LA RISPOSTA BREVE

Un lichene è un’associazione stabile fra un fungo e alghe verdi o cianobatteri capaci di fotosintesi. Il fungo costruisce gran parte del corpo comune, mentre il partner fotosintetico produce sostanze organiche. Non è un muschio e, quando cresce sulla corteccia, non si nutre dell’albero. Le specie reagiscono in modo diverso all’inquinamento.

Partiamo dalle basi

Un piccolo corpo, più organismi

Su un tronco o su un muretto, una macchia gialla può sembrare una piantina minuscola. Un lichene è invece un’associazione stabile fra un fungo e uno o più partner capaci di fotosintesi: alghe verdi oppure cianobatteri. Questi ultimi sono batteri, non alghe in senso stretto. La parola simbiosi indica una vita in stretta associazione fra organismi differenti.

Il partner fotosintetico viene chiamato fotobionte: usando l’energia della luce produce sostanze organiche, una parte delle quali alimenta il fungo. Il fungo costruisce gran parte del corpo comune e offre condizioni che permettono all’associazione di durare. Possiamo immaginarla come una convivenza con scambi di risorse, ricordando che nessuno dei partecipanti decide consapevolmente di collaborare.

Fonti: [1]

Perché non è un muschio

Il corpo visibile del lichene si chiama tallo. La sua struttura nasce dall’intreccio delle ife, i sottili filamenti del fungo, con le cellule del partner fotosintetico. I licheni vengono classificati con i funghi: il nome scientifico segue il componente fungino. Un muschio, invece, è una pianta. L’aspetto basso e la crescita sulla corteccia non bastano a renderli parenti stretti.

Anche fra i licheni le forme variano. Quelli crostosi aderiscono strettamente alla superficie; quelli fogliosi hanno lobi simili a piccole foglie; quelli fruticosi formano ramificazioni erette o pendenti. Sono descrizioni della forma, non tre specie. Nella fotografia, Xanthoria parietina mostra il suo corpo giallo sulla corteccia di un albero da frutto: la fonte documenta una ripresa ravvicinata con diagonale di circa tre centimetri.

Fonti: [2][3][8]

Sulla corteccia, senza mangiare l’albero

Vedere un tronco coperto di licheni può far pensare a un’infezione. Ma i licheni che crescono sulla corteccia non sono per questo parassiti dell’albero: usano quella superficie come supporto. La University of Maryland spiega che non provocano il deperimento degli alberi su cui si trovano.

Possono risultare più evidenti su piante mature o dalla crescita lenta, dove la corteccia rimane disponibile più a lungo. Su un albero già in difficoltà, la loro presenza può quindi accompagnare il problema senza esserne la causa. È un esempio concreto della differenza fra associazione osservata e rapporto causale: due cose presenti insieme non dimostrano che l’una abbia prodotto l’altra.

Fonti: [3]

La vita si ferma quando manca l’acqua?

Molti licheni possono attraversare periodi asciutti riducendo fortemente l’attività. Il loro contenuto d’acqua segue da vicino l’umidità dell’ambiente: quando si disidratano entrano in uno stato inattivo, mentre una nuova disponibilità d’acqua permette la ripresa dei processi vitali. Questo comportamento è diverso da quello delle piante dotate di sistemi che regolano e conservano l’acqua al proprio interno.

Bagnarsi, però, non equivale a crescere immediatamente. Il tallo reidratato riprende a respirare, consumando riserve; con luce e condizioni adatte, la fotosintesi può ricostituirle. Anche troppa acqua può ostacolare gli scambi dei gas e ridurre la fotosintesi. Il bilancio dipende dalla durata delle condizioni favorevoli e dalla specie: resistere alla siccità non significa essere invulnerabili, né poter vivere senza acqua per sempre.

Fonti: [4]

Come si trasferisce una simbiosi

Per colonizzare una nuova superficie non basta sempre disperdere un solo componente. Un frammento di tallo contiene già fungo e fotobionte: se arriva in un ambiente adatto, può dare origine a una nuova crescita. È una riproduzione vegetativa, paragonabile per questo aspetto a una talea, senza essere una talea di pianta.

Esistono anche strutture specializzate. I soredi sono minuscoli granuli con cellule del fotobionte avvolte da filamenti fungini; gli isidi sono piccole escrescenze del tallo che possono staccarsi. In entrambi i casi i partner viaggiano insieme. Diverso è il caso delle spore prodotte sessualmente dal fungo: per ricostituire un lichene, il fungo che ne deriva deve incontrare un fotobionte compatibile. Riprodurre il componente fungino e ricostruire l’associazione non sono dunque la stessa operazione.

Fonti: [5]

Una macchia non è una centralina dell’aria

I licheni assorbono dall’ambiente acqua e sostanze che possono includere inquinanti. Alcune specie sono sensibili all’inquinamento atmosferico, altre lo tollerano meglio. Per questo i ricercatori studiano quali specie sono presenti, come cambiano le comunità e quali sostanze si accumulano nei talli: si parla di biomonitoraggio, cioè uso di organismi per valutare condizioni ambientali.

Il National Park Service documenta che, nei parchi studiati attorno a Washington, comunità tolleranti all’inquinamento possono sostituire quelle più sensibili. Trovare un lichene sul marciapiede non certifica quindi che l’aria sia pulita; non trovarlo non misura da solo un inquinante. Servono identificazioni corrette, confronti e un metodo di campionamento. La loro utilità scientifica nasce da queste misure, non da un verdetto affidato a una singola macchia.

Fonti: [6]

PER APPROFONDIRE

Un passo più in là

Una convivenza più complessa del disegno scolastico

Lo schema “fungo più alga” è un buon punto di partenza, ma non esaurisce la biologia dei licheni. La rassegna pubblicata nel 2022 su New Phytologist descrive associazioni aperte fra specie, con scambi di risorse e relazioni che possono coinvolgere più partecipanti. Non bisogna trasformare quel disegno semplice nella pretesa che ogni tallo contenga esattamente due individui.

Anche l’idea di un vantaggio reciproco richiede precisione: il fungo riceve carbonio prodotto dalla fotosintesi, mentre il fotobionte può beneficiare di protezione e di condizioni favorevoli. Questo non implica scambi sempre equilibrati o assenza di conflitti. Molti meccanismi che stabilizzano l’associazione restano oggetto di ricerca. Osservare un lichene significa quindi guardare una forma di vita costruita da relazioni: riconoscibile dall’esterno, ma molto meno semplice quando si esplora ciò che accade al suo interno.

Fonti: [7]

Tre cose da portare con sé

  • Un lichene è una simbiosi fra organismi diversi, classificata con il suo componente fungino.
  • Frammenti, soredi e isidi possono disperdere insieme fungo e fotobionte.
  • I licheni sono utili nel biomonitoraggio, ma una singola presenza non certifica aria pulita.

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Le fonti, a portata di clic

Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.

  1. 1
    British Lichen SocietyWhat is a Lichen?

    Partner della simbiosi, fotosintesi e scambi di risorse.

  2. 2
    Australian National Botanic Gardens / Australian National HerbariumWhat is a lichen?

    Tallo, ife, classificazione e forme di crescita.

  3. 3
    University of Maryland ExtensionLichen, Algae, and Moss on Trees

    Distinzione dai muschi e crescita non parassitica sulla corteccia.

  4. 4
    Australian National Botanic Gardens / Australian National HerbariumHydration & photosynthesis

    Disidratazione, ripresa della respirazione e bilancio della fotosintesi.

  5. 5
    Australian National Botanic Gardens / Australian National HerbariumReproduction and dispersal

    Frammentazione, soredi, isidi e differenza rispetto alle spore fungine.

  6. 6
    National Park ServiceLichens and Air Quality

    Biomonitoraggio e differenze fra specie sensibili e tolleranti; pagina aggiornata il 5 marzo 2024.

  7. 7
    Spribille e collaboratori · New PhytologistEvolutionary biology of lichen symbioses

    Rassegna del 18 marzo 2022: complessità delle associazioni e questioni evolutive ancora aperte.

  8. 8
    Uoaei1 · Wikimedia CommonsXanthoria parietina 02.JPG

    Fonte della fotografia, soggetto e scala documentati; licenza CC BY-SA 4.0.

Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo