LA RISPOSTA BREVE

Nel modello con 365 date tutte ugualmente probabili e compleanni indipendenti, bastano 23 persone perché la probabilità che almeno due condividano giorno e mese superi il 50%. Il segreto è contare tutte le coppie possibili, non soltanto chi potrebbe condividere il nostro compleanno.

Partiamo dalle basi

Una coincidenza più probabile di quanto sembri

A una cena con 23 persone, quanto è probabile trovare almeno due invitati che festeggiano il compleanno nello stesso giorno? Nel modello classico, poco più della metà: circa il 50,73%. Non occorrono centinaia di ospiti. È il paradosso del compleanno, chiamato così perché sorprende l'intuizione, non perché contenga una contraddizione logica.

Prima di calcolare, però, fissiamo le regole. Confrontiamo giorno e mese, non l'anno di nascita. Trascuriamo il 29 febbraio, consideriamo le altre 365 date ugualmente probabili e supponiamo che il compleanno di una persona non condizioni quello delle altre. Sono ipotesi di lavoro, non una descrizione perfetta di ogni gruppo reale.

Fonti: [1]

Non cerchiamo qualcuno nato nel nostro stesso giorno

Il primo equivoco è cambiare domanda senza accorgersene. Se cerchiamo una persona nata nel nostro stesso giorno, la data da trovare è già fissata. Se cerchiamo due compleanni uguali in tutta la sala, invece, va bene qualsiasi coppia e qualsiasi data: anche due persone che non conosciamo e che festeggiano in un mese diverso dal nostro.

Con 23 invitati, ciascuno può essere confrontato con altri 22. Il prodotto 23 × 22 conta però ogni coppia due volte: Anna con Bruno e Bruno con Anna sono lo stesso confronto. Dividendo per due otteniamo 253 coppie. Le occasioni di coincidenza crescono dunque molto più rapidamente del numero degli invitati.

Questa conta chiarisce la sorpresa, ma non è ancora il calcolo della probabilità. Non basta dividere 253 per 365: le coincidenze possono sovrapporsi. Se tre persone festeggiano nella stessa data, abbiamo tre coppie corrispondenti dentro un unico gruppo. Occorre un metodo che tenga conto di queste sovrapposizioni.

Fonti: [2]

Il trucco: calcolare prima che tutti siano diversi

Immaginiamo che gli invitati entrino uno alla volta. Il primo può avere qualsiasi compleanno. Il secondo, per non creare coincidenze, deve evitare una data: gli restano 364 possibilità su 365. Se i primi due hanno compleanni diversi, il terzo deve evitarne due e dispone di 363 possibilità su 365.

Continuiamo nello stesso modo. Quando entra il ventitreesimo, a condizione che tutti i precedenti abbiano date diverse, le date da evitare sono 22: ne restano 343. Moltiplichiamo le probabilità di questi passaggi per ottenere la probabilità dell'intera sequenza senza coincidenze.

Il prodotto (364/365) × (363/365) × … × (343/365) vale circa 0,4927, cioè il 49,27%. I puntini indicano tutte le frazioni intermedie, con il numeratore che diminuisce di uno. O tutti i compleanni sono diversi, oppure almeno due coincidono: le due possibilità esauriscono i casi. Sottraendo il 49,27% dal 100% troviamo quindi circa il 50,73%. È il metodo dell'evento complementare: studiare prima ciò che accade quando l'evento cercato non si verifica.

Fonti: [3]

Superare la metà non significa avere una garanzia

Applicando lo stesso procedimento, con 22 persone la probabilità è circa il 47,57%; con 23 sale al 50,73%. Il numero 23 è quindi il primo che supera la soglia della metà. Con 30 persone siamo intorno al 70,63%, con 50 al 97,04%. Questi valori sono calcolati dalle medesime ipotesi, non misurati in un particolare elenco di invitati.

In una singola sala di 23 persone potremmo benissimo non trovare nessuna coincidenza. Sarebbe un esito normale, non una smentita della matematica. Inoltre, «almeno due» non significa «esattamente due»: contano anche tre compleanni uguali o più coppie in date differenti.

Per avere una certezza logica, nel calendario semplificato di 365 date servono 366 persone. È come distribuire 366 oggetti in 365 cassetti: almeno un cassetto dovrà contenerne due. Se ammettiamo anche il 29 febbraio, le date possibili diventano 366 e questa garanzia richiede 367 persone. Probabilità elevata e impossibilità del contrario sono cose diverse.

Fonti: [4]

PER APPROFONDIRE

Un passo più in là

I compleanni reali non sono distribuiti in modo uniforme

L'ipotesi delle date equiprobabili rende il problema semplice, ma i registri delle nascite raccontano una realtà meno regolare. Un'analisi dell'Office for National Statistics, pubblicata il 18 dicembre 2015 e riferita a Inghilterra e Galles nel periodo 1995–2014, mostrava differenze tra le date: il 26 settembre registrava in media circa 2.000 nascite, contro circa 1.800 attese con una distribuzione uniforme.

È un esempio storico e geografico preciso, non una classifica valida oggi per l'Italia. Serve a mostrare perché il 50,73% non va presentato come una percentuale esatta per qualsiasi popolazione. Per descrivere un gruppo reale bisognerebbe considerare come è stato selezionato, quali date sono più frequenti e se le nascite possono essere trattate come indipendenti. Il modello resta utile proprio quando rendiamo visibili le sue ipotesi.

Fonti: [5]

Un esperimento senza raccogliere dati personali

Possiamo esplorare il modello usando numeri invece di compleanni reali. Prepariamo 365 biglietti uguali, numerati da 1 a 365, e mescoliamoli in un contenitore. Estraiamo un biglietto, annotiamo il numero e rimettiamolo dentro prima di mescolare ed estrarre di nuovo. Dopo 23 estrazioni controlliamo se almeno un numero è comparso più volte.

La restituzione è essenziale: togliendo definitivamente ogni biglietto renderemmo impossibili le ripetizioni e cambieremmo problema. Una serie di 23 estrazioni rappresenta un gruppo; poi si ricomincia con un nuovo elenco. Per ogni gruppo segniamo soltanto «coincidenza sì» oppure «coincidenza no», anche se al suo interno compaiono diverse coppie.

Il simulatore Birthday Experiment di Random Services, collegato tra le fonti, permette di esplorare questo campionamento con reinserimento senza preparare i biglietti. Possiamo impostare 365 valori possibili e gruppi di 23 estrazioni. Non è una prova sui compleanni della popolazione: è un modo per osservare le conseguenze delle regole matematiche che abbiamo scelto.

Fonti: [6]

Tre cose da portare con sé

  • Con 23 persone esistono 253 coppie possibili: cercare una coincidenza qualsiasi è diverso dal cercare il proprio compleanno.
  • Nel modello classico, la probabilità di almeno una coincidenza è circa il 50,73%, non una garanzia per ogni gruppo.
  • Il calcolo assume 365 date equiprobabili e compleanni indipendenti; per i gruppi reali bisogna valutare queste ipotesi.

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Le fonti, a portata di clic

Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.

  1. 1
    University of Washington — CSE 312Birthday ‘Paradox’ Notes

    Definizione del problema, modello uniforme e significato del risultato per 23 persone.

  2. 2
    Plus — University of CambridgeClassroom activity: Matching criminals – guidance

    Differenza fra una data prefissata e una coppia qualsiasi; conteggio dei confronti.

  3. 3
    NRICH — University of CambridgeSame Number!

    Costruzione passo dopo passo della probabilità di nessuna coincidenza e uso del complementare.

  4. 4
    Random Services — Kyle SiegristThe Birthday Problem

    Formula generale, probabilità al variare del gruppo e principio dei cassetti; valori numerici ricalcolati per l'articolo.

  5. 5
    Office for National StatisticsHow popular is your birthday?

    Esempio storico di distribuzione non uniforme: nascite in Inghilterra e Galles nel 1995–2014, analisi del 18 dicembre 2015.

  6. 6
    Random Services — Kyle SiegristBirthday Experiment

    Esperimento interattivo di campionamento con reinserimento; il procedimento con biglietti è un adattamento didattico.

Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo