Immagine macro ad alta definizione di un verme anchilostoma adulto, Ancylostoma ceylanicum, con dettagli nitidi delle sue parti boccali uncinate. Illuminazione da studio controllata, obiettivo macro 105mm, sfondo neutro sfocato.

Anchilostomi a Sarawak: Sorprese nel DNA dei Parassiti dei Cani Randagi e Rischi per Noi

Ciao a tutti! Oggi voglio portarvi con me in un viaggio un po’ insolito, nel cuore del Borneo Malese, a Sarawak. Non parleremo di foreste pluviali o oranghi (anche se sono fantastici!), ma di qualcosa di molto più piccolo, quasi invisibile, ma incredibilmente importante per la salute pubblica: i parassiti intestinali, in particolare gli anchilostomi.

Forse avete già sentito parlare di questi vermi. Sono parassiti ematofagi, cioè si nutrono di sangue, e possono causare anemie e perdita di proteine sia negli animali che, ahimè, anche negli esseri umani. Sono considerati tra le malattie tropicali neglette (NTD), quelle patologie un po’ dimenticate ma che causano sofferenza e perdite economiche enormi, specialmente nelle aree più povere del mondo.

Il Protagonista Indiscusso (e un Ospite Inatteso)

Tradizionalmente, quando si parlava di anchilostomi nell’uomo, si pensava subito a Necator americanus e Ancylostoma duodenale. Ma grazie alle tecniche molecolari moderne, abbiamo scoperto che c’è un altro attore importante sulla scena: Ancylostoma ceylanicum. Questo parassita, tipico dei cani, è oggi considerato la seconda causa più comune di infezioni da anchilostoma nell’uomo. E la cosa particolare è che è l’unico anchilostoma zoonotico (cioè che passa dagli animali all’uomo) capace di completare il suo ciclo vitale anche nel nostro organismo, causando infezioni “patenti” (cioè con produzione di uova) e problemi come enteriti eosinofiliche e anemie.

Accanto a lui, ci sono altri “cugini” canini che possono darci fastidio: Ancylostoma caninum (che causa enteriti e la fastidiosa “larva migrans cutanea” o CLM) e Ancylostoma braziliense, il principale responsabile della CLM, quella condizione pruriginosa con lesioni serpeggianti sulla pelle.

La Situazione a Sarawak: Cani Randagi e Zoonosi

Ora, torniamo a Sarawak. Quest’area sta affrontando un grosso problema con la rabbia, e questo ha acceso i riflettori sulla questione del sovrappopolamento dei cani randagi. Questi animali, spesso abbandonati o nati liberi, senza controllo e senza predatori naturali, giocano un ruolo chiave nella trasmissione di molte malattie, inclusi i nostri anchilostomi. Defecando liberamente nell’ambiente, contaminano il suolo con le uova dei parassiti. Queste uova si schiudono, liberando larve che maturano fino a diventare infettive (le famose larve L3). Noi possiamo infettarci camminando a piedi nudi su terreno contaminato (le larve penetrano la pelle) o, meno comunemente, ingerendo frutta o verdura non lavate bene.

Fino a poco tempo fa, sapevamo che gli anchilostomi erano presenti a Sarawak, ma non avevamo dati precisi su *quali* specie circolassero, soprattutto nei cani, e quale fosse il loro potenziale zoonotico. Identificare questi vermi solo guardando le uova al microscopio è difficile, perché specie diverse possono avere uova molto simili. Ad esempio, A. ceylanicum e A. braziliense una volta erano considerate la stessa specie! Ecco perché le tecniche molecolari, come la PCR, sono fondamentali.

Cosa Abbiamo Scoperto a Sarawak?

Ed eccoci al cuore della ricerca! Analizzando campioni fecali di 204 cani randagi catturati a Sarawak, abbiamo usato sia la microscopia che la PCR per scovare gli anchilostomi. I risultati? Sorprendenti!

  • Ancylostoma ceylanicum è il re: Era presente da solo nel 43.6% dei cani, confermandosi la specie più diffusa.
  • Infezioni miste: Un altro 9.3% dei cani aveva un’infezione mista di A. ceylanicum e… sorpresa! Ancylostoma braziliense.
  • Altri anchilostomi: Abbiamo trovato anche A. caninum da solo nel 6.3% dei cani e, appunto, A. braziliense da solo nell’1.4%.

La scoperta di A. braziliense è particolarmente interessante. Storicamente si pensava fosse confinato nelle Americhe, ma ora sappiamo che è presente anche in Africa, Asia e Oceania. Tuttavia, questa è la prima volta che viene rilevato con certezza molecolare nei cani della Malesia! Anche se la prevalenza sembra bassa, la sua presenza è un campanello d’allarme, dato che è il principale responsabile della larva migrans cutanea, una condizione molto fastidiosa.

Un altro dato importante: la PCR ha rilevato infezioni nel 60.7% dei cani, mentre la microscopia solo nel 42.6%. Questo conferma che affidarsi solo al microscopio può sottostimare di molto la reale diffusione di questi parassiti, specialmente nelle infezioni leggere.

Fotografia di un ricercatore in laboratorio che esamina un campione fecale al microscopio ottico. Luce intensa dal microscopio, provette e attrezzatura da laboratorio sullo sfondo. Obiettivo prime 50mm, profondità di campo ridotta.

Un Tuffo nella Genetica: Il DNA di A. ceylanicum Racconta una Storia

Ma non ci siamo fermati qui. Volevamo capire meglio la “storia familiare” di A. ceylanicum a Sarawak. Analizzando un pezzetto specifico del loro DNA, chiamato gene COX1 (pensatelo come un codice a barre genetico), abbiamo scoperto una notevole diversità genetica. Gli isolati di Sarawak si distribuivano in tutti i principali “gruppi” o cladi filogenetici conosciuti a livello mondiale. Questo significa che la popolazione locale è molto varia e mescolata (admixed).

Abbiamo identificato ben 28 “impronte digitali” genetiche uniche (aplotipi) solo a Sarawak! E la cosa ancora più affascinante è emersa confrontando questi aplotipi con quelli trovati in altri paesi.

Connessioni Globali e Implicazioni Locali

L’analisi degli aplotipi ha rivelato che la popolazione di A. ceylanicum della Malesia (considerando sia i dati nuovi di Sarawak che quelli precedenti della Malesia peninsulare) è incredibilmente simile a quelle trovate in Cambogia e Thailandia. Il valore FST, un indice che misura la divergenza genetica tra popolazioni, era quasi zero tra Malesia e Cambogia, e bassissimo tra Malesia e Thailandia. Cosa significa? Che c’è un flusso genico notevole tra questi paesi del Sud-est asiatico. I parassiti (o meglio, i loro ospiti, come cani e forse anche persone) si muovono, mescolando i loro geni. È come se ci fosse un’unica grande “famiglia” di A. ceylanicum che circola in questa regione.

Al contrario, le popolazioni di A. ceylanicum in paesi più lontani come Cina, Tanzania o Costa Rica sono geneticamente più distinte da quella malese. La distanza geografica sembra giocare un ruolo.

Questa elevata diversità genetica e questo mescolamento, però, sollevano una preoccupazione: la potenziale emergenza di resistenza ai farmaci antielmintici. Più una popolazione è geneticamente varia, più è probabile che, casualmente, compaiano mutazioni che conferiscono resistenza ai farmaci usati per trattare le infezioni. Se questi farmaci vengono usati massicciamente (come nei programmi di sverminazione di massa o nel trattamento degli animali), i parassiti resistenti possono essere selezionati e diffondersi.

Mappa stilizzata del Sud-est asiatico con frecce luminose che indicano il flusso genico di Ancylostoma ceylanicum tra Malesia, Thailandia e Cambogia. Grafica digitale, colori vivaci su sfondo scuro.

Cosa Ci Insegna Tutto Questo? L’Approccio One Health

Questa ricerca ci lascia con alcuni messaggi chiave:

  • Il rischio zoonotico è reale: La forte presenza di A. ceylanicum (e ora anche di A. braziliense) nei cani randagi di Sarawak rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica. Non dobbiamo sottovalutare questi parassiti.
  • Gestione dei cani randagi: Controllare la popolazione di cani randagi è fondamentale non solo per la rabbia, ma anche per ridurre la diffusione di parassiti zoonotici come gli anchilostomi.
  • Sorveglianza avanzata: Dobbiamo usare strumenti molecolari come la PCR per monitorare la reale prevalenza delle diverse specie di anchilostomi, sia negli animali che nell’uomo.
  • Monitoraggio della resistenza: L’alta diversità genetica impone di tenere d’occhio l’eventuale sviluppo di resistenza ai farmaci.
  • Approccio One Health: Questo studio sottolinea perfettamente l’importanza dell’approccio “One Health” (Una Sola Salute). La salute degli animali, quella umana e quella dell’ambiente sono strettamente interconnesse. Intervenire solo su un fronte non basta.

Insomma, anche se piccoli e nascosti, questi parassiti ci raccontano storie complesse di ecologia, genetica, spostamenti e rischi sanitari. Capire queste storie è il primo passo per proteggere meglio sia i nostri amici animali che noi stessi. Il viaggio nel mondo microscopico degli anchilostomi di Sarawak è appena iniziato!

Illustrazione concettuale dell'approccio One Health: tre cerchi interconnessi rappresentanti la salute umana, la salute animale e la salute ambientale, con icone stilizzate all'interno. Design pulito e moderno.

Fonte: Springer

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