COSA DICONO LE EVIDENZE
No: una scia che dura a lungo non è una prova di irrorazione segreta. Le scie di condensazione sono nubi di cristalli di ghiaccio che, nelle condizioni atmosferiche adatte, possono persistere e allargarsi. Questo non significa che l'aviazione sia priva di effetti ambientali.
Mettiamo alla prova l’idea
Il mito: una scia normale dovrebbe sparire subito
Una linea bianca resta in cielo, si allarga e incrocia altre linee: è comprensibile chiedersi che cosa stia succedendo. Il salto sbagliato è concludere che una scia persistente debba essere un rilascio segreto di sostanze. La durata, da sola, non dimostra questa ipotesi.
Le scie di condensazione, chiamate anche contrails, possono scomparire rapidamente oppure restare visibili per ore. In condizioni favorevoli possono durare persino oltre un giorno. La differenza dipende soprattutto dalla temperatura e dall'umidità dell'aria attraversata dall'aereo, non da una distinzione tra scie «normali» brevi e scie «sospette» lunghe.
Fonti: [1]Che cosa vediamo davvero dietro i motori
Bruciando carburante, i motori producono anche vapore acqueo. Quando lo scarico caldo si mescola con l'aria molto fredda in quota, nelle condizioni adatte l'acqua condensa su minuscole particelle, formando goccioline che congelano. La striscia visibile è quindi una nube di piccoli cristalli di ghiaccio: il vapore acqueo, invece, è invisibile.
Se l'aria circostante è abbastanza secca, il ghiaccio passa direttamente allo stato di vapore: il processo si chiama sublimazione e la scia svanisce. Se l'ambiente è sufficientemente umido, i cristalli possono rimanere e la nube può espandersi, mescolandosi ai cirri, le nubi alte dall'aspetto sottile e filamentoso.
Fonti: [2]Il cielo sopra di noi non ha l'umidità del marciapiede
Una giornata asciutta al suolo non esclude uno strato molto umido molti chilometri più in alto. Le condizioni che sentiamo sulla pelle non descrivono automaticamente quelle alla quota di volo. Per capire una scia bisogna considerare l'atmosfera dove si trova, non soltanto il tempo che osserviamo dalla finestra.
Fonti: [1]Incroci e interruzioni non sono una firma chimica
Le scie seguono inizialmente le rotte degli aerei, che possono incrociarsi; in seguito il vento le sposta e le deforma. Una scia può anche interrompersi quando l'aereo esce da una regione favorevole alla condensazione e ricomparire entrando in un'altra.
Inoltre, una scia vecchia può trovarsi lontano dal punto in cui è nata. Cercare su una mappa dei voli un aereo esattamente sopra quella linea, in quel momento, può quindi non funzionare. La forma osservata racconta insieme il percorso del velivolo e l'evoluzione dell'aria: non è un'analisi della composizione chimica.
Fonti: [3]Smentire il mito non significa negare l'inquinamento
Lo scarico di un motore contiene anche anidride carbonica e altri prodotti della combustione. La nube bianca non rappresenta tutte queste emissioni: una parte importante dell'impatto dell'aviazione non è visibile a occhio nudo.
Anche le scie persistenti possono influire sul bilancio energetico terrestre. Riflettono parte della luce solare e assorbono radiazione infrarossa emessa dalla Terra: due effetti opposti. Il bilancio complessivo stimato è riscaldante, ma quantificarlo resta un tema di ricerca. Studiare questi effetti reali è cosa diversa dall'attribuire una scia a un programma segreto.
Fonti: [3][4]PER APPROFONDIRE
Un passo più in là
E la semina delle nuvole? È un'altra questione
Esistono interventi intenzionali sul tempo atmosferico, come la semina delle nuvole, praticata in alcuni Paesi. La loro esistenza non dimostra però che le scie del normale traffico aereo siano operazioni di questo tipo. Il Met Office distingue esplicitamente questi fenomeni e segnala l'assenza di prove a sostegno di tale collegamento.
Una domanda utile, davanti a una fotografia, è dunque: quali dati aggiunge oltre alla forma della nube? Per sostenere un'ipotesi su sostanze disperse intenzionalmente servono riscontri verificabili; il fatto che una linea bianca duri a lungo non basta.
Fonti: [5]Tre cose da portare con sé
- Le scie di condensazione sono nubi di ghiaccio; persistenza e allargamento dipendono dalle condizioni in quota.
- Durata, incroci e interruzioni non dimostrano un rilascio segreto di sostanze.
- Emissioni e impatto climatico dell'aviazione sono problemi reali, distinti dal mito delle «scie chimiche».
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Le fonti, a portata di clic
Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.
- 1U.S. Environmental Protection AgencyInformation on Contrails from Aircraft
Persistenza delle scie e differenza tra condizioni atmosferiche al suolo e alla quota di volo.
- 2Met OfficeContrails or condensation trails
Formazione dei cristalli di ghiaccio, sublimazione e trasformazione delle scie in nubi più estese.
- 3Federal Aviation AdministrationContrails
Rotte, vento, scie interrotte, limiti del confronto con i tracciatori di volo e prodotti della combustione.
- 4NASA Earth ObservatoryCriss-Crossing Contrails
Interazione delle scie con radiazione solare e infrarossa; provenienza dell'immagine satellitare del 15 febbraio 2013.
- 5Met OfficeAtmospheric modification and geoengineering
Distinzione tra scie di condensazione, modificazione del tempo e geoingegneria; assenza di prove del collegamento proposto dal mito.
Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo
