Apnee Notturne e Pressione Alta: Svelato il Ruolo Nascosto del Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone!
Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi affascina molto e che riguarda la salute di tanti di noi: il legame tra le apnee ostruttive del sonno (OSA) e l’ipertensione. Sappiamo da tempo che queste due condizioni vanno spesso a braccetto, ma c’è un meccanismo un po’ nascosto, un “colpevole silenzioso”, che forse non tutti conoscono: la disregolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS). Sembra un nome complicato, vero? Ma cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta e perché è così importante.
L’OSA è quel disturbo del sonno molto comune, specialmente tra chi è in sovrappeso o obeso, in cui la respirazione si interrompe più volte durante la notte. L’ipertensione, la nostra cara “pressione alta”, colpisce circa la metà delle persone con OSA, aumentando il rischio di problemi cardiovascolari seri. Controllare la pressione in questi pazienti è quindi fondamentale.
Ma come si collegano OSA e ipertensione?
I meccanismi sono tanti, ma uno dei sospettati principali è proprio il RAAS. Questo sistema è un po’ il “regista” dell’equilibrio di sali e acqua nel nostro corpo, influenzando direttamente la pressione sanguigna. L’idea è che l’OSA, con le sue interruzioni respiratorie e la conseguente carenza di ossigeno (ipossia), possa “attivare” eccessivamente il RAAS. In particolare, si pensa che stimoli i nervi simpatici renali, portando a una maggiore produzione di renina e, di conseguenza, a un eccesso di aldosterone.
L’aldosterone è un ormone chiave: se è troppo alto, non solo contribuisce all’ipertensione, ma è anche associato a maggiori rischi cardiovascolari e renali. Tuttavia, gli studi fatti finora sull’attivazione del RAAS nell’OSA hanno dato risultati contrastanti. Alcuni hanno trovato un legame, altri no. C’è anche l’ipotesi che le differenze etniche possano giocare un ruolo.
Il Nostro Studio nel Sud-Est Asiatico
Ecco perché abbiamo deciso di indagare più a fondo, concentrandoci su una popolazione specifica: pazienti obesi con OSA nel Sud-Est Asiatico (precisamente in Malesia), una regione dove i dati erano scarsi. Volevamo capire meglio il profilo del RAAS in questi pazienti e come influenzasse la loro ipertensione.
Abbiamo condotto uno studio osservazionale trasversale, reclutando pazienti adulti (età ≥ 18 anni) con un indice di massa corporea (BMI) ≥ 27.5 kg/m² (un valore leggermente più basso per definire l’obesità negli asiatici, dato il loro maggior rischio cardiovascolare a BMI inferiori) e OSA confermata (indice apnea-ipopnea, AHI > 5/ora). Abbiamo escluso pazienti con ipertensione secondaria, malattie renali croniche, insufficienza cardiaca congestizia, infarti recenti, o chi già usava la CPAP (la maschera per le apnee).
Abbiamo raccolto dati demografici, misurato la pressione sanguigna e prelevato campioni di sangue per misurare la concentrazione plasmatica di aldosterone (PAC) e la concentrazione plasmatica di renina (PRC). Abbiamo anche calcolato il rapporto aldosterone/renina (ARR) e valutato l’intensità del trattamento anti-ipertensivo usando un punteggio validato chiamato Therapeutic Intensity Score (TIS). Per avere un quadro completo, abbiamo confrontato i dati dei nostri pazienti OSA con quelli di un gruppo di controllo di adulti sani e non obesi e con un gruppo di pazienti con diagnosi confermata di iperaldosteronismo primario (PA), una condizione caratterizzata da eccesso di aldosterone.

Cosa Abbiamo Scoperto? Risultati Sorprendenti!
Su 204 pazienti reclutati, ben 160 avevano l’ipertensione. Ed ecco la parte interessante:
- I pazienti con OSA e ipertensione avevano livelli di aldosterone (PAC) significativamente più alti rispetto ai pazienti con OSA ma senza ipertensione (normotesi). La renina (PRC), invece, non mostrava differenze significative tra i due gruppi.
- Confrontando i pazienti ipertesi con OSA con i controlli sani, abbiamo visto che i primi avevano aldosterone (PAC) e rapporto aldosterone/renina (ARR) più alti, ma, attenzione, livelli di renina (PRC) più bassi! Questo suggerisce una vera e propria disregolazione del sistema, un disequilibrio.
- Come previsto, rispetto ai pazienti con iperaldosteronismo primario (PA), i nostri pazienti ipertesi con OSA avevano PAC e ARR più bassi e PRC più alto. Questo ci ha aiutato a escludere che la causa fosse un PA non diagnosticato.
In pratica, sembra che nei pazienti obesi con OSA e ipertensione, ci sia un eccesso di aldosterone che non è semplicemente una conseguenza di un aumento della renina, come si pensava inizialmente. Anzi, la renina sembra essere addirittura soppressa, forse per un meccanismo di feedback negativo o per altri fattori come un maggior apporto di sale o una maggiore attivazione simpatica indipendente.
L’Aldosterone: Un Protagonista nella Severità dell’Ipertensione
Ma non è tutto. Abbiamo analizzato le correlazioni e abbiamo scoperto che l’aldosterone (PAC) era positivamente correlato con:
- L’intensità del trattamento anti-ipertensivo (TIS): più aldosterone, più farmaci servivano per controllare la pressione.
- La pressione sistolica (SBP): più aldosterone, più alta la massima.
- La durata dell’ipertensione: più aldosterone, più lunga la storia di pressione alta.
L’aldosterone era anche negativamente correlato con la diagnosi di ipertensione (questo potrebbe sembrare controintuitivo, ma nell’analisi multivariata indica probabilmente che altri fattori contribuiscono alla diagnosi iniziale, mentre l’aldosterone ne modula più la severità e la durata).
Questi risultati sottolineano il ruolo cruciale dell’aldosterone non solo nello sviluppo dell’ipertensione nell’OSA, ma anche nella sua severità e nella difficoltà a trattarla. Potrebbe essere coinvolto in meccanismi come la ritenzione di sodio, il rimodellamento vascolare e l’aumento della rigidità arteriosa.

E la Gravità dell’OSA? Un Puzzle da Risolvere
Curiosamente, nel nostro studio non abbiamo trovato una correlazione significativa tra i livelli di aldosterone o renina e la gravità dell’OSA (misurata con l’indice AHI). Come mai? Ci sono diverse ipotesi:
- La maggior parte dei nostri pazienti aveva un’OSA severa. Forse in questi casi l’ipossia cronica porta a meccanismi di adattamento che “smorzano” l’attivazione del RAAS.
- La presenza di altre condizioni come l’obesità stessa e il diabete (più comuni nel gruppo iperteso) potrebbe influenzare il RAAS indipendentemente dall’OSA, confondendo la relazione.
- Altri meccanismi, oltre al RAAS, sono sicuramente importanti nel determinare la gravità dell’OSA e il suo impatto sulla pressione, come l’infiammazione, lo stress ossidativo e la disfunzione endoteliale.
Possibili Spiegazioni per lo Squilibrio Aldosterone/Renina
Perché troviamo aldosterone alto e renina bassa o normale nei pazienti ipertesi con OSA? Due teorie principali:
- Secrezione di aldosterone indipendente dalla renina: L’ipossia e lo stress legati all’OSA (frammentazione del sonno, risvegli) potrebbero stimolare direttamente la produzione di aldosterone attraverso altri percorsi, come l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) rilasciato in risposta allo stress.
- Possibile iperaldosteronismo primario subclinico: Non possiamo escludere che in alcuni di questi pazienti ci sia una forma lieve di PA, dove le ghiandole surrenali producono troppo aldosterone autonomamente, contribuendo all’ipertensione resistente spesso vista nell’OSA.
Cosa Ci Portiamo a Casa?
Questo studio, il primo nel suo genere nel Sud-Est Asiatico, ci dice chiaramente che nei pazienti obesi con OSA, specialmente quelli ipertesi, c’è una significativa disregolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone. L’aldosterone emerge come un attore chiave, non solo nel causare l’ipertensione, ma anche nell’influenzarne la gravità e la risposta ai trattamenti.
Anche se non abbiamo trovato un legame diretto con la gravità dell’OSA stessa, questi risultati aprono strade importanti per la gestione clinica. Potrebbero suggerire l’utilità di farmaci specifici, come gli antagonisti del recettore dei mineralocorticoidi (MRA), per controllare meglio la pressione sanguigna in questi pazienti e mitigare gli effetti dannosi dell’aldosterone. Questo è particolarmente rilevante in regioni, come quelle tropicali, dove i disordini metabolici (obesità, diabete) sono in aumento e spesso si accompagnano all’OSA e all’ipertensione.
Capire questi meccanismi “nascosti” è fondamentale per offrire cure sempre più mirate ed efficaci. La ricerca continua, ma ogni passo avanti ci aiuta a gestire meglio queste condizioni complesse!
Fonte: Springer
