COSA DICONO LE EVIDENZE

No: gli otto minuti indicano il viaggio della luce dal Sole alla Terra. Il tramonto dipende invece da come la rotazione terrestre orienta il nostro orizzonte rispetto ai raggi in arrivo. L’atmosfera può farci vedere il Sole anche sotto l’orizzonte geometrico, ma questo è un effetto diverso.

Mettiamo alla prova l’idea

Un fatto vero e una conclusione da controllare

«Quando guardi il tramonto, il Sole è già tramontato da otto minuti: continui a vederlo perché la sua luce deve ancora arrivare». È una frase convincente perché parte da un fatto corretto: la luce non viaggia istantaneamente. Il salto problematico è applicare lo stesso ritardo a qualunque cosa osserviamo nella scena.

Per verificare l’idea dobbiamo precisare che cosa cambia: la luce emessa dalla stella, l’orientamento di chi osserva oppure il percorso dei raggi nell’atmosfera. Sono aspetti diversi della stessa esperienza. Separarli permette di capire perché il tempo di viaggio della luce sia reale, senza trasformarlo automaticamente in un ritardo del tramonto.

Fonti: [1][2][6]

Da dove vengono gli otto minuti e venti secondi?

La distanza media tra Terra e Sole è circa 150 milioni di chilometri. Nel vuoto la luce percorre quasi 300.000 chilometri ogni secondo. Il tempo necessario si ottiene dividendo la distanza per la velocità: 150.000.000 km ÷ 300.000 km/s ≈ 500 secondi, cioè 8 minuti e 20 secondi. Sono valori arrotondati: la distanza varia durante l’anno, perché l’orbita terrestre non è un cerchio perfetto.

Questi minuti riguardano il tragitto dalla superficie visibile del Sole fino a noi. Quando ne osserviamo una macchia o una variazione luminosa, riceviamo informazioni emesse in precedenza. La NASA esprime questa distanza anche dicendo che il Sole si trova a circa otto minuti luce: un minuto luce è la distanza percorsa dalla luce in un minuto.

Fonti: [1][4][5]

Che cosa ruota durante il tramonto

Per capire il tramonto immaginiamo prima una Terra senza atmosfera e un orizzonte libero. Nel corso della giornata il nostro pianeta ruota e porta l’osservatore dalla parte illuminata verso quella in ombra. L’orizzonte non è una riga immobile nello spazio: è legato al luogo in cui ci troviamo. Puoi immaginarlo come il bordo di un piano orizzontale che passa all’altezza dei tuoi occhi e ruota insieme a te.

Il moto quotidiano del Sole da est verso ovest è soprattutto l’effetto di questa rotazione. Per visualizzarlo basta un mappamondo illuminato da una lampada: ruotando il globo, un punto segnato sulla superficie passa dalla luce all’ombra. La lampada resta accesa. È cambiata la posizione del punto rispetto alla direzione della luce. Il modello mostra la geometria; le distanze e i tempi di propagazione non sono in scala.

Fonti: [6]

Seguiamo un raggio fino all’orizzonte

Consideriamo il Sole come una sorgente puntiforme ferma e trascuriamo l’atmosfera. Un raggio parte circa otto minuti prima del tramonto. Durante il viaggio la Terra continua a ruotare. Quando il raggio raggiunge l’osservatore, la sua direzione coincide con l’orizzonte che l’osservatore ha in quel momento. Nel modello, anche la sorgente si trova lungo quella direzione: non è già scesa sotto l’orizzonte da otto minuti.

L’errore consiste nel trattare l’orizzonte come se fosse rimasto fermo durante il viaggio. Il fisico Gabriele U. Varieschi analizza questo equivoco in “Eight Minutes and a Half”, pubblicato su Physics Education. Il modello isola il meccanismo; un calcolo astronomico preciso richiede ulteriori correzioni.

Fonti: [3]

Un ostacolo vicino aiuta a capire la differenza

Facciamo un esperimento mentale con una lampada lontana, continuamente accesa. Se un cartoncino passa davanti ai tuoi occhi, la lampada viene nascosta quando il cartoncino intercetta i raggi. Il cambiamento che determina la scomparsa avviene vicino a te. Il tempo che quei raggi hanno già impiegato per arrivare fin lì non deve trascorrere una seconda volta.

Se invece la lampada viene spenta alla sorgente, continui a ricevere per un certo tempo la luce già in viaggio. Ora il cambiamento nasce lontano e deve raggiungerti. Nel caso del Sole il ritardo sarebbe di circa otto minuti: è un’ipotesi ideale sulla cessazione della luce, non uno scenario realistico sul comportamento della stella. L’esempio confronta due luoghi diversi in cui può cambiare la visibilità; non riproduce tutti i dettagli del tramonto.

Fonti: [5]

L’atmosfera può davvero mostrarci un Sole già sotto l’orizzonte

Finora abbiamo tolto l’atmosfera. Rimettendola al suo posto, compare un effetto reale: la rifrazione. Attraversando strati d’aria con proprietà diverse, la luce cambia direzione. Vicino all’orizzonte questo fa apparire gli astri più in alto rispetto alla loro posizione geometrica. Possiamo quindi vedere ancora il Sole quando è già sotto l’orizzonte che avremmo senza atmosfera.

La rifrazione ritarda il tramonto visibile e anticipa il sorgere del Sole. Alle latitudini temperate la differenza è comunemente dell’ordine di pochi minuti, ma non è un numero fisso: dipende dal percorso dell’astro rispetto all’orizzonte e dalle condizioni dell’aria. Vicino ai poli gli effetti sui tempi possono essere molto più grandi. Anche i calcolatori astronomici devono assumere condizioni atmosferiche medie: non possono prevedere esattamente ogni serata.

Fonti: [2]

PER APPROFONDIRE

Un passo più in là

Quando diciamo «è tramontato», quale bordo consideriamo?

Il Sole appare come un disco: il bordo inferiore scompare prima di quello superiore. Convenzionalmente il tramonto si riferisce alla scomparsa del bordo superiore, considerando la rifrazione atmosferica media e un orizzonte libero.

Lo U.S. Naval Observatory usa nel calcolo standard il centro del Sole circa 50 primi d’arco sotto l’orizzonte geometrico: 16 primi per il raggio apparente del disco più 34 per la rifrazione media. Un primo d’arco è un sessantesimo di grado. Sono angoli, non minuti di tempo: convertirli in durata richiede la geometria del percorso solare.

Una montagna può nascondere il disco prima; l’altezza dell’osservatore può prolungarne la visibilità. Un orario calcolato non descrive necessariamente ciò che si vede da una finestra o da una valle.

Fonti: [7]

Il piccolo calcolo che rende plausibile l’equivoco

Un giorno solare medio dura 24 ore, cioè 1.440 minuti. Dividendo un giro completo, 360°, per 1.440 otteniamo circa 0,25° al minuto. In otto minuti sono circa 2°. Il conto descrive quanto cambia l’orientamento terrestre rispetto al Sole: non dimostra da solo che il disco osservato sia rimasto indietro di quell’angolo.

Il passaggio decisivo è scegliere rispetto a che cosa misuriamo una posizione. Durante quegli otto minuti cambiano anche la posizione dell’osservatore e l’orientamento del suo piano orizzontale. Inoltre, 2° di rotazione non significano necessariamente 2° di discesa verticale del Sole: il suo percorso taglia l’orizzonte con un’inclinazione che dipende dal luogo e dalla stagione.

Un’ultima distinzione evita un altro equivoco: rispetto alle stelle, la Terra completa una rotazione in circa 23 ore e 56 minuti. Il giorno solare medio dura di più perché, mentre ruota, la Terra avanza anche lungo l’orbita e deve girare ancora un poco per riportare il Sole sullo stesso meridiano.

Fonti: [8][6]

Perché dopo il tramonto c’è ancora luce?

Il chiarore che resta dopo la scomparsa del disco è il crepuscolo. Gli strati alti dell’atmosfera possono ricevere ancora luce solare e diffonderla verso l’osservatore. La sua durata varia con la geometria del Sole sotto l’orizzonte e con le condizioni di osservazione. Non è una coda di otto minuti lasciata dai raggi che stanno finendo il viaggio dal Sole.

Fonti: [7]

Tre cose da portare con sé

  • La luce solare arriva dopo circa otto minuti e venti secondi: l’informazione emessa dal Sole è quindi passata.
  • Il tramonto dipende dall’orientamento attuale dell’orizzonte: non si deve anticiparne l’ora di otto minuti.
  • La rifrazione può mantenerci visibile un Sole geometricamente sotto l’orizzonte; il crepuscolo è invece luce diffusa dall’atmosfera.

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Le fonti, a portata di clic

Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.

  1. 1
    NASA — Space PlaceAll About the Sun

    Tempo di propagazione della luce solare: circa otto minuti e venti secondi.

  2. 2
    NOAA — Global Monitoring LaboratorySolar Calculator Glossary

    Rifrazione atmosferica, differenza tra posizione geometrica e apparente, variabilità degli orari.

  3. 3
    Gabriele U. Varieschi — Physics Education 43 (2008), 68–74Eight Minutes and a Half

    Analisi del falso ritardo del tramonto; manoscritto liberamente consultabile su arXiv.

  4. 4
    NASA ScienceFacts About Earth

    Distanza media Terra–Sole e caratteristiche dell’orbita. Il calcolo arrotondato del tempo di viaggio è svolto nel testo.

  5. 5
    NASA — Goddard Space Flight CenterGoddard Glossary: Light-Year

    Significato di minuti luce e ritardo dei segnali luminosi; base fisica dell’esperimento mentale proposto nel testo.

  6. 6
    OpenStax — Fraknoi, Morrison e WolffAstronomy 2e, 2.1 — The Sky Above

    Orizzonte, moto apparente del cielo e rotazione terrestre; base del modello con lampada e mappamondo.

  7. 7
    U.S. Naval ObservatoryRise, Set, and Twilight Definitions

    Definizione del tramonto, correzioni angolari, crepuscolo e condizioni di osservazione.

  8. 8
    OpenStax — Fraknoi, Morrison e WolffAstronomy 2e, 4.3 — Keeping Time

    Giorno solare medio e giorno sidereo; base del calcolo illustrativo di circa due gradi in otto minuti.

Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo