COSA DICONO LE EVIDENZE

No: caldo, afa o particolari nuvole non permettono di prevedere un terremoto. Le scosse si verificano con condizioni atmosferiche molto diverse. Acqua e pressione possono influire su alcuni processi nelle faglie, ma queste interazioni non forniscono un metodo affidabile per annunciare una singola scossa dannosa.

Mettiamo alla prova l’idea

Il mito e il verdetto

“Con questa afa arriverà un terremoto”: l’affermazione trasforma una sensazione meteorologica in un presunto segnale sismico. Il verdetto è falso: non esiste un particolare tempo atmosferico che permetta di riconoscere l’arrivo di una scossa. I terremoti avvengono con il caldo e con il freddo, sotto la pioggia e con il sereno, in stagioni e climi diversi.

L’USGS ricorda che già Aristotele collegava i terremoti a venti intrappolati nel sottosuolo. Oggi la spiegazione è diversa: le scosse tettoniche derivano dal movimento delle rocce lungo faglie e dal rilascio di energia accumulata. La temperatura percepita sulla pelle non misura quello che sta avvenendo su una faglia in profondità.

Fonti: [1][2]

Una coincidenza non dimostra una regola

Dopo una scossa memorabile è naturale ricordare anche il caldo insolito, l’assenza di vento o l’aspetto del cielo. Ma quella giornata, da sola, non permette di stabilire un rapporto di causa ed effetto. Occorrerebbe confrontarla con le giornate meteorologicamente simili in cui non è accaduto nulla e con i terremoti avvenuti in condizioni differenti.

La sismologa Kate Hutton, in una spiegazione di Caltech, osservava che persino la descrizione del “tempo da terremoto” cambia secondo il luogo e chi la propone. Questo è un problema per l’ipotesi: un segnale utile dovrebbe avere una definizione verificabile, non essere riconosciuto soltanto dopo l’evento. Il ricordo di una coincidenza non diventa una previsione scientifica.

Fonti: [2]

Che cosa servirebbe per prevedere una scossa

Dire “prima o poi qui ci sarà un terremoto” non equivale a prevederlo. Una previsione specifica deve indicare il luogo, il momento e la magnitudo, cioè una misura delle dimensioni del terremoto. Secondo l’USGS, oggi non esiste un metodo affidabile per fornire questi tre elementi per una grande scossa imminente.

Questo non significa che la sismologia non sappia nulla del futuro. Le valutazioni di pericolosità stimano probabilità su aree e intervalli di tempo; sono diverse dall’annuncio di una scossa per domani. Anche l’allerta precoce è un’altra cosa: rileva un terremoto già iniziato e può avvisare zone che non sono ancora state raggiunte dalle onde. Non legge segnali nelle nuvole e non anticipa l’inizio della rottura.

Fonti: [3]

PER APPROFONDIRE

Un passo più in là

Acqua e pressione possono influire sulle faglie?

Sarebbe però eccessivo concludere che atmosfera, acqua e crosta terrestre siano sistemi completamente separati. La NASA descrive studi su variazioni del carico dovute a piogge e neve, che possono modificare le sollecitazioni sulle faglie e modulare la microsismicità, cioè l’attività di terremoti molto piccoli. Anche forti variazioni della pressione atmosferica durante grandi tempeste sono state associate a episodi di scorrimento lento.

Uno scorrimento lento rilascia deformazione in tempi lunghi, senza lo scuotimento tipico di una scossa ordinaria. Queste connessioni fisiche richiedono misure, modelli e contesti geologici precisi: non giustificano la regola “fa caldo, quindi tremerà”. Studiare come cambia la probabilità di piccoli eventi è diverso dal sapere quando una faglia produrrà un terremoto dannoso. La parte di verità riguarda le interazioni tra sistemi; la previsione meteorologica della singola scossa resta priva di un metodo affidabile.

Fonti: [4]

Tre cose da portare con sé

  • Non esiste un “tempo da terremoto” riconoscibile dal caldo o dall’aspetto del cielo.
  • Una coincidenza ricordata dopo una scossa non dimostra la capacità di prevederla.
  • Le interazioni fisiche tra acqua, atmosfera e faglie non equivalgono a una previsione della singola scossa.

SEGUI IL FILO

Le fonti, a portata di clic

Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.

  1. 1
    U.S. Geological SurveyIs there earthquake weather? — CoreFacts

    Il mito meteorologico, la sua spiegazione storica e l’occorrenza dei terremoti in condizioni atmosferiche diverse.

  2. 2
    California Institute of TechnologyIs there any such thing as earthquake weather?

    Risposta della sismologa Kate Hutton: meccanismo tettonico, variabilità delle credenze e limiti delle coincidenze.

  3. 3
    U.S. Geological SurveyCan you predict earthquakes?

    Previsione specifica, probabilità e distinzione dall’allerta emessa dopo l’inizio del terremoto.

  4. 4
    NASA Science — Jet Propulsion LaboratoryCan Climate Affect Earthquakes, Or Are the Connections Shaky?

    Interazioni di acqua e pressione con le faglie, microsismicità e scorrimenti lenti; limiti dell’estrapolazione alle grandi scosse.

Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo