Mappa stilizzata ma fotorealistica della penisola di Conakry, Guinea, con sovrapposte zone colorate che indicano i tempi di percorrenza variabili (dal verde per breve al rosso per lungo) per raggiungere le strutture sanitarie per il parto, evidenziando le disparità tra centro e periferia. Macro lens, 80mm, high detail, controlled lighting on map texture, visualizzazione dati geografici.

Partorire a Conakry: Una Corsa ad Ostacoli tra Traffico e Disuguaglianze

Ciao a tutti! Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore e che tocca le vite di tantissime donne: la possibilità di partorire in sicurezza. Sapete, a livello globale, i progressi per ridurre la mortalità materna si sono un po’ arenati dal 2016. L’obiettivo di scendere sotto i 70 decessi ogni 100.000 nati vivi entro il 2030 sembra sempre più lontano, purtroppo. E la situazione è particolarmente critica nell’Africa subsahariana (SSA), dove si concentra il 70% di tutte le morti materne del mondo, con un tasso spaventoso di 545 decessi ogni 100.000 nati vivi.

Il momento più rischioso? Proprio quello del parto. Emorragie gravi, ipertensione, travaglio ostruito, infezioni… cause che potrebbero essere gestite se solo ci fosse accesso tempestivo a cure adeguate. Pensate che quasi 300.000 morti materne e 5 milioni di morti perinatali (nati morti e neonati) ogni anno potrebbero essere evitate con la giusta assistenza durante la gravidanza e il parto in strutture attrezzate. Si dice che avere accesso a servizi di base ed emergenza entro 2-3 ore sia uno standard ragionevole. Ma è davvero così ovunque?

La sfida urbana: vicini ma lontani

Molta ricerca si è concentrata sulle aree rurali, dove le distanze geografiche, la mancanza di strade e trasporti sono ostacoli evidenti. Ma le città? Ah, le città presentano sfide tutte loro! Entro il 2050, due terzi della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, e la maggior parte di questa crescita avverrà proprio in Africa e Asia. Questo porta spesso a insediamenti informali, disuguaglianze crescenti e problemi sanitari. E c’è una crescente consapevolezza che, anche se sulla mappa l’ospedale sembra vicino, in città il tempo per raggiungerlo può essere lunghissimo a causa di strade dissestate e, soprattutto, del traffico infernale.

Abbiamo deciso di guardare da vicino una di queste realtà urbane complesse: la grande area metropolitana di Conakry, la capitale della Guinea. Un paese, la Guinea, con un tasso di mortalità materna altissimo (553 per 100.000 nati vivi nel 2020, oltre 2.500 donne!). Studi precedenti avevano suggerito che circa il 40% delle donne guineane vivesse a più di 2 ore dall’ospedale più vicino, ma usando stime di velocità di viaggio generiche, uguali per città e campagna. Noi volevamo andare più a fondo.

La nostra indagine a Grand Conakry

Ci siamo posti degli obiettivi precisi:

  • Stimare il tempo di viaggio reale per raggiungere le strutture che offrono assistenza al parto (pubbliche e private, di diverso livello), usando dati dettagliatissimi (risoluzione spaziale di 10 metri!) e un algoritmo che calcola il percorso più veloce.
  • Calcolare quante donne in età fertile (WoCBA) e quante donne incinte vivono entro 15, 30 e 60 minuti dalla struttura più vicina.
  • Vedere se c’è un legame tra l’essere geograficamente “emarginate” dall’assistenza e la povertà.

Per farlo, non ci siamo basati su velocità ipotetiche. Abbiamo raccolto dati sul campo! Diciotto ricercatori hanno tracciato i loro spostamenti a Conakry in diversi momenti della giornata, coprendo oltre 1.250 km. E cosa abbiamo scoperto? Che le velocità medie sono bassissime, molto più basse di quelle usate in studi precedenti. Parliamo di medie tra 14 e 28 km/h a seconda del tipo di strada, con punte minime terrificanti (poco sopra i 2 km/h nel traffico peggiore!) e massime che non superano mai i 60 km/h, anche sulle strade principali. Questo fa una differenza enorme nel calcolo dei tempi di accesso!

Veduta aerea di Conakry, Guinea, all'ora di punta, mostrando traffico congestionato su una strada principale che attraversa quartieri densamente popolati. Wide-angle lens, 15mm, long exposure to show light trails, sharp focus sulla densità urbana.

Quanto tempo ci vuole davvero?

Analizzando i dati con le velocità reali, abbiamo visto che, in media, una donna a Grand Conakry impiega circa 8 minuti per raggiungere la struttura sanitaria più vicina (pubblica o privata) che offre assistenza al parto. Non male, direte voi. Ma attenzione, questa è la media. Nello scenario peggiore, con il traffico più intenso, questo tempo quadruplica, arrivando a 30 minuti! E le differenze tra le varie zone (communes) sono enormi: si va dai 3 minuti nelle zone centrali come Kaloum ai 15 minuti (che diventano 19 nel traffico peggiore) in zone peri-urbane come Manéah.

L’accesso agli ospedali pubblici: un’altra storia

La situazione si complica se consideriamo solo gli ospedali pubblici, quelli che offrono cure ostetriche d’emergenza complete (come cesarei e trasfusioni) gratuitamente e sono quindi fondamentali per le complicazioni. Il tempo medio per raggiungere l’ospedale pubblico più vicino sale a 22 minuti a livello di conurbazione, ma schizza a 80 minuti nello scenario di traffico peggiore! A livello di singola zona, la media varia dai 5 minuti del centro ai 33 minuti in alcune aree di Coyah e Dubréka. E nel traffico peggiore, in ben 7 delle 14 communes, il tempo medio per raggiungere un ospedale pubblico supera l’ora!

Copertura geografica: chi resta indietro?

Quasi tutte le donne (94%) a Grand Conakry vivono entro 15 minuti dalla struttura più vicina in condizioni di traffico medio, e tutte entro 30 minuti. Ma di nuovo, guardiamo allo scenario peggiore: la copertura entro 15 minuti crolla al 32%, ed entro 30 minuti al 70%. In alcune zone peri-urbane come Manéah e Kagbélen, solo 3-4 donne su 10 riescono a raggiungere una struttura in mezz’ora quando il traffico è bloccato.
Per gli ospedali pubblici, la copertura è ancora più bassa: con traffico medio, il 44% delle donne è entro 15 minuti, l’82% entro 30 e tutte entro 60. Ma con traffico intenso? Solo il 2% entro 15 minuti, il 7% entro 30 e appena il 30% entro 60 minuti! In zone come Sanoyah e Kagbélen, praticamente nessuna donna raggiunge un ospedale pubblico in 15 minuti con traffico medio, e meno del 2% ci arriva entro un’ora nel traffico peggiore. Sono numeri che fanno riflettere sulla vulnerabilità di queste donne.

Donna incinta guineana che aspetta un mezzo di trasporto sul ciglio di una strada trafficata e polverosa in una zona peri-urbana di Conakry. Prime lens, 35mm portrait, depth of field, luce naturale del tardo pomeriggio che evidenzia l'attesa e l'ambiente circostante.

Disuguaglianze socio-spaziali: Ricchi più vicini, ma con un paradosso

Abbiamo poi incrociato i tempi di viaggio con un indice di ricchezza relativa. Emerge un quadro di disuguaglianze “pro-ricchi”: in generale, le donne nelle aree più ricche impiegano meno tempo a raggiungere una struttura sanitaria, soprattutto nello scenario di traffico peggiore. Questa disuguaglianza è più marcata nelle aree peri-urbane di Coyah e Dubréka.
Tuttavia, c’è un’interessante eccezione quando si guarda agli ospedali pubblici. In alcuni casi, sono le donne delle fasce più povere a vivere più vicino! Come si spiega? Gli ospedali pubblici si trovano spesso nei centri storici, aree più vecchie dove tendono a risiedere le popolazioni meno abbienti. Le fasce più ricche, invece, si spostano verso nuove aree urbanizzate in periferia, più moderne ma spesso meno servite da strutture pubbliche. In queste nuove aree, però, fioriscono le cliniche private, creando un accesso differenziato basato sulla capacità di pagare.

Perché Conakry è così? E cosa significa tutto questo?

Le basse velocità e i lunghi tempi di percorrenza a Conakry, specialmente nelle ore di punta, si spiegano in parte con la sua geografia unica: una penisola lunga e stretta, con la crescita urbana compressa tra il mare e le colline. Gran parte delle attività amministrative è concentrata nella punta (Kaloum), costringendo a spostamenti massicci che intasano le poche arterie stradali.
Le aree peri-urbane come Coyah e Dubréka soffrono particolarmente per diversi motivi:

  • Distribuzione squilibrata delle strutture: Poche strutture sanitarie, specialmente ospedali pubblici, rispetto alla popolazione residente. Ad esempio, Kaloum ha il 6,9% delle strutture (18% degli ospedali pubblici) per lo 0,15% della popolazione, mentre Kagbélen ha il 7% delle strutture (nessun ospedale pubblico) per oltre il 17% della popolazione!
  • Reti stradali carenti: Sono zone di nuova urbanizzazione, spesso con strade sterrate o mal tenute.
  • Dati incompleti: Le mappe stradali open source potrebbero essere meno accurate in queste aree periferiche.
  • Zone industriali: Aree come Kagbélen sono anche zone industriali con traffico pesante.
  • Topografia: Alcuni percorsi a piedi in queste zone sono in salita, rendendo difficile lo spostamento per una donna incinta o in travaglio.

Il ruolo del privato è ambivalente: da un lato, le strutture private migliorano la copertura geografica in aree altrimenti scoperte (come a Kagbélen). Dall’altro, pongono problemi di accessibilità economica e di qualità delle cure, che deve essere allineata agli standard nazionali.

Esterno di un piccolo centro sanitario pubblico dall'aspetto modesto in un quartiere peri-urbano di Conakry, Guinea, con alcune persone in attesa fuori sotto il sole. Zoom lens, 50mm, luce diurna intensa, focus sui dettagli dell'edificio semplice e sulle figure umane in attesa.

Cosa possiamo fare?

I nostri risultati mostrano chiaramente che a Grand Conakry esistono gravi disparità nell’accesso geografico alle cure per il parto. Il traffico intenso può trasformare un viaggio breve in un’odissea, mettendo a rischio madri e bambini. Le aree peri-urbane sono quasi dei “deserti medici” per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera pubblica essenziale.
Queste informazioni sono cruciali per pianificare interventi mirati:

  • Potenziare la rete di strutture sanitarie pubbliche, specialmente nelle zone peri-urbane di Coyah e Dubréka.
  • Integrare meglio il settore privato, assicurando standard di qualità e accessibilità economica.
  • Migliorare le infrastrutture stradali e potenziare i trasporti pubblici.

L’obiettivo deve essere garantire a tutte le donne, indipendentemente da dove vivono o dal loro status socio-economico, un accesso tempestivo e sicuro alle cure di cui hanno bisogno per dare alla luce i loro bambini. È una questione di diritti, di equità e, letteralmente, di vita o di morte.

Fonte: Springer

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