Enterite Necrotica nei Polli? Acido Usnico e Tannico Potrebbero Essere i Supereroi che Cercavi!
Ciao a tutti, amici appassionati di scienza e benessere animale! Oggi voglio parlarvi di una gatta da pelare non da poco per chi alleva polli da carne: l’enterite necrotica. Un nome un po’ altisonante, lo so, ma che nasconde un problema serio che causa non solo sofferenza agli animali, ma anche perdite economiche mica da ridere, parliamo di oltre 2 miliardi di dollari all’anno a livello globale! E chi è il cattivo principale di questa storia? Un batterio chiamato Clostridium perfringens, spesso aiutato da fastidiosi parassiti, i coccidi. Insomma, un duo micidiale per la salute intestinale dei nostri amici pennuti.
Per anni, la risposta principale sono stati gli antibiotici. Utili, certo, ma con il rovescio della medaglia: residui nella catena alimentare e il rischio, sempre più concreto, di sviluppare batteri resistenti. Un bel grattacapo per la nostra salute e per quella pubblica. Ecco perché la ricerca si sta muovendo, e alla grande, verso alternative più naturali e sostenibili. E qui entrano in gioco due protagonisti che sembrano usciti da un erbario magico: l’acido usnico e l’acido tannico.
Ma chi sono questi Acido Usnico e Acido Tannico?
L’acido usnico è una sostanza prodotta dai licheni, quelle fantastiche simbiosi tra funghi e alghe che colorano rocce e alberi. Pensate, prima della penicillina, era già studiato per le sue proprietà antibiotiche, soprattutto contro i batteri Gram-positivi (come il nostro Clostridium!). L’acido tannico, invece, è un polifenolo che troviamo in abbondanza, ad esempio, nelle galle della quercia o nel tè. Anche lui è un osso duro per microbi e parassiti, grazie alla sua capacità di “legarsi” alle proteine e scombussolare il metabolismo dei cattivi.
La domanda che si sono posti i ricercatori è stata: “E se li mettessimo insieme? Potrebbero fare faville contro l’enterite necrotica?”. Ebbene, hanno deciso di scoprirlo, prima in laboratorio (in vitro) e poi direttamente sui polli (in vivo). E i risultati, ve lo anticipo, sono davvero promettenti!
Cosa è successo in laboratorio? Un’indagine da CSI!
Nelle prove in vitro, i nostri due acidi, sia da soli che in combinazione (chiamiamola UTA, per Usnico+Tannico), sono stati messi di fronte ai coccidi (nelle loro forme di oocisti e sporozoiti) e al temibile Clostridium perfringens.
E cosa hanno scoperto? Che sia l’acido usnico (UA) che l’acido tannico (TA), e ancora di più la loro combinazione (UTA), hanno letteralmente mandato in tilt i coccidi! Hanno indotto l’apoptosi, una sorta di “suicidio programmato” delle cellule parassitarie, abbassando il potenziale della membrana mitocondriale (la centrale energetica della cellula) e danneggiando la struttura stessa delle oocisti. Immaginateveli come dei guerrieri che sabotano le fortezze nemiche dall’interno!
E contro il Clostridium perfringens? Anche qui, UA e TA hanno mostrato i muscoli, ma la combinazione UTA è stata la più forte, creando attorno a sé una zona di inibizione della crescita batterica davvero notevole. Un vero colpo da maestri!

Questi risultati iniziali erano già entusiasmanti, ma la vera prova del nove, come sapete, è vedere come queste sostanze si comportano in un organismo vivente, con tutte le sue complessità.
Dalla provetta all’aia: la sperimentazione sui polli broiler
Ed eccoci alla fase in vivo. I ricercatori hanno preso un bel gruppo di pulcini e li hanno divisi in diverse squadre. Un gruppo di controllo “sfortunato” (PC) che ha dovuto affrontare la sfida dell’enterite necrotica senza aiuti particolari. Un gruppo (SA) trattato con un farmaco standard, la salinomicina. E poi i nostri eroi: un gruppo trattato solo con acido usnico (UA) e un altro con la super-combinazione di acido usnico e acido tannico (UTA). A tutti i gruppi, tranne il controllo negativo (che non c’era in questa fase, si confrontava il “malato” con i trattamenti), è stata indotta l’enterite necrotica, prima con un vaccino attenuato per i coccidi e poi con una bella dose di Clostridium perfringens.
I risultati? Strepitosi!
- Performance di crescita: I gruppi SA, UA e UTA hanno mostrato miglioramenti significativi nel peso corporeo e nell’indice di conversione alimentare (quanto mangime serve per produrre un chilo di peso) in vari momenti dello studio, soprattutto nelle prime fasi. Meno spreco, più crescita sana!
- Lesioni intestinali e coccidi: Qui i nostri acidi hanno fatto un figurone! I trattamenti SA, UA e UTA hanno ridotto significativamente le lesioni intestinali causate dalla malattia e, cosa importantissima, hanno abbassato drasticamente il numero di oocisti di coccidi nelle feci. Meno parassiti, intestino più felice!
- Barriera intestinale e morfologia: L’intestino è come un castello con mura possenti. L’enterite necrotica cerca di abbatterle. Ebbene, i trattamenti con UA e UTA (e SA) hanno aiutato a mantenere queste mura più forti. Hanno ridotto la profondità delle cripte (segno di minor danno e riparazione affannosa), aumentato il rapporto tra altezza dei villi e profondità delle cripte (più superficie per assorbire i nutrienti!) e incrementato il numero di cellule caliciformi mucipare (quelle che producono il muco protettivo). Inoltre, l’attività della diammina ossidasi (DAO) nel siero, un indicatore di danno alla barriera, era più bassa nei gruppi trattati. Mura più alte e solide, insomma!
Ma non è finita qui. C’è tutto un mondo invisibile che gioca un ruolo cruciale: il microbiota intestinale.
Un intestino pieno di amici: l’effetto sul microbiota
Sapete, l’intestino è popolato da miliardi di batteri, alcuni buoni, altri meno. L’equilibrio è fondamentale. L’enterite necrotica, ovviamente, tende a sbilanciare tutto a favore dei “cattivi”. I ricercatori hanno analizzato il DNA dei batteri presenti nell’ileo e nel cieco dei polli. E cosa hanno visto?

Che i trattamenti SA, UA e, soprattutto, UTA hanno modificato la composizione del microbiota in modo positivo! Nel gruppo UTA, ad esempio, si è visto un aumento significativo di batteri “buoni” come:
- Lactobacillus: Famosissimi per i loro effetti benefici, aiutano a mantenere l’ambiente intestinale ostile ai patogeni.
- Butyricicoccus e Blautia: Questi sono grandi produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA), come l’acetato e il butirrato.
E perché sono importanti questi SCFA? Il butirrato, ad esempio, è la principale fonte di energia per le cellule della mucosa intestinale, aiutandole a rimanere sane e a ripararsi. E infatti, nel gruppo UTA, le concentrazioni di acetato e butirrato nel cieco erano significativamente più alte! Un vero toccasana per l’intestino.
Immunità e infiammazione: meno fuoco sotto la cenere
L’enterite necrotica scatena una forte risposta infiammatoria e immunitaria nell’intestino, che se eccessiva può fare più danni che altro. I trattamenti con acido usnico e tannico hanno contribuito a modulare questa risposta. Ad esempio, i livelli di immunoglobuline A secretorie (sIgA) nell’intestino e la percentuale di alcune cellule immunitarie (linfociti T CD8+) erano più bassi nei gruppi UA e UTA rispetto al gruppo PC. Questo suggerisce una minore “iper-attivazione” del sistema immunitario, probabilmente perché c’era meno “nemico” da combattere grazie all’azione diretta contro coccidi e Clostridium.
Inoltre, la combinazione UTA ha ridotto i livelli di alcuni fattori di crescita (VEGF, PDGF) e citochine (TGF-β) nella mucosa intestinale, che sebbene coinvolti nella riparazione, se troppo elevati possono indicare congestione e infiammazione persistente. L’acido tannico, con le sue proprietà astringenti, potrebbe aver contribuito a formare uno strato protettivo sulla mucosa, limitando ulteriori danni.

Quindi, qual è il succo del discorso?
Beh, mi sembra chiaro! L’acido usnico e l’acido tannico, specialmente quando usati insieme, si sono dimostrati dei validissimi alleati nella lotta contro l’enterite necrotica nei polli broiler. Non solo attaccano direttamente i responsabili della malattia (coccidi e Clostridium perfringens), ma lavorano su più fronti:
- Migliorano la salute e l’integrità della barriera intestinale.
- Modulano la risposta immunitaria, evitando infiammazioni eccessive.
- Rimodellano il microbiota intestinale, favorendo i batteri benefici e la produzione di SCFA.
- E, di conseguenza, migliorano le performance di crescita degli animali.
La combinazione di acido usnico e tannico sembra avere una marcia in più rispetto all’acido usnico da solo, soprattutto nel potenziare il microbiota e aumentare gli SCFA. Questo apre la strada a strategie di alimentazione più naturali e sostenibili per l’industria avicola, riducendo la dipendenza dagli antibiotici e migliorando il benessere animale.
Certo, la ricerca non si ferma qui. Bisognerà definire i dosaggi ottimali e capire ancora più a fondo i meccanismi sinergici di questi due composti. Ma una cosa è certa: la natura ha ancora tantissimo da insegnarci e da offrirci per affrontare le sfide della salute, sia nostra che dei nostri amici animali. E io, da buon curioso, non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserverà il futuro!
Fonte: Springer
