COSA DICONO LE EVIDENZE

Non necessariamente. Svuotare il cestino elimina la possibilità di ripristino offerta dal cestino stesso, ma non garantisce che tutti i dati siano stati cancellati dal supporto. Una parte può restare recuperabile; su altri dispositivi, soprattutto SSD, il recupero può invece diventare impossibile. Il verdetto è quindi: falso come garanzia universale, senza concludere che ogni file cancellato si possa sempre recuperare.

Mettiamo alla prova l’idea

Scomparire dall’elenco non significa azzerare i dati

Il computer deve tenere traccia sia dei contenuti dei file sia degli spazi che li ospitano. Il file system, cioè il sistema che organizza file e cartelle sul dispositivo, gestisce queste informazioni. In molti casi, eliminare un file libera lo spazio per nuovi utilizzi senza riscrivere immediatamente ogni byte che conteneva.

Pensiamo a un catalogo da cui viene tolta una scheda: il libro potrebbe essere ancora sullo scaffale. È soltanto un’analogia per distinguere il riferimento dal contenuto. Nel dispositivo reale contano il file system, il supporto e le operazioni successive: se i dati residui restano leggibili, alcuni strumenti possono recuperarli anche quando il nome non compare più.

Fonti: [1]

Su un SSD la storia cambia

Un disco magnetico registra informazioni sui piatti; un SSD usa memoria elettronica flash. Negli SSD un controllore distribuisce le scritture fra diverse celle per limitarne l’usura: questo meccanismo si chiama wear levelling. Scrivere di nuovo nello stesso indirizzo visibile al computer non significa necessariamente raggiungere le stesse celle fisiche.

Esiste inoltre TRIM, un comando con cui il sistema segnala al dispositivo che certi spazi non sono più utilizzati. Il controllore può gestirli e cancellarli internamente. Per questo non è corretto promettere il recupero dopo una cancellazione: l’esito dipende anche dal dispositivo e dal suo funzionamento. TRIM, però, non è una certificazione che tutte le tracce siano state rimosse in modo sicuro.

Fonti: [2][3][4]

Cancellazione quotidiana e rimozione sicura sono obiettivi diversi

La normale eliminazione serve a gestire lo spazio e i documenti. La sanitizzazione dei supporti ha un obiettivo più preciso: rendere impraticabile l’accesso ai dati rispetto a un determinato livello di sforzo. Le linee guida NIST distinguono metodi diversi in funzione del supporto e della protezione richiesta; non esiste una scorciatoia valida per ogni dispositivo.

Una sovrascrittura adatta a un disco magnetico non va automaticamente considerata sufficiente per un SSD. Anche uno studio sperimentale presentato a USENIX FAST nel 2011 mostrò limiti delle tecniche applicate ai singoli file su unità flash. Quel risultato riguarda i dispositivi provati allora, non una percentuale universale di recuperabilità degli SSD odierni. Il punto resta verificare il metodo, invece di fidarsi del nome del pulsante.

Fonti: [4][5]

Il cestino non è l’unico posto in cui cercare

Un documento può avere copie di backup o copie salvate su altri dispositivi. Eliminare quella presente sul computer non equivale a rimuovere ogni esemplare. Nei servizi sincronizzati occorre inoltre distinguere il file locale dalla copia online e dal cestino del servizio: la documentazione di OneDrive, per esempio, descrive un proprio cestino da cui ripristinare elementi eliminati.

La domanda utile è quindi doppia: quali dati sono rimasti su questo supporto e quali copie esistono altrove? Sono problemi separati. Una cancellazione sicura del disco non elimina un backup conservato su un’altra unità.

Fonti: [5][6]

PER APPROFONDIRE

Un passo più in là

Si possono rendere inutilizzabili i dati senza riscriverli tutti?

Sì, in condizioni precise. La cancellazione crittografica rende indisponibili le chiavi necessarie a leggere dati già cifrati. I bit possono restare sul supporto, ma senza la chiave non sono utilmente decifrabili. Servono però cifratura adeguata, corretta gestione delle chiavi e assenza di copie delle chiavi che consentano ancora l’accesso. Non basta aggiungere una password all’ultimo momento per ottenere questa garanzia.

Fonti: [5]

Tre cose da portare con sé

  • Svuotare il cestino non garantisce la rimozione sicura di tutti i dati.
  • Non tutti i file cancellati sono recuperabili: SSD e TRIM possono cambiare l’esito.
  • Una copia su un backup o su un altro dispositivo è distinta dai residui sul disco.

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Le fonti, a portata di clic

Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.

  1. 1
    Microsoft Learn — SysinternalsSDelete

    Spiega la differenza fra spazio deallocato, dati residui e sovrascrittura; non costituisce una garanzia generale per gli SSD.

  2. 2
    Microsoft Learnfsutil behavior

    Documenta le notifiche TRIM/UNMAP relative agli spazi liberati dalla cancellazione dei file.

  3. 3
    Canadian Centre for Cyber SecurityIT media sanitization (ITSP.40.006)

    Illustra wear levelling e limiti della sovrascrittura delle memorie flash.

  4. 4
    USENIX FAST 2011 — University of California San DiegoReliably Erasing Data From Flash-Based Solid State Drives

    Studio sperimentale sui limiti delle tecniche di cancellazione per SSD e singoli file; risultati riferiti ai dispositivi testati nel 2011.

  5. 5
    NISTSP 800-88 Rev. 2: Guidelines for Media Sanitization

    Linee guida definitive pubblicate il 26 settembre 2025: scelta, verifica e validazione dei metodi e condizioni della cancellazione crittografica.

  6. 6
    Microsoft SupportDelete files or folders in OneDrive

    Distingue eliminazione dei file e cestino del servizio online.

Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo