Anziano cinese sorridente assistito da un operatore sanitario in un ambiente domestico accogliente e luminoso. L'operatore porge delicatamente un bicchiere d'acqua all'anziano seduto su una poltrona. Lente 50mm, profondità di campo che sfoca leggermente lo sfondo, luce naturale calda che entra da una finestra.

Anziani Fragili in Cina: Malnutrizione e Infezioni, i Veri Nemici Nascosti (e Costosi!)

Ragazzi, parliamoci chiaro: il mondo sta invecchiando, e l’Italia non è certo da meno. Ma avete mai pensato a cosa succede in Paesi enormi come la Cina, dove gli over 65 sono già quasi 200 milioni? Un numero pazzesco! E con l’età, purtroppo, aumentano spesso anche gli acciacchi e, in molti casi, la disabilità. Questo significa non riuscire più a fare da soli le cose di tutti i giorni, come lavarsi, vestirsi, mangiare. Una sfida enorme, non solo per le persone coinvolte e le loro famiglie, ma per l’intera società e per i sistemi sanitari.

Proprio per affrontare questa marea montante, la Cina ha lanciato da qualche anno un programma pilota di assicurazione per l’assistenza a lungo termine (la chiamano LTCI – Long-Term Care Insurance). L’idea è dare un supporto concreto, sia economico che di servizi, a chi non è più autosufficiente.

Recentemente mi sono imbattuto in uno studio affascinante che ha analizzato i dati proprio di questo programma, concentrandosi sugli anziani con disabilità. Volevano capire quali malattie segnano il loro percorso finale e quanto pesano sulle spese mediche. E le scoperte, ve lo dico, mi hanno fatto parecchio riflettere.

Ma chi hanno studiato esattamente?

Immaginate un gruppo enorme, oltre 30.000 persone dai 65 anni in su, tutte con disabilità gravi e seguite per un periodo medio di quasi due anni (tra il 2017 e il 2021). L’età media era alta, quasi 80 anni, e la maggior parte erano donne. Purtroppo, durante lo studio, più della metà di loro (circa il 58%) è venuta a mancare. I ricercatori hanno spulciato cartelle cliniche elettroniche e dati delle assicurazioni sanitarie per ricostruire la storia medica di ognuno, le diagnosi, i ricoveri e, ovviamente, i costi. L’obiettivo? Disegnare le “traiettorie” delle malattie, capire quali si presentano prima, quali dopo, e quali sono associate a un rischio maggiore di morte e a spese più alte.

La Sorpresa: Non Solo le Solite Malattie Croniche

Quando pensiamo alle cause di morte negli anziani, ci vengono subito in mente le grandi malattie croniche: ipertensione, diabete, problemi cardiaci, demenza, malattie polmonari come la BPCO. Certo, queste condizioni sono diffusissime e contribuiscono enormemente alla disabilità e al peggioramento della qualità della vita. Ma lo studio cinese ha rivelato qualcosa di più sottile e, per certi versi, più preoccupante.

Analizzando i dati, è emerso che le condizioni con il rischio (Hazard Ratio – HR) più alto di portare alla morte non erano direttamente queste malattie croniche di base, bensì le loro complicazioni, spesso legate a due fattori chiave: malnutrizione e infezioni.

Ecco i “big killer” identificati, con rischi altissimi:

  • Shock settico (HR 3.59 – rischio quasi quadruplicato!)
  • Insufficienza respiratoria (HR 3.19)
  • Sepsi (un’infezione generalizzata gravissima) (HR 2.98)
  • Malnutrizione (HR 2.38)
  • Ulcere da decubito (le piaghe da letto, spesso segno di immobilità e cattiva nutrizione) (HR 2.27)

Certo, condizioni come ipertensione, diabete, infarto cerebrale, BPCO, demenza erano presenti all’inizio del percorso di molti pazienti, ma la “stazione finale” era spesso rappresentata da problemi come:

  • Anemia, ipoproteinemia (basso livello di proteine nel sangue), malnutrizione vera e propria
  • Polmonite
  • Insufficienza respiratoria o cardiaca
  • Disturbi elettrolitici
  • Ulcere peptiche, problemi intestinali, emorragie gastrointestinali

In pratica, quasi la metà delle cause di morte più frequenti erano riconducibili a malnutrizione (4.2%) e a insufficienza d’organo (spesso conseguenza di infezioni o declino generale, 3.1%) e polmonite (3.1%).

Primo piano sulle mani rugose di una persona anziana che stringono debolmente un bicchiere d'acqua, accanto a un piatto con poco cibo. L'illuminazione è soffusa, quasi malinconica, mettendo in risalto la fragilità. Lente macro 70mm, alta definizione, focus preciso sulle mani.

Il Circolo Vizioso: Malnutrizione, Disabilità e Infezioni

Questo studio mette il dito su una piaga spesso sottovalutata: la malnutrizione negli anziani fragili. È un circolo vizioso terribile. La disabilità fisica rende difficile fare la spesa, cucinare, a volte persino mangiare da soli. Problemi di denti o di deglutizione peggiorano la situazione. Malattie croniche come tumori o insufficienza renale consumano energie e nutrienti.

A questo si aggiunge la sarcopenia, la perdita di massa e forza muscolare legata all’età, ma aggravata dalla malnutrizione e dall’inattività. In Cina, si stima che quasi un terzo dei partecipanti a programmi di assistenza a lungo termine sia a rischio malnutrizione e quasi la metà abbia sarcopenia!

E cosa succede quando un corpo è malnutrito e debilitato? Il sistema immunitario va in tilt. Già l’invecchiamento porta con sé una certa “stanchezza” delle difese immunitarie (la chiamano immunosenescenza), ma la malnutrizione, e in particolare la carenza di proteine, dà il colpo di grazia. Risultato? Si diventa incredibilmente vulnerabili alle infezioni. Polmoniti, infezioni urinarie, sepsi… diventano molto più probabili e molto più pericolose. Lo studio ha mostrato chiaramente che polmonite e insufficienza respiratoria sono tra le cause di morte più comuni legate alle infezioni in questo gruppo di anziani.

E i Costi? Un Salasso Legato alle Complicazioni

Passiamo ai soldi. Come ci si potrebbe aspettare, le spese mediche per questi anziani sono significative. Curiosamente, lo studio ha notato che, in generale, i costi tendono a diminuire con l’avanzare dell’età (forse perché per i molto anziani si scelgono cure meno invasive e più palliative?), tranne che nell’ultimo periodo di vita, quando c’è un picco di spese.

Ma quali sono le malattie che pesano di più sul portafoglio del sistema sanitario? Tra le 30 cause più frequenti di ricovero, quelle con i costi totali più alti sono state:

  • Emorragia intracerebrale (costo medio altissimo: circa 47.882 CNY, che equivalgono a diverse migliaia di euro)
  • Sepsi (costo medio elevato: circa 37.978 CNY)
  • Insufficienza respiratoria (costo medio: circa 25.921 CNY)

Vedete come tornano le infezioni gravi (sepsi) e le loro conseguenze (insufficienza respiratoria)? Curare queste complicazioni costa tantissimo, molto più della gestione di malattie croniche stabilizzate. Anche le malattie cardiovascolari e cerebrovascolari (come l’infarto cerebrale o l’angina) e le fratture sono cause frequenti di ricovero, ma sono le infezioni acute e le emorragie a far schizzare i costi.

Medico in camice bianco che esamina attentamente una radiografia polmonare, probabilmente di un paziente anziano, in una stanza d'ospedale. Sullo sfondo, monitor con parametri vitali. Luce clinica ma concentrata sulla radiografia. Lente prime 35mm, profondità di campo.

Non Siamo Tutti Uguali: Differenze nel Percorso

Lo studio ha anche guardato se ci fossero differenze in base all’età, al sesso o al luogo di cura (a casa o in istituto). Ebbene sì:

  • Gli ultra 85enni avevano cause di morte aggiuntive come infezioni urinarie e problemi intestinali.
  • Gli uomini sembravano avere traiettorie di malattia più complesse.
  • Chi viveva in istituti di cura (circa il 30% del campione) aveva percorsi ancora più complessi, con più demenza, polmonite, problemi gastrointestinali e urinari come cause finali. Questo probabilmente riflette il fatto che chi finisce in istituto è spesso già in condizioni di salute peggiori.

Cosa Possiamo Imparare (Anche Qui in Italia)?

Questo studio cinese, anche se condotto in un contesto diverso dal nostro, ci lancia un messaggio potentissimo. Per migliorare davvero l’assistenza agli anziani fragili e rendere sostenibili i sistemi sanitari, dobbiamo spostare un po’ il focus.

1. Occhio alla Nutrizione! Non basta curare le malattie, bisogna nutrire la persona. Valutare regolarmente lo stato nutrizionale, identificare precocemente la sarcopenia e intervenire con piani alimentari mirati (magari con più proteine, integratori specifici se servono) potrebbe fare un’enorme differenza nel ridurre il rischio di infezioni e migliorare la funzionalità generale.

2. Prevenire le Infezioni è Cruciale. Le infezioni costano vite e soldi. La prevenzione è fondamentale. Questo significa igiene rigorosa (soprattutto in contesti di cura collettiva), ma anche e soprattutto vaccinazioni! Influenza, pneumococco, pertosse, COVID-19, magari in futuro anche il virus respiratorio sinciziale… vaccinare gli anziani fragili è una strategia semplice, efficace e costo-efficace per ridurre ricoveri e gravità delle malattie. I governi dovrebbero garantirne l’accesso.

3. Ripensare i Modelli di Cura? Lo studio accenna a modelli alternativi alle grandi case di riposo, come strutture più piccole, familiari (“Green House Project” negli USA). Forse anche da noi si potrebbe ragionare su soluzioni che offrano alta qualità di cura in ambienti più raccolti e meno a rischio di focolai infettivi.

Insomma, questo studio ci ricorda che dietro le grandi diagnosi ci sono spesso problemi più “silenziosi” ma devastanti come la malnutrizione e la vulnerabilità alle infezioni. Affrontarli di petto potrebbe essere la chiave per garantire ai nostri anziani non solo anni in più, ma anni vissuti meglio e con più dignità. Una lezione che dalla Cina arriva forte e chiara anche a noi.

Fonte: Springer

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