COSA DICONO LE EVIDENZE

Le promesse delle diete miracolose richiedono prove su efficacia, sicurezza e durata dei risultati. Un calo di peso iniziale non dimostra un effetto «detox», e gli studi sul gruppo sanguigno non sostengono l’abbinamento fra dieta e gruppo ABO. Anche gli integratori vanno valutati singolarmente.

Mettiamo alla prova l’idea

Una promessa da verificare

Una settimana di succhi per “depurarsi”, un’alimentazione scelta in base al gruppo sanguigno, una capsula per bruciare grassi. Sono proposte diverse, accomunate da una domanda: quali prove sostengono ciò che promettono?

Per orientarsi conviene esaminare separatamente tre aspetti: il risultato ottenuto, la spiegazione proposta e la sicurezza del metodo. Un calo di peso, da solo, lascia aperte molte domande.

Fonti: [1][4]

Detox: che cosa viene davvero dimostrato?

Le diete detox, per esempio, promettono spesso di eliminare sostanze nocive attraverso succhi, tisane o regimi molto restrittivi. Per valutare questa promessa bisognerebbe sapere quali sostanze verrebbero eliminate, come sarebbero misurate e quale beneficio ne deriverebbe. Il NCCIH, centro dei National Institutes of Health statunitensi, segnala che le ricerche disponibili sono poche e generalmente di bassa qualità: mancano prove convincenti a sostegno delle diete detox per eliminare tossine o gestire il peso.

Eppure qualcuno racconta di essere dimagrito. È possibile: un regime che riduce molto l’energia introdotta può far scendere il peso inizialmente. Questo risultato, però, non dimostra l’effetto “depurativo” pubblicizzato. Restano da verificare la durata del beneficio e le conseguenze del regime. Restrizioni severe possono rendere insufficiente l’apporto di nutrienti; l’uso di lassativi può provocare diarrea e disidratazione.

Fonti: [1]

Il gruppo sanguigno decide che cosa mangiare?

Un altro caso interessante è la dieta del gruppo sanguigno, secondo cui ciascuno dovrebbe scegliere determinati alimenti in base al proprio gruppo ABO. Uno studio pubblicato su PLOS ONE, condotto su 1.455 persone, ha trovato un’associazione fra alcuni degli schemi alimentari proposti e indicatori più favorevoli di salute cardiovascolare e metabolica. Il vantaggio, tuttavia, non dipendeva dalla corrispondenza tra dieta e gruppo sanguigno. Essendo uno studio osservazionale, non dimostrava nemmeno che fosse la dieta a causare quei risultati. Le osservazioni non sostenevano la teoria dell’abbinamento.

È una lezione utile anche oltre questo esempio: un miglioramento può essere reale mentre la spiegazione con cui viene venduto rimane priva di conferme.

Fonti: [2]

La promessa dei «bruciagrassi»

Anche gli integratori presentati come “bruciagrassi” richiedono attenzione. Secondo l’Office of Dietary Supplements dei NIH, gli studi sui prodotti dimagranti sono spesso piccoli e brevi. Per alcuni ingredienti gli effetti osservati sono modesti; per altri l’efficacia resta incerta o non emerge un beneficio. Inoltre, i prodotti con più componenti sono difficili da valutare, e possono verificarsi effetti indesiderati o interazioni con farmaci. La parola “naturale” non risolve queste incertezze.

Fonti: [3]

PER APPROFONDIRE

Un passo più in là

Le domande da fare prima di fidarsi

Come riconoscere una promessa sospetta? Il NIDDK, altro istituto dei NIH, invita a diffidare di programmi che garantiscono grandi dimagrimenti in tempi brevissimi, risultati senza cambiamenti nelle abitudini oppure la perdita di grasso in una specifica parte del corpo. Anche fotografie del “prima e dopo” e testimonianze entusiastiche richiedono verifiche: non permettono di conoscere i risultati medi, gli abbandoni o gli effetti a distanza di mesi.

Le domande utili sono concrete: esistono studi sul metodo? Quanto sono durati? Quali benefici e rischi hanno misurato? È previsto un sostegno nel tempo? Un percorso credibile tiene conto della salute, delle esigenze e delle preferenze della persona. Per scegliere un’alimentazione adatta alla propria situazione, il riferimento è un professionista sanitario qualificato. Una buona divulgazione può aiutare a valutare le promesse; il piano personale richiede una valutazione individuale.

Fonti: [4]

Tre cose da portare con sé

  • Un calo di peso iniziale non dimostra la spiegazione «miracolosa» con cui viene pubblicizzato un metodo.
  • Le prove devono riguardare benefici, rischi e durata dei risultati: testimonianze e fotografie non bastano.
  • Un percorso alimentare personale richiede una valutazione qualificata delle proprie esigenze e condizioni di salute.

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Le fonti, a portata di clic

Materiali consultati per questo articolo. Le fonti possono essere in inglese.

  1. 1
    NIH — National Center for Complementary and Integrative Health“Detoxes” and “Cleanses”: What You Need To Know

    Qualità delle prove sulle diete detox, calo iniziale di peso e rischi dei regimi restrittivi e dei lassativi.

  2. 2
    PLOS ONE — Wang e colleghi (2014)ABO Genotype, ‘Blood-Type’ Diet and Cardiometabolic Risk Factors

    Studio osservazionale su 1.455 persone: le associazioni favorevoli non sostengono l’abbinamento tra dieta e gruppo sanguigno.

  3. 3
    NIH — Office of Dietary SupplementsDietary Supplements for Weight Loss — Fact Sheet for Consumers

    Efficacia e limiti degli studi sugli ingredienti dimagranti, effetti indesiderati e possibili interazioni.

  4. 4
    NIH — National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney DiseasesChoosing a Safe & Successful Weight-loss Program

    Promesse sospette, domande da porre, valutazione individuale e sostegno per risultati mantenibili nel tempo.

Testo realizzato con assistenza dell’intelligenza artificiale. Come lavoriamo