L’Educazione al Bivio: L’Agenda ISEE per la Fioritura Umana e Non Solo per il PIL
Amiche e amici lettori, oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta davvero a cuore e che, ne sono convinto, tocca le corde profonde del nostro futuro: l’educazione. Ma non un’educazione qualsiasi. Parlo di una visione che potrebbe letteralmente rivoluzionare il modo in cui pensiamo alla scuola, all’apprendimento e, in definitiva, allo sviluppo del potenziale umano. Mi sono imbattuto da poco nell’International Science and Evidence Based Education Assessment (ISEE Assessment) e, ve lo dico subito, è stata una folgorazione.
Per troppo tempo, diciamocelo chiaramente, abbiamo associato l’educazione quasi esclusivamente alla crescita economica, alla prosperità finanziaria. Come se formare cittadini fosse solo una questione di prepararli al mercato del lavoro. Certo, negli ultimi decenni abbiamo visto progressi in termini di alfabetizzazione, competenze numeriche, iscrizioni scolastiche e avanzamenti tecnologici. Ma a quale prezzo? L’ISEE Assessment, frutto del lavoro di quasi 300 scienziati da 45 paesi, evidenzia un trend preoccupante: mentre questi indicatori salivano, scendevano l’agentività, i valori umanistici, la qualità delle relazioni e l’impegno civico. Un paradosso, non trovate?
Il Problema di Fondo: Quando l’Economia Detta Legge (e Sbaglia)
Il punto cruciale, secondo questa poderosa analisi, è che la priorità data allo sviluppo di competenze individuali per la produttività economica, trascurando uno sviluppo più olistico, ha finito per rinforzare le strutture di potere esistenti e le disparità sociali. In pratica, chi aveva già accesso a un’istruzione di qualità o proveniva da contesti socioeconomici più agiati ne ha beneficiato ulteriormente, alimentando un circolo vizioso di disuguaglianza. La teoria del capitale umano, che vede l’educazione come strumento di crescita economica e la meritocrazia come meccanismo di mobilità sociale, mostra qui tutte le sue crepe.
L’idea che una valutazione imparziale delle prestazioni, basata sul merito, possa garantire maggiore uguaglianza si scontra con una realtà ben più complessa. Le barriere strutturali – accesso diseguale a istruzione di qualità, sanità, risorse economiche, supporto sociale – vengono spesso ignorate. E così, nonostante l’aumento delle iscrizioni scolastiche, non abbiamo assistito a un parallelo aumento di opportunità di apprendimento eque e di alta qualità per tutti. Anzi, un sistema educativo guidato da un’ideologia meritocratica sembra aver approfondito i problemi di povertà e disuguaglianza anziché alleviarli. Pensateci: la povertà non è solo mancanza di soldi, ma è legata a bassi livelli di istruzione, cattiva salute, esclusione sociale.
Da qui emergono due lezioni fondamentali. Primo: dobbiamo considerare le possibili conseguenze indesiderate delle politiche educative. L’educazione opera in un sistema sociale complesso, spesso imprevedibile. Molti problemi che l’educazione dovrebbe risolvere, come il cambiamento climatico o la polarizzazione, sono “wicked problems”, problemi intricati, difficili da definire, le cui soluzioni possono portare a effetti inattesi. Secondo: il benessere e il progresso sociale non possono dipendere unicamente dal progresso economico. Serve una prospettiva più ampia.

L’ISEE Assessment: Una Nuova Rotta per l’Educazione
Partendo da queste riflessioni, l’ISEE Assessment si è posto due domande centrali: i nostri sistemi educativi stanno servendo lo scopo “giusto”? E possono essere riformati per affrontare questi “wicked problems”? L’obiettivo? Valutare l’impatto dell’educazione sullo sviluppo del potenziale umano, sulla promozione della fioritura individuale (in linea con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) e sulla promozione di società pacifiche e sostenibili (come delineato nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4.7). Un lavoro immenso, che ha unito esperti di varie discipline per analizzare l’educazione a livello micro (bambino, scuola), meso (società, famiglia) e macro (governo).
Questo articolo vuole mettere in luce alcuni temi fondamentali emersi da questa valutazione, principi che, sebbene non discussi esplicitamente in ogni dettaglio nel report originale (che è vastissimo!), sono emersi con forza e offrono spunti preziosi per le future politiche educative. E credetemi, c’è da rimanere affascinati.
I Tre Pilastri per un’Educazione che Fiorisce
L’assessment è arrivato a tre scoperte principali, tre pilastri su cui costruire una nuova agenda educativa. Eccoli:
1. Un approccio integrato all’apprendimento e all’insegnamento, centrato sullo studente.
2. Spostare il focus dalla meritocrazia alla potenzialità.
3. Un ruolo evoluto e consapevole della tecnologia nell’educazione.
Analizziamoli un po’ più da vicino, perché sono davvero il cuore della proposta.
1. Un Approccio Integrato e Centrato sullo Studente: Il Metodo CASE
Avete mai sentito parlare di competenze del XXI secolo? L’ISEE Assessment sottolinea la necessità di coltivarle per la fioritura umana. E non si tratta solo delle classiche abilità accademiche come leggere, scrivere e far di conto. Parliamo esplicitamente di competenze cognitive e socio-emotive. L’approccio proposto è il CASE (Cognitive, Academic, Social, and Emotional), da integrare a tutti i livelli dell’educazione.
L’apprendimento, ci dice la scienza, avviene attraverso interazioni sociali, riorganizzazione delle conoscenze esistenti (pensate all’autoriflessione o alle abilità metacognitive) e apprendimento esperienziale. Quindi, i curricula e le pedagogie dovrebbero nutrire contemporaneamente i domini socio-emotivo, metacognitivo e cognitivo. Questi aspetti non sono separati, ma interagiscono dinamicamente con l’ambiente, influenzando decisioni e comportamenti. Nonostante si parli sempre più di competenze socio-emotive (lavoro di squadra, impegno, empatia), spesso rimangono marginali. E questo è in netto contrasto con le evidenze scientifiche che non mostrano una chiara demarcazione nel cervello umano tra elaborazione cognitiva, sociale ed emotiva!
Come si traduce in pratica un approccio centrato sullo studente?
- Apprendimento individualizzato: esperienze su misura per bisogni, interessi e abilità di ogni studente. Certo, la personalizzazione è ancora agli inizi e richiede approcci creativi.
- Feedback e valutazione continui: valutazioni formative e dinamiche, che usano auto-valutazioni e valutazioni tra pari per facilitare l’apprendimento.
- Ambienti di apprendimento stimolanti: che favoriscano pensiero critico, problem-solving e collaborazione tra studenti diversi.
- Insegnanti come guide: non più meri fornitori di conoscenza, ma partecipanti attivi che supportano il percorso di apprendimento e l’agentività degli studenti.
In sintesi, l’approccio CASE rafforza l’interconnessione tra cognizione, aspetti accademici e socio-emotivi, essenziale per un apprendimento che contribuisca alla fioritura umana. Rende gli studenti protagonisti, capaci di apprendere per tutta la vita.

2. Dalla Meritocrazia alla Potenzialità: Un Cambio di Paradigma
Qui tocchiamo un nervo scoperto. L’ISEE Assessment sostiene che l’appello alla meritocrazia come grande livellatore potrebbe essere, in realtà, una barriera alla fioritura umana. La meritocrazia assegna risorse educative basandosi sul merito, determinato da test standardizzati. Ma, come abbiamo visto, gli studenti provenienti da gruppi minoritari o famiglie a basso reddito affrontano svantaggi significativi. Le stesse valutazioni potrebbero non essere neutre, favorendo certi gruppi sociali. Chi proviene dal gruppo dominante è spesso più familiare con i curricula, le strategie di apprendimento, il linguaggio e i modelli di interazione, partendo quindi avvantaggiato.
Molti studiosi, infatti, rigettano l’idea che la meritocrazia sia priva di bias strutturali. Anzi, si potrebbe argomentare che abbia avuto l’effetto opposto, creando una “nuova forma di esclusione educativa, sociale ed economica sotto le spoglie del credenzialismo”, una sorta di “meritocrazia ereditaria”. Le politiche educative, focalizzandosi sulle competenze individuali e trascurando le barriere sistemiche, hanno spesso esacerbato la disuguaglianza.
La scienza dell’apprendimento ci dice che l’apprendimento e il comportamento umano sono funzioni di biologia, opportunità e ambiente. Di conseguenza, mostriamo variazioni nel potenziale di apprendimento e differenze individuali. Basandosi su queste evidenze, l’ISEE Assessment propone la potenzialità invece della meritocrazia come misura per la fioritura umana. La potenzialità è vista come un percorso personalizzato, dinamico, che evolve con l’apprendimento, varia tra individui ed è plasmato dagli ambienti educativi.
Alcuni principi chiave:
- Considera una gamma più ampia di fattori che contribuiscono alla fioritura umana, non solo il rendimento accademico.
- È dinamica e personalizzabile, superando l’approccio statico e “taglia unica” della meritocrazia.
Attenzione: non si tratta di misurare il potenziale assoluto di ogni individuo (impossibile e non suggerito). Si propone invece di operazionalizzare il concetto di potenzialità come misura del tasso di apprendimento di un individuo, valutato attraverso strumenti formativi e dinamici che riflettono traiettorie di apprendimento personali. L’enfasi si sposta dal competere per risorse basate su criteri statici al coltivare il potenziale di sviluppo di ogni studente. È un passaggio da una visione statica a una dinamica, continua, focalizzata sulla crescita individuale.
3. Il Ruolo Consapevole della Tecnologia nell’Educazione
La tecnologia, si sa, ha un doppio ruolo nell’educazione, a seconda di come viene progettata, contestualizzata e implementata. Può facilitare la fioritura umana, ma se usata senza cautela, può ostacolare i risultati di apprendimento desiderati. L’accesso (specialmente a laptop e internet affidabile) rimane una sfida, ma la tecnologia è pervasiva. Dopo la pandemia COVID-19, il suo ruolo è diventato ancora più significativo. Oltre il 94% dei bambini nel Regno Unito e negli USA possiede o ha accesso a tablet touchscreen, e anche nei paesi a basso e medio reddito l’accesso ai tablet è spesso superiore a quello di laptop o TV.
Essendo sviluppata dagli umani, le limitazioni, l’usabilità e i difetti della tecnologia sono legati alle azioni umane. La pedagogia digitale, attraverso prodotti e processi EdTech, può soddisfare esigenze diverse. Tuttavia, la scelta della tecnologia giusta dipende da fattori contestuali: economici, politici, culturali e sociali. Questi fattori modellano le politiche EdTech, la loro implementazione e il loro potenziale di ridurre o esacerbare le disuguaglianze educative. Il successo degli strumenti EdTech nell’educazione speciale suggerisce la loro efficacia nell’implementare un’educazione personalizzata. Ogni studente impara in modo diverso, e l’EdTech permette di apprendere in modo indipendente, usando le tecniche più adatte.
Gli avanzamenti tecnologici hanno dato vita a spazi di apprendimento ibridi e al metaverso, sfumando i confini tra ambienti fisici e virtuali. Mentre ci muoviamo verso l’intelligenza artificiale (AI) e la realtà mista, educatori e studenti devono sviluppare le competenze necessarie per navigare questi spazi. Essi offrono opportunità significative per curricula innovativi, metodologie didattiche e pratiche di valutazione, facilitando l’apprendimento attivo e collaborativo. D’altro canto, una mancanza di implementazione rigorosa ed etica dell’EdTech può portare a bias algoritmici, un maggiore divario digitale, disinformazione, problemi di privacy e aumento dell’apprensione e dello stress degli insegnanti. L’educazione è intrinsecamente sociale; l’interazione insegnante-studente è vitale. Implementare la tecnologia senza un’adeguata formazione e supporto per gli insegnanti può influire negativamente sul loro benessere, che a sua volta impatta i risultati degli studenti. L’ISEE Assessment raccomanda di dare priorità al benessere degli insegnanti, migliorare le loro competenze socio-emotive e la loro alfabetizzazione informativa, e investire nella formazione. Se la tecnologia deve aiutare l’educazione a risolvere i “wicked problems”, la cura etica e il pensiero critico devono affiancare la creatività e le innovazioni.

Trasformare l’Educazione: Dal PIL alla Persona
L’ISEE Assessment propone una trasformazione radicale: passare da un modello educativo basato sulla crescita economica a uno centrato sulla fioritura umana. Questo significa progettare apprendimento, contenuti e valutazioni attraverso l’approccio integrato CASE, ridefinire le valutazioni per misurare la potenzialità, e vedere gli insegnanti come facilitatori abilitati dalla tecnologia, che permettono a ogni studente di raggiungere il proprio pieno potenziale. Il report sottolinea come la plasticità cerebrale (neuroplasticità) offra uno strumento potente per coltivare benessere e mentalità pacifiche attraverso training e pratica.
Oltre il Report: Le Caratteristiche Uniche dell’ISEE Assessment
Ciò che rende l’ISEE Assessment particolarmente speciale, a mio avviso, va oltre le singole raccomandazioni.
- Una definizione di fioritura radicata nella filosofia: Il concetto di “eudaimonia” aristotelica (traducibile grossolanamente come “fioritura” o “vita ben vissuta”) è centrale. Questo approccio, che integra prospettive normative, è essenziale per catturare l’intera portata della fioritura umana, cosa che le concezioni tradizionali della scienza potrebbero trascurare.
- Ampiezza e profondità: L’analisi copre i livelli micro, meso e macro dell’educazione e attinge da discipline diverse (filosofia, economia, neuroscienze), offrendo una comprensione sfaccettata. Enfatizza anche la necessità di dare priorità a ricerche diverse, collegando il Sud e il Nord del mondo e considerando contesti socioculturali unici.
- Un legame sfumato tra fioritura, educazione e ricerca: Da un lato, si sottolinea che una ricerca rigorosa e replicabile dovrebbe guidare le politiche educative, evitando dati selezionati ad arte e considerando i contesti locali. Dall’altro, si afferma che le politiche educative dovrebbero essere trasparenti e basate sull’evidenza. L’ISEE Assessment amplia la comprensione di cosa costituisca “scienza” ed “evidenza” in educazione, seguendo la definizione del The Science Council: “la ricerca e l’applicazione della conoscenza e della comprensione del mondo naturale e sociale seguendo una metodologia sistematica basata sull’evidenza”. Si parla di “evidenza relativa”, considerando più informative le meta-analisi o le revisioni sistematiche rispetto a singoli studi, pur eccellenti.
Riconoscendo l’educazione come un sistema complesso e dinamico, influenzato da contesti locali e interconnesso con altri sistemi (economia, cultura, legge), l’ISEE Assessment promuove una comprensione olistica, sottolineando le interrelazioni e l’importanza dell’ambiente.
Verso un Futuro di Apprendimento Significativo
Il quadro concettuale dell’ISEE Assessment, basato sull’eudaimonia, sostiene che, essendo gli esseri umani creature socio-emotive, l’educazione deve assicurare lo sviluppo olistico del cervello, nutrendo sia le relazioni umane sia la crescita accademica per il benessere generale. Questo si allinea con l’Articolo 26 della Dichiarazione dei Diritti Umani: l’educazione dovrebbe permettere agli individui di sviluppare il loro pieno potenziale.
Cari lettori, credo che l’ISEE Assessment ci offra una bussola preziosa. Non si tratta solo di “aggiustare” qualche aspetto del sistema attuale, ma di ripensare radicalmente il fine ultimo dell’educazione. Passare da una logica puramente utilitaristica a una che metta al centro la persona, nella sua interezza, con le sue emozioni, le sue relazioni, il suo potenziale unico. È una sfida enorme, che richiede un impegno collettivo e una visione a lungo termine. Ma se vogliamo davvero costruire società più giuste, pacifiche e sostenibili, forse è proprio da qui che dobbiamo ripartire: da un’educazione che coltivi la fioritura di ogni singolo essere umano. E voi, cosa ne pensate?
Fonte: Springer
