecchiamento a breve termine (RTFO) [Fig. 4]. La combinazione 5% gomma + 3% montmorillonite è stata particolarmente efficace dopo l’RTFO, mostrando un miglioramento notevole rispetto al legante con solo 5% di gomma (+38%) e al legante base (+60%).
Tuttavia, con il 10% di gomma, l’aggiunta di nano-argille (sia montmorillonite che caolinite) ha leggermente ridotto la resistenza all’ormaiamento rispetto al legante con solo 10% di gomma. L’analisi statistica ha confermato che alcune di queste differenze non erano così marcate [Tabella 5].

Vista ravvicinata di una macchina dinamica del reometro a taglio (DSR) che testa un piccolo campione di legante asfalto scuro posizionato tra due piastre parallele in un ambiente di laboratorio, focalizzazione precisa, illuminazione controllata.

Il test MSCR ha confermato questi trend [Fig. 5, Tabelle 6 e 7]. Tutti i leganti modificati avevano valori di Jnr (deformazione permanente) più bassi e recupero percentuale (%rec) più alto rispetto al legante base, il che è ottimo contro l’ormaiamento. La gomma ha aiutato molto il recupero. La miscela 5% gomma + 3% montmorillonite ha mostrato un recupero eccezionale (fino all’88% dopo RTFO!). Con il 10% di gomma, il recupero era ancora migliore, ma l’aggiunta di caolinite sembrava contrastare questo beneficio. La vera star? La miscela 10% gomma + 3% montmorillonite, che ha mostrato un equilibrio fantastico tra basso Jnr e alto recupero.

Resistenza a Fatica: La Lotta Contro le Crepe
Per la fatica, si guarda il parametro G*sin δ (più basso è, meglio è). Il legante base non era un campione (3405 kPa). Aggiungere il 5% di gomma ha migliorato le cose (2755 kPa). La caolinite non ha aiutato molto (2965 kPa), mentre la montmorillonite con il 5% di gomma ha peggiorato la situazione (3670 kPa), rendendo il materiale più rigido e quindi più incline a creparsi per fatica [Fig. 6, Tabella 8].
Il miglioramento più netto si è visto con il 10% di gomma da sola (2264.5 kPa). Aggiungere le nano-argille (sia caolinite che montmorillonite) a questa miscela ha però aumentato la rigidezza e quindi peggiorato la resistenza a fatica (valori sopra i 3100 kPa). Questo conferma ricerche precedenti [33, 34]: la gomma aiuta, ma le nano-argille, aumentando la rigidità, possono essere un’arma a doppio taglio per la fatica. Comunque, è importante notare che tutti i leganti testati rispettavano il limite Superpave di 5000 kPa.

Performance a Basse Temperature: Resistere al Gelo
Infine, il freddo. Qui si misura la rigidezza (S, più bassa è meglio) e l’m-value (capacità di rilassare lo stress, più alto è meglio, minimo 0.30) con il BBR a -12°C [Fig. 7 e 8, Tabelle 9 e 10]. Tutti i leganti modificati erano meno rigidi del legante base dopo l’invecchiamento a lungo termine (RTFO+PAV). Ancora una volta, la miscela 10% gomma + 3% montmorillonite si è distinta, mostrando una riduzione della rigidezza del 36% rispetto al legante base! Le nano-argille, in generale, non hanno avuto un impatto enorme sulle proprietà a freddo, e tutti i campioni hanno soddisfatto i requisiti Superpave (S < 300 MPa e m-value > 0.30).

Configurazione di laboratorio che mostra un reometro a fascio di flessione (BBR) che testa un piccolo raggio di legante asfalto rettangolare a bassa temperatura, con effetti di gelo visibili sull'attrezzatura, focus acuto, lenti macro da 60 mm.

Conclusioni: Un Futuro Promettente (ma Complesso) per l’Asfalto

Allora, cosa ci portiamo a casa da questa immersione nel mondo dei leganti modificati?

Beh, abbiamo visto che:

  • La gomma granulare aumenta la viscosità, il che è generalmente buono per l’ormaiamento.
  • Le nano-argille hanno effetti diversi sulla viscosità: la caolinite la riduce (potenzialmente utile), la montmorillonite la aumenta.
  • La vera “chicca” sembra essere la combinazione 10% gomma + 3% montmorillonite. Questo mix ha mostrato prestazioni eccellenti contro l’ormaiamento e una promettente resistenza a fatica e alle basse temperature. Potrebbe davvero allungare la vita delle nostre strade e ridurre la manutenzione!
  • Le nano-argille migliorano la resistenza all’ormaiamento, ma il loro effetto sulla resistenza a fatica è più ambiguo, a volte peggiorandola a causa dell’aumento di rigidità.
  • Tutti i leganti testati soddisfano gli standard attuali per rigidezza e performance a freddo.

La morale della favola? Modificare l’asfalto è un’arte complessa. Non basta buttare dentro un ingrediente e sperare per il meglio. Ogni additivo interagisce in modo unico e a volte imprevedibile. C’è spesso un compromesso da trovare, ad esempio tra resistenza all’ormaiamento e resistenza a fatica.

Il nostro studio, combinando test reologici, meccanici e analisi statistiche, ci ha dato una visione più chiara di come questi materiali funzionano. La miscela con 10% di gomma e 3% di montmorillonite è sicuramente una pista molto promettente da esplorare per sviluppare soluzioni più sostenibili e durevoli per le nostre infrastrutture stradali. La strada è ancora lunga, ma la ricerca non si ferma!

Fonte: Springer

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